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Assegno di inclusione e lavoro dipendente

Scopri come si comportano l'Assegno di inclusione e lavoro dipendente, quali sono i limiti previsti da norme e regolamenti.

di Antonio Dello Iaco

Marzo 2024

Il rapporto tra Assegno di inclusione e lavoro dipendente non è sempre conflittuale. La misura infatti è compatibile con diverse forme di impiego, a patto che si superino determinati limiti in materia di redditi in entrata (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Assegno di inclusione e lavoro dipendente

Un percettore dell’Assegno di inclusione può svolgere un’attività lavorativa. A chiarirlo è il decreto legge numero 48 del 4 maggio 2023 dal titolo “Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”.

All’articolo 3 del provvedimento, dal comma 5 al comma 8, vengono illustrate le modalità di convivenza tra l’incentivo introdotto lo scorso gennaio e le attività da lavoro.

In particolare, si afferma che: «in caso di avvio di un’attività di lavoro dipendente da parte di uno o più componenti il nucleo familiare nel corso dell’erogazione dell’Assegno di inclusione, il maggior reddito da lavoro percepito non concorre alla determinazione del beneficio economico, entro il limite massimo di 3.000 euro lordi annui».

Superato questo valore quindi, viene progressivamente meno il diritto a ricevere l’agevolazione mensile ideata per le famiglie in difficoltà economica. L’effetto è immediato, a partire dal mese successivo a quello della variazione della situazione reddituale.

L’obbligo di comunicazione di un nuovo lavoro

Qualora un beneficiario dell’Assegno di inclusione inizia una nuova attività lavorativa, deve comunicarlo all’INPS entro trenta giorni attraverso il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa – SIISL. Qualora dovessi riscontrare difficoltà nella compilazione della documentazione, chiedi aiuto a un ufficio di patronato o Caf del tuo territorio.

Se non viene rispettata questa scadenza nella comunicazione dell’inizio di una nuova attività da lavoro, viene immediatamente sospesa l’erogazione dell’Assegno. Se questo ritardo non viene colmato entro i tre mesi successivi, il diritto a percepire l’incentivo decade in via definitiva.

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Lavoro autonomo e Assegno di inclusione: cosa devi sapere

Se per quanto riguarda l’impiego subordinato bisogna rispettare il limite dei 3.000 euro l’anno di redditi in entrata ed è necessario presentare una comunicazione all’INPS entro trenta giorni, per il lavoro autonomo le regole sono diverse.

L’inizio di un’attività autonoma da parte di uno o più componenti di un nucleo familiare che beneficia dell’erogazione dell’Assegno di inclusione, deve essere comunicata all’INPS entro il giorno antecedente all’inizio della stessa.

In caso contrario, il diritto a ricevere il sussidio subirebbe un’immediata decadenza. Anche in questo caso, va rispettato il limite di reddito lordo annuo in entrata pari a 3.000 euro.

Per questo motivo, il beneficiario deve comunicare, entro il quindicesimo giorno successivo al termine di ogni trimestre, il reddito conseguito come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese sostenute nell’esercizio dell’attività.

Assegno inclusione: a chi spetta?

L’Assegno di inclusione spetta a coloro che, all’interno del proprio nucleo familiare, hanno almeno una persona che rientra in una delle seguenti categorie:

Requisiti per l’Assegno di inclusione

Prima di presentare domanda per ricevere l’Assegno inclusione devi controllare il rispetto di una serie di requisiti. Se non rispetti anche solo uno dei seguenti parametri, la tua richiesta di incentivo sarà rigettata. Secondo la normativa, devi avere:

Come richiedere l’Assegno di inclusione?

Per ricevere l’Assegno d’inclusione bisogna presentare un’apposita domanda attraverso il portale ufficiale dell’INPS. Una volta che ti sei collegato al sito, accedi tramite l’utilizzo di un’identità digitale come lo Spid o la Cie e cerca il servizio “Assegno di Inclusione (ADI)“.

Se dovessi riscontrare delle difficoltà concrete nella compilazione della richiesta, puoi fare domanda anche tramite i patronati e i centri di assistenza fiscale (CAF) del tuo territorio.

Assegno di inclusione e lavoro dipendente
L’immagine rappresenta una persona che consulta le normative vigenti in materia di Assegno di inclusione e lavoro dipendente

FAQ sull’Assegno di inclusione

Cos’è l’assegno di inclusione?

L’Assegno di inclusione rappresenta una forma di sostegno finanziario rivolta a individui e famiglie che si trovano in una condizione di notevole difficoltà economica e sociale.

Questo tipo di aiuto ha lo scopo di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa, offrendo risorse che possono contribuire a migliorare significativamente la qualità della vita dei beneficiari.

Attraverso l’Assegno di inclusione, si cerca di fornire un sostegno concreto per affrontare le spese quotidiane e stimolare l’accesso a opportunità formative e professionali che possano favorire un percorso di autonomia.

Quali benefici offre l’Assegno di inclusione?

Oltre a fornire un supporto economico per far fronte alle necessità immediate, l’Assegno di inclusione può offrire l’accesso a una gamma più ampia di servizi volti al miglioramento delle condizioni di vita del beneficiario.

Questi servizi possono includere una maggiore facilità nell’accesso a programmi di formazione professionale, percorsi di educazione per adulti, consulenze per l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro, e supporto psicologico o legale.

L’obiettivo è dunque quello di accompagnare il beneficiario in un percorso di crescita personale e professionale, contribuendo a superare le barriere che impediscono la piena partecipazione sociale ed economica.

Dove trovare informazioni sull’Assegno di inclusione?

Per ottenere informazioni affidabili e dettagliate sull’assegno di inclusione, è consigliato consultare i portali online ufficiali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’INPS o di altre istituzioni competenti.

Questi siti offrono guide, FAQ e dettagli sui criteri di ammissibilità, sulle procedure di domanda e sui servizi associati al beneficio.

È poi sempre possibile rivolgersi direttamente agli uffici di assistenza sociale presenti nel proprio comune di residenza. Lì operatori qualificati possono fornire consulenza personalizzata, assistenza nella compilazione della domanda e nel reperimento della documentazione necessaria.

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