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Aspettativa 104 e pensione: come funziona (+ esempi)

Aspettativa con Legge 104 e pensione: come funziona per i contributi? C'è un limite da rispettare? Ecco importi, calcoli ed esempi.

di Carmine Roca

Giugno 2024

In questo approfondimento vedremo insieme come funziona l’aspettativa con Legge 104 e pensione (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Aspettativa con Legge 104 e pensione: come funziona?

Tra le agevolazioni previste dalla Legge 104 c’è il congedo straordinario, il periodo di astensione lavorativa che consente al dipendente caregiver di assistere il coniuge o un familiare con disabilità grave.

La durata dell’aspettativa con Legge 104 (o congedo straordinario) è di 2 anni in tutta la vita lavorativa, ma può essere sfruttata anche in modo frazionato.

Durante il periodo di congedo, il caregiver percepirà un’indennità mensile di importo pari all’ultima retribuzione ricevuta prima di astenersi dal lavoro. L’assenza viene coperta da contribuzione figurativa: l’INPS si fa carico della spesa e i periodi di congedo sono utili ai fini pensionistici.

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Aspettativa con Legge 104 e pensione: quanto si perde?

A questo punto ci domandiamo: chi è in congedo non perde nulla sulla pensione? Non è proprio così.

Se è vero che, durante la fruizione del congedo straordinario, il lavoratore percepisce un’indennità mensile e vedrà accreditati contributi figurativi a copertura del periodo non lavorato, è altrettanto vero che ci sono tetti massimi da rispettare, per ciò che riguarda il valore dell’indennità e dei contributi versati.

Ogni anno, la soglia massima da rispettare viene rivalutata sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Per il 2024, il limite massimo complessivo della retribuzione e contribuzione, per la generalità dei lavoratori, non può superare il limite di 56.586 euro (12.451 euro è il limite annuale per l’accredito dei contributi figurativi).

Cosa significa? Che se non viene superato il limite reddituale, al lavoratore verranno riconosciuti per intero i contributi figurativi utili per il raggiungimento del diritto al pensionamento e per la misura dell’assegno.

In caso contrario, superando questo limite di retribuzione più contribuzione figurativa aggiornato al 2024, il lavoratore in congedo straordinario andrà a perderci sul calcolo della pensione futura, avendo maturato meno contributi di quelli che avrebbe messo da parte se avesse prestato regolarmente servizio.

Aspettativa con Legge 104 e pensione: quando conviene?

Chiaramente, se la propria retribuzione lorda annua è inferiore a 44.135 euro, fruire del congedo straordinario prima della pensione conviene, perché in questo caso non si perderà nulla sull’assegno pensionistico futuro.

Ma se si percepiscono più di 44.135 euro lordi annui di retribuzione (sui 3.400 euro lordi al mese), c’è da sapere che, fruendo del congedo straordinario, si dovrà rinunciare a parte dello stipendio, ovvero la quota eccedente il limite annuo.

Prendiamo come esempio un lavoratore dipendente con un reddito lordo annuo di 47.000 euro (circa 3.600 euro lordi al mese).

In caso di fruizione di 2 anni interi di congedo straordinario, il lavoratore perderà circa 2.900 euro l’anno di retribuzione, per un totale di quasi 6.000 euro lordi in due anni.

Anche sul piano contributivo assisteremo a una perdita: a fronte di circa 15.500 lordi di contributi annui versati, il lavoratore vedrà accreditarsene soltanto 12.451 euro, ovvero oltre 3.000 euro in meno per ogni anno di congedo (oltre 6.000 euro di contributi in meno, in totale).

Aspettativa con Legge 104 e pensione
Aspettativa con Legge 104 e pensione: in foto banconote di euro e una calcolatrice.

Faq sul congedo straordinario

A chi spetta il congedo straordinario?

Il congedo straordinario non spetta al lavoratore disabile, ma soltanto ai caregiver lavoratori dipendenti, secondo il seguente ordine di priorità:

Per il congedo straordinario è obbligatorio convivere con l’assistito?

Per avere diritto al congedo straordinario è necessario che sussista il requisito della convivenza (residenza anagrafica e coabitazione nello stesso appartamento) con la persona disabile grave da assistere. L’unica eccezione riguarda i genitori che assistono figli con disabilità grave. Il requisito della convivenza viene soddisfatto anche in presenza di dimora temporanea, risultante dall’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea.

Il congedo straordinario può essere rifiutato dal datore di lavoro?

No, il datore di lavoro non può rifiutare la richiesta di congedo straordinario se ricorrono le condizioni previste dalla legge. La normativa prevede che il lavoratore abbia il diritto di usufruire di questo tipo di congedo per assistere un familiare con disabilità grave o non autosufficiente.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di rispettare i diritti del lavoratore e garantire il rispetto delle norme vigenti in materia di congedi retribuiti. Pertanto, se hai un familiare che necessita del tuo sostegno a causa di una disabilità grave, il datore di lavoro non può negarti il congedo straordinario.

Posso essere controllato durante l’utilizzo del congedo straordinario?

Sì, è possibile che vengano effettuati controlli durante l’utilizzo del congedo straordinario. L’INPS ha il diritto di verificare la corretta fruizione di questo tipo di congedo. Durante il periodo in cui usufruisci del congedo straordinario, potresti essere sottoposto a controlli a sorpresa da parte dell’INPS, allo scopo di accertare che le condizioni per il riconoscimento del congedo siano effettivamente presenti e che tu stia utilizzando il periodo di congedo per assistere il familiare con disabilità grave o non autosufficiente come previsto dalla legge.

Durante il congedo straordinario si maturano ferie e tredicesima?

I periodi di congedo retribuito non comportano la maturazione di ferietredicesimaTFR e non sono validi ai fini dell’anzianità. Possono essere frazionati anche in giorni, ma vanno esclusi i giorni festivi, i sabati e le domeniche. Tra un periodo e l’altro di fruizione è necessaria la ripresa dell’attività lavorativa.

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