C’è compatibilità tra Assegno di inclusione e lavoro agricolo? Ecco quali sono i limiti da rispettare per ricevere il sussidio e quali sono le opportunità di incentivo che si sono appena concluse per i lavoratori di questo settore (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Assegno di inclusione e lavoro agricolo: si può?
I lavoratori agricoli possono ricevere l’Assegno di inclusione. A confermare questa affermazione è la normativa generale che regola il nuovo sussidio entrato in vigore al posto del Reddito di Cittadinanza. Non esistono infatti, alcuni vincoli che limitano il percepimento dell’incentivo solo ad alcune categorie di lavoratori e lavoratrici.
L’unica restrizione riguarda i redditi da lavoro in entrata. L’attività lavorativa è ammessa insieme all’Assegno inclusione solo se non supera la cifra di 3.000 euro lordi l’anno.
Qualora questo limite dovesse essere superato, il valore dell’Assegno diminuisce in modo progressivo fino alla totale decadenza del diritto.
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I requisiti per ricevere l’Assegno
Per beneficiare dell’Assegno di inclusione bisogna presentare un’apposita richiesta. Prima di farlo però, è necessario verificare il rispetto di tutti i requisiti previsti dalla normativa come:
- avere nel nucleo familiare almeno una persona che rientra nelle seguenti categorie:
- con disabilità;
- minorenni;
- con almeno 60 anni di età;
- soggetti in condizioni di svantaggio inserite in programmi di cura e assistenza dei servizi socio sanitari certificati.
- essere:
- cittadini italiani;
- cittadini europei o loro familiari;
- cittadini extracomunitari con un permesso di soggiorno Ue di lungo periodo e, allo stesso tempo, essere residenti in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo.
- avere:
- un reddito ISEE non superiore a 9.360 euro;
- un valore di reddito familiare inferiore a 6mila euro annui. Questo dato viene maggiorato in base al numero dei componenti del tuo nucleo grazie alla scala di equivalenza;
- un valore della prima casa non superiore ai 150.000 euro annui;
- un patrimonio immobiliare con un valore IMU non superiore a 30.000 euro;
- un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro. Questo valore limita aumenta di:
- 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino a un massimo di 10.000 euro;
- 1.000 euro per ogni minorenne successivo al secondo;
- 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità ;
- 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza presente nel nucleo;
- non essere in possesso di:
- di autoveicoli di cilindrata superiore a 1600 cc;
- motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc;
- navi e imbarcazioni da diporto;
- aeromobili di ogni genere.
I candidati, infine, non devono:
- essere sottoposti a misura cautelare personale o a misura di prevenzione;
- avere sentenze definitive di condanna o adottate ai sensi dell’articolo 444 e ss, del codice di procedura penale nei 10 anni precedenti alla presentazione della richiesta.
La scala di equivalenza Assegno d’inclusione
Come dicevamo nel paragrafo precedente, per definire i limiti dei parametri che i potenziali percettori del beneficio devono rispettare bisogna utilizzare una scala di equivalenza.
Questa serie di valori, che puoi consultare qui sotto in un’apposito schema ideato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, funziona in modo molto semplice:
- è necessario moltiplicare il dato-limite generale (reddito familiare pari a 6.000 euro) con il valore della scala di equivalenza corrispondente alla composizione del tuo nucleo familiare.

Un esempio pratico
Per meglio comprendere il funzionamento della scala di equivalenza facciamo un esempio pratico:
- numero di componenti del nucleo familiare: quattro, di cui
- una persona over 60 (+ 0.40);
- due minorenni (+ 0.15 x 2);
- un lavoratore di 50 anni (+ 1).
Il calcolo da eseguire per comprendere il valore massimo del reddito familiare è quindi il seguente:
- 6.000 x (1 + 0.40 + 0.15 + 0.15) = 10.200 euro.
Lavoro agricolo: il trascinamento di giornate
Il 4 marzo scorso sono scaduti i termini per presentare richiesta per il trascinamento di giornate. Si tratta di una misura dedicata ai lavoratori agricoli a tempo determinato.
Anche se i termini di presentazione delle domande di incentivo sono chiusi, riportiamo i dettagli dell’agevolazione per fare chiarezza a chi, tra voi lettori, non conosceva questo sussidio o non sapeva quali fossero i termini per fare richiesta.
Il trascinamento di giornate è dedicato ai lavoratori occupati per almeno cinque giornate nel 2023 presso un’impresa agricola. È necessario che questa azienda abbia usufruito di interventi di prevenzione e compensazione dei danni per calamità naturali o per eventi eccezionali e bisogna che si trovi in un’area dichiarata calamitata.
Possono beneficiare della misura anche i piccoli coloni e i compartecipanti familiari delle aziende che hanno beneficiato degli interventi per riparare i danni causati da eventi straordinari o da calamità naturali.
Con la circolare numero 19 dello scorso 24 gennaio, l’INPS ha chiarito che la domanda per beneficiare della misura andava inviata entro il 4 marzo 2024 cercando, sul sito ufficiale dell’Istituto, il servizio “Aziende agricole: dichiarazione calamità“.
Era necessario accedere alla piattaforma utilizzando un’identità digitale riconosciuta tra Spid, Cie e Cns e inserire tutte le informazioni richieste dal sito.

FAQ sull’Assegno di inclusione
Che cos’è un Assegno di inclusione?
L’Assegno di inclusione è un sostegno economico fornito dallo Stato per aiutare le persone e i nuclei familiari in difficoltà, a coprire le spese quotidiane e a garantire loro una migliore qualità della vita.
Questo tipo di incentivo è pensato per offrire un aiuto concreto alle persone che hanno bisogno di assistenza e nasce per sostituire il Reddito di Cittadinanza percepito dai cosiddetti “inoccupabili“.
Qual è l’importo dell’Assegno di inclusione?
L’importo dell’Assegno inclusione può variare in base a vari fattori tra cui la situazione economica del richiedente e la composizione del nucleo familiare.
Di solito, l’importo viene determinato in base a una serie di parametri. L’Assegno viene erogato mensilmente e può essere soggetto a revisione periodica in base alla variazione delle condizioni economiche e lavorative del nucleo richiedente.
Posso chiedere assistenza per compilare la domanda?
Sì, è possibile chiedere assistenza per compilare la domanda di questo sussidio. Per farlo rivolgiti agli uffici dell’INPS o ad altri enti competenti come Caf e patronati.
È spesso disponibile personale qualificato che può fornire supporto e chiarimenti sulla compilazione della domanda e sui documenti necessari da allegare. Inoltre, è possibile trovare informazioni utili e risorse online per guidare nella procedura di richiesta dell’Assegno.
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