In questo approfondimento vi parleremo di accertamento disabilità per il collocamento mirato: ecco le regole da rispettare (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Accertamento disabilità per il collocamento mirato: cosa sapere?
L’accertamento della disabilità è fondamentale ai fini del rilascio della relazione conclusiva, che consente l’accesso al collocamento mirato.
Ma come si accerta la condizione di disabilità per avere diritto al collocamento mirato? Il sistema è diverso da quello adottato per il riconoscimento delle condizioni di handicap o di invalidità.
L’articolo 1, commi 4, 5 e 6 della legge numero 68 del 1999 distingue i lavoratori con disabilità in tre gruppi:
- invalidi civili;
- invalidi del lavoro (INAIL);
- invalidi di guerra e per causa di servizio.
In questo articolo ci concentreremo sull’accertamento della disabilità.
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Accertamento disabilità per il collocamento mirato: la commissione medica
Per ottenere il certificato di invalidità, l’interessato deve essere esaminato da una commissione medica dell’Asl competente, integrata da un medico dell’INPS e da un esperto nei casi da esaminare come previsto dall’articolo 4 della Legge 104 del 1992.
L’obiettivo della commissione medica è finalizzato all’individuazione della capacità globale, attuale e potenziale per il collocamento lavorativo della persona con disabilità, attraverso la formulazione:
- di una diagnosi funzionale che prevede una descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico e sensoriale della persona basata su dati anamnestico-clinici, sui dati attinenti alla diagnosi funzionale e al profilo dinamico funzionale eventualmente redatti per la persona con disabilità nel periodo scolare, sulla valutazione della documentazione medica preesistente;
- di un profilo socio-lavorativo della persona con disabilità attraverso l’acquisizione di notizie utili per individuare la persona nel suo ambiente, la sua situazione familiare, di scolarità (eventuale diagnosi funzionale e profilo dinamico-funzionale) e di lavoro anche in collaborazione con il comitato tecnico.
Entro 4 mesi dalla data della prima visita, la commissione medica di accertamento, in base ai risultati ottenuti dalla valutazione globale formula, stila una relazione conclusiva che può contenere suggerimenti su eventuali forme di sostegno e strumenti tecnici necessari per l’inserimento o il mantenimento al lavoro della persona con disabilità.
La relazione conclusiva verrà inviata al lavoratore con disabilità e al comitato tecnico presso i centri per l’impiego. Sulla base della relazione verrà individuato il percorso di inserimento più adeguato per l’interessato.
Accertamento disabilità per il collocamento mirato: come presentare domanda?
Per procedere all’accertamento disabilità per il collocamento mirato occorre presentare la domanda in forma unica, per ottenere il riconoscimento delle seguenti condizioni di invalidità:
- stato di invalidità, cecità, sordità;
- attestazione dell’handicap di cui alla Legge 104/92;
- diagnosi funzionale da richiedere obbligatoriamente per le persone motivate al lavoro.
L’interessato dovrà indicare il tipo di accertamento richiesto. È possibile anche indicare due accertamenti, ad esempio, nel caso in cui si intende procedere al riconoscimento dell’invalidità civile e all’inserimento lavorativo come disabile.
Il certificato medico non è richiesto solo se l’interessato ha già a disposizione il verbale che attesti lo stato invalidante.
Ricordiamo che la domanda per il collocamento mirato può essere presentata esclusivamente da persone a cui è stata riconosciuta una condizione di invalidità con una percentuale superiore al 45%, oppure sia stata riconosciuta la condizione di cieco civile o sordo.
Accertamento disabilità per il collocamento mirato: cos’è la diagnosi funzionale?
La diagnosi funzionale è quel documento che fornisce indicazioni sulle limitazioni e le capacità residue della persona ai fini di un miglior inserimento lavorativo. Descrive la tipologia di invalidità (psichica, intellettiva o fisica) e può prevedere l’eventuale necessità di un servizio di mediazione.
Il documento è redatto secondo le prescrizioni dell’atto di indirizzo e coordinamento emanato con il D.P.C.M. del 13 gennaio 2000, dalle commissioni integrate AUSL-INPS.
Una volta in possesso della certificazione della diagnosi funzionale, l’interessato potrà presentarsi presso uno dei centri per l’impiego presenti nel comune di residenza o di domicilio e iscriversi agli elenchi, che consentono l’accesso al collocamento mirato.

Faq sul collocamento mirato
Chi rientra nelle categorie protette come lavoratore con disabilità?
Hanno diritto al collocamento mirato queste categorie di lavoratori:
- persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali o portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
- persone con un grado di invalidità del lavoro superiore al 33%, come accertata dall’INAIL;
- persone non vedenti o sordomute (legge 27 maggio 1970, n. 382 e legge 26 maggio 1970, n. 381);
- persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio, con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria delle tabelle allegate al Testo Unico delle norme in materia di pensioni di guerra (D.P.R. 23 dicembre 1978, n. 915);
- persone inabili allo svolgimento delle proprie mansioni in conseguenza di infortunio o malattia con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% oppure divenuti inabili a causa dell’inadempimento, accertato in sede giudiziale, da parte del datore di lavoro delle norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro.
Rientrano nelle categorie protette anche:
- centralinisti telefonici non vedenti;
- massaggiatori e massofisioterapisti non vedenti;
- terapisti della riabilitazione non vedenti;
- insegnanti non vedenti.
È possibile rinunciare al collocamento mirato?
Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.
Quali documenti sono necessari per la partecipazione ai concorsi come categoria protetta?
I documenti richiesti possono variare, ma di solito dovrai fornire la documentazione che attesti la tua appartenenza a una categoria protetta.
Potresti quindi dover:
- inoltrare la certificazione rilasciata dalle autorità che attesti la tipologia e il grado di invalidità;
- allegare la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità come carta di identità o patente di guida;
- preparare una nota con cui specifichi l’ausilio che, in relazione all’handicap, dovrai usare per svolgere le prove d’esame;
- indicare di rispettare tutti i requisiti richiesti come:
- avere un’età di almeno 18 anni;
- avere la cittadinanza italiana o europea;
- possedere un titolo di studio idoneo allo svolgimento della prova d’esame;
- non aver riportato nessuna condanna penale o non avere procedimenti penali in corso;
- avere il pieno godimento dei diritti civili e politici;
- essere in posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva;
- non essere stato destituito, dispensato o licenziato da una Pubblica Amministrazione per insufficiente rendimento.
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