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In caso di aggravamento cambio mansione o licenziamento?

Aggravamento cambio mansione o licenziamento? Se il lavoratore risulta inidoneo alla mansione, cosa succede? Ecco i diritti del dipendenti e gli obblighi del datore di lavoro.

di Carmine Roca

Luglio 2024

In caso di aggravamento cambio mansione o licenziamento? Ecco cosa sapere (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Aggravamento cambio mansione o licenziamento: cosa sapere?

Cosa succede in caso di aggravamento delle condizioni di salute di un lavoratore: è previsto un cambio di mansione o si procede al suo licenziamento?

A rispondere è l’articolo 4, comma 1, della legge numero 68 del 1999, che spiega come in caso di inidoneità alle mansioni, intervenuta in seguito a una malattia professionale o a un infortunio sul lavoro, il dipendente non possa essere licenziato, qualora sia possibile, invece, un cambio di mansione.

La normativa tutela il lavoratore con disabilità, spiegando che, le mansioni a cui potrà essere adibito potranno essere persino inferiori a quelle svolte prima del sopraggiungere della malattia o dell’infortunio.

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Aggravamento cambio mansione o licenziamento: l’obbligo del datore di lavoro

Il datore di lavoro, quindi, è obbligato a cercare, all’interno della sua azienda, una ricollocazione adeguata alle condizioni di salute del suo dipendente divenuto inidoneo alle mansioni ricoperte prima della malattia o dell’infortunio.

Soltanto se, una volta completata la ricerca, in modo corretto ed equo, non dovesse esserci alcun’altra mansione da far svolgere al dipendente, il datore potrà ricorrere al licenziamento del lavoratore.

Aggravamento cambio mansione o licenziamento: cosa dice la legge?

La Corte di Cassazione, intervenuta sulla questione, è stata chiara, affermando che, l’esercizio dell’iniziativa economica privata deve svolgersi nel rispetto dei diritti al lavoro (articoli 4, 35 e 36 della Costituzione) e alla salute (articolo 32 della Costituzione e articolo 2087 del codice civile).

Ciò non viola l’articolo 41, nel caso in cui il giudice dichiari illegittimo il licenziamento intimato per sopravvenuta inidoneità fisica alle mansioni assegnate, senza che il datore di lavoro abbia prima accertato se il dipendente potesse essere addetto a mansioni diverse e di pari livello, senza trasferire altri lavoratori o alterare l’organigramma aziendale, come disposto dalla sentenza numero 21710 della Corte di Cassazione pubblicata il 13 ottobre 2009.

Aggravamento cambio mansione o licenziamento: cosa è cambiato nel 1998?

Prima della fine degli anni ’90 il lavoratore inidoneo alle mansioni assegnate non aveva diritti e non poteva vantare alcuna pretesa nei confronti del datore di lavoro che, come stabilito dall’articolo 1464 del codice civile, qualora la prestazione lavorativa fosse diventata parzialmente impossibile, poteva recedere il contratto senza valutare destinazioni alternative.

Con la sentenza numero 7755 del 7 agosto 1998, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno riconosciuto l’obbligo di repèchage, ovvero la possibilità di collocare il dipendente presso un altro reparto o di adibirlo ad altre e diverse mansioni, incluse quelle inferiori.

La svolta operata dalla Corte di Cassazione ha portato all’introduzione della Legge numero 68/1999.

Aggravamento cambio mansione o licenziamento: quando è illegittimo?

Abbiamo visto che, prima di procedere al licenziamento del lavoratore inidoneo alle mansioni, il datore di lavoro è obbligato a individuare un’altra mansione da affidare al suo dipendente.

Il licenziamento senza ricerca di mansioni alternative è illegittimo, come stabilito dal Tribunale di Firenze il 4 luglio 2003.

Per la giurisprudenza di merito, la sopravvenuta inidoneità psicofisica del lavoratore giustifica il licenziamento solo se il datore di lavoro attesti, tramite documentazione, l’inidoneità, provando di aver correttamente valutato la possibilità di adibire il lavoratore ad altre mansioni compatibili.

Solo dimostrando l’impossibilità di assegnare al lavoratore mansioni, anche non equivalenti (a condizione che il lavoratore abbia manifestato la sua disponibilità ad accettarle), si potrà procedere al licenziamento.

E’ un diritto del lavoratore, qualora sia disponibile, ottenere una diversa mansione compatibile con il suo stato di salute, in caso di impossibilità sopravvenuta allo svolgimento della prestazione.

Il datore di lavoro dovrà attivarsi, valutando le residue attitudini professionali del dipendente, rendendo possibile una diversa collocazione in azienda.

Aggravamento cambio mansione o licenziamento
Aggravamento cambio mansione o licenziamento: in foto dei punti interrogativi.

Faq su lavoro e disabilità

Chi rifiuta il cambio di mansione ha diritto alla Naspi? No

Il rifiuto del posto alternativo da parte del dipendente non viene considerato un atto di dimissioni volontarie. Significa che la rinuncia a una mansione alternativa, proposta nell’ambito del repêchage, non comporta automaticamente la perdita del diritto alla Naspi. La legge prevede che il lavoratore conservi il diritto all’indennità di disoccupazione anche se rifiuta il cambio di mansione proposto per evitare il licenziamento.

Cos’è l’accomodamento ragionevole?

Per accomodamento ragionevole si intendono le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongono un onere sproporzionato o eccessivo adottati, ove ve ne sia necessità, in casi particolari, per garantire alle persone con disabilità il godimento e l’esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.

Chi decide per il licenziamento di un lavoratore con disabilità?

Per il licenziamento del lavoratore disabile serve il parere della Commissione medica che deve stabilire l’eventuale inidoneità a svolgere le sue mansioni Significa che non è possibile per un datore di lavoro licenziare un lavoratore con disabilità solo sulla base del parere di un medico che non ritiene più il dipendente adatto al lavoro. Quella infatti è una decisione che può spettare solo alla commissione medica.

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