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Apprendista con assegno di inclusione

Apprendista con assegno di inclusione: vediamo quali sono i vantaggi per il datore di lavoro, a partire dall’esonero contributivo. Come si attiva la procedura e quanto si può risparmiare.

di Redazione

Febbraio 2024

Apprendista con assegno di inclusione. Vediamo quali sono i vantaggi previsti per i datori di lavoro che assumono i beneficiari dell’Adi con un contratto di apprendistato professionalizzante. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Apprendista con assegno di inclusione: esonero contributivo

L’esonero contributivo è un incentivo economico importante per i datori di lavoro privati. Questo vantaggio si attiva quando viene assunto un giovane beneficiario dell’assegno di inclusione (ADI) con un contratto di apprendistato professionalizzante.

L’esonero si traduce in un risparmio diretto per l’azienda, viene meno infatti l’obbligo di versare i contributi previdenziali per un periodo massimo di dodici mesi. Il limite massimo di questo beneficio è fissato a 8.000 euro annui.

Dettagli sull’applicazione dell’esonero contributivo

L’esonero contributivo può essere applicato dal 1° gennaio 2024, come ha stabilito il Decreto Legge n. 48/2023. Per poter usufruire di questo vantaggio, il giovane assunto deve essere già beneficiario dell’ADI. Inoltre, la nuova assunzione deve comportare un incremento netto dell’occupazione.

Cosa significa? Che l’azienda deve avere un numero di dipendenti maggiore rispetto alla media dell’anno precedente, considerando l’intera organizzazione e non solo la singola unità produttiva dove avviene l’assunzione.

Limitazioni e condizioni

Non tutte le forme di assunzione permettono di accedere a questo esonero contributivo. Sono esclusi i contratti a tempo indeterminato con dirigenti, quelli per lavoro intermittente o per prestazioni di lavoro occasionale. Questo aspetto è fondamentale per i datori di lavoro che devono pianificare le assunzioni in modo strategico, considerando i tipi di contratto che permettono di ottenere l’esonero.

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 Limite massimo dell’esonero contributivo

La totale esenzione dai contributi previdenziali a carico dell’azienda, come accennato, ha un limite massimo di 8.000 euro all’anno. Questa somma viene calcolata e applicata su base mensile per un periodo di 12 mesi.

Se il rapporto di lavoro viene interrotto durante il periodo di prova a causa del datore di lavoro, quest’ultimo ha l’obbligo di restituire l’incentivo già fruito.

Come attivare il contratto di apprendistato con ADI

Per attivare un contratto di apprendistato con un beneficiario dell’assegno di inclusione, i datori di lavoro devono seguire alcuni passaggi :

Inserimento dell’offerta di lavoro

È necessario inserire l’offerta di lavoro nel Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Questo passo è cruciale per garantire che il processo inizi nel modo giusto.

Ruolo del responsabile dell’inserimento lavorativo

Il patto di servizio personalizzato, definito con i servizi per il lavoro competenti, richiede la presenza di una figura professionale responsabile dell’inserimento lavorativo per il periodo in cui si fruisce dell’incentivo.

Domanda di ammissione all’agevolazione

Per conoscere l’esatto ammontare del beneficio, i datori di lavoro devono presentare all’INPS una domanda di ammissione all’agevolazione. Deve essere fatto utilizzando il modulo online, disponibile sul sito dell’INPS nella sezione “Portale delle Agevolazioni“.

Valutazione e approvazione da parte dell’INPS

L’INPS, una volta ricevuta la domanda, procederà con:

Cumulabilità dell’esonero

L’esonero contributivo per l’assunzione di un apprendista con assegno di inclusione può essere cumulato con altre agevolazioni, come la riduzione della contribuzione previdenziale a carico del lavoratore.

Quanto risparmia il datore di lavoro

L’assunzione di un apprendista con assegno di inclusione è dunque economicamente vantaggiosa. Vediamo quanto può risparmiare un datore di lavoro con questa scelta.

Esempio pratico in un’impresa del settore terziario

Immaginiamo una situazione in cui un’azienda del settore terziario applica il CCNL Terziario Confcommercio. Prendiamo in considerazione il livello finale 3 per la retribuzione dell’apprendista, che è pari a:

In condizioni normali, l’aliquota di contribuzione base a carico del datore di lavoro per gli apprendisti è del 10%. Con l’assunzione di un apprendista beneficiario dello sgravio di inclusione, questa contribuzione viene azzerata per i primi dodici mesi.

Impatto finanziario sull’arco di tre anni

Analizzando i dati su un periodo di tre anni, si può notare che lo sgravio contributivo per l’inclusione permette di ridurre il costo totale del lavoro di circa il 4% rispetto a un rapporto di lavoro analogo senza lo sgravio. Questo significa che, oltre a favorire l’inserimento lavorativo di giovani in formazione, l’azienda ottiene un beneficio economico tangibile.

Questa tabella potrebbe aiutare a comprendere meglio:

Apprendistato professionalizzanteApprendistato professionalizzante con sgravio ADI
Retribuzione lorda mensile18.456 euro per 18 mesi18.456 euro per 18 mesi
29.682 euro dal 19° al 36° mese29.682 euro dal 19° al 36° mese
Contribuzione INPS mensile2.220 euro per il 1° anno0 euro per il 1° anno
1.110 euro per 6 mesi1.110 euro per 6 mesi
3.924 euro dal 19° al 36° mese3.924 euro dal 19° al 36° mese
Totale costo del lavoro55.392 euro nel triennio53.172 euro nel triennio
Risparmio %4%
Questa tabella presenta un confronto chiaro tra i costi dell’apprendistato professionalizzante standard e quelli con l’aggiunta dello sgravio ADI, mostrando il risparmio percentuale ottenuto con l’adozione dello sgravio
Apprendista con assegno di inclusione
Nell’immagine un giovane apprendista assunto con l’assegno di inclusione mentre lavora in una fabbrica.

FAQ (domande e risposte)

Quali sono i vantaggi per i datori di lavoro che assume un apprendista con assegno di inclusione?

I datori di lavoro che assumono un apprendista con assegno di inclusione (ADI) beneficiano principalmente di un esonero contributivo. Questo significa che possono risparmiare sui contributi previdenziali normalmente dovuti per i dipendenti. Questa agevolazione non solo riduce i costi diretti per il datore di lavoro, ma incentiva anche l’assunzione di giovani, promuovendo l’ingresso nel mondo del lavoro di figure professionalmente preparate attraverso l’apprendistato.

Come funziona l’esonero contributivo per l’assunzione di apprendisti con assegno di inclusione?

L’esonero contributivo si applica ai datori di lavoro privati che assumono beneficiari dell’ADI con un contratto di apprendistato professionalizzante. Questo esonero copre la totalità dei contributi previdenziali dovuti dai datori di lavoro per un periodo massimo di dodici mesi, fino a un limite di 8.000 euro all’anno. Questo beneficio rende l’assunzione di un apprendista con ADI più conveniente rispetto a un normale contratto di apprendistato.

Quali sono i requisiti per applicare l’esonero contributivo in assunzioni con assegno di inclusione?

Per poter applicare l’esonero contributivo, il beneficiario dell’ADI deve essere già in corso di percezione dell’indennità. Inoltre, l’assunzione deve comportare un incremento netto dell’occupazione rispetto alla media della forza lavoro dell’anno precedente, considerando l’intera organizzazione del datore di lavoro e non solo la singola unità produttiva. Queste condizioni assicurano che l’incentivo sia indirizzato verso la creazione effettiva di nuovi posti di lavoro.

Quali tipi di rapporti di lavoro sono esclusi dall’agevolazione per apprendisti con assegno di inclusione?

I rapporti di lavoro che non rientrano nell’agevolazione dell’esonero contributivo includono i contratti a tempo indeterminato con dirigenti, il lavoro intermittente e le prestazioni di lavoro occasionale. Queste esclusioni si concentrano su forme di impiego che non si allineano con l’obiettivo principale del programma, che è quello di incentivare l’ingresso di giovani apprendisti nel mercato del lavoro.

Come possono i datori di lavoro attivare un contratto di apprendistato con assegno di inclusione?

Per attivare un contratto di apprendistato con un beneficiario dell’ADI, i datori di lavoro devono inserire l’offerta di lavoro nel Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Devono poi presentare una domanda di ammissione all’agevolazione all’INPS, utilizzando un modulo di istanza online. L’INPS valuterà la domanda, calcolando l’ammontare del beneficio e verificando la disponibilità degli aiuti “de minimis” per il datore di lavoro.

Quanto risparmia un datore di lavoro assumendo un apprendista con assegno di inclusione?

L’ammontare del risparmio per il datore di lavoro dipende da diversi fattori, inclusi il livello salariale e l’aliquota contributiva. Ad esempio, in un’azienda del settore terziario che applica il CCNL Terziario Confcommercio, l’assunzione di un apprendista con ADI può portare a un risparmio del 4% sul costo totale del lavoro in un triennio, grazie all’esonero della contribuzione datoriale per i primi dodici mesi. Questo risparmio è significativo e aumenta la convenienza nell’assumere giovani tramite questa modalità.

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