Quali sono i documenti per l’Assegno sociale agli stranieri per richiedere l’incentivo e quali sono le ultime novità sulla scorta dei chiarimenti pubblicati dall’INPS? Ne parliamo in questo articolo (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Quali documenti per l’Assegno sociale agli stranieri servono?
L’Assegno sociale è un sussidio governativo rivolto:
- ai cittadini italiani;
- ai cittadini comunitari iscritti all’Anagrafe del comune di residenza;
- ai cittadini extracomunitari familiari di cittadino comunitario (articolo 19, commi 2 e 3, decreto legislativo 30/2007);
- “…ogni cittadino dell’Unione che risiede, in base al presente decreto, nel territorio nazionale gode di pari trattamento rispetto ai cittadini italiani nel campo di applicazione del Trattato. Il beneficio di tale diritto si estende ai familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente…”.
- ai cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e ai cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.
Da questo breve elenco, pubblicato sul sito ufficiale dell’INPS, si comprende quindi la necessità per i cittadini stranieri di avere dei documenti che attestino il loro essere familiari con un cittadino UE o il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo.
L’importanza della residenza
L’INPS, con la circolare numero 131 del 12 dicembre 2022, ha chiarito la questione residenza per i richiedenti dell’incentivo. In particolare l’Istituto ha chiarito che è sufficiente una residenza di 10 anni per accedere alla misura.
Quindi, a prescindere dal permesso di soggiorno di lungo periodo, è possibile richiedere senza problemi l’Assegno sociale.
È fondamentale la tipologia di residenza: secondo quanto affermato dall’INPS infatti dovrà essere continuativa e si intende non interrotta a patto che le assenze non siano superiori a 6 mesi continuativi e a 10 mesi negli ultimi 5 anni.
Dichiarare i redditi prodotti all’estero: cosa devono fare i cittadini stranieri?
Nello stesso provvedimento l’INPS ha precisato come funziona con i redditi dei cittadini stranieri che richiedono l’incentivo. Anche in questo caso valgono le stesse regole che si applicavano con il Reddito di Cittadinanza.
Nel caso dell’RdC per i cittadini stranieri veniva richiesta la dichiarazione dei redditi posseduti all’estero. Stessi documenti sono necessari per inviare istanza dell’Assegno sociale.
Questi redditi dovranno essere tradotti e certificati dall’autorità competente dello Stato estero oppure dovranno essere autocertificati. La modalità di comunicazione dei redditi posseduti all’estero varia a seconda del Paese in cui sono prodotti o allo Stato di provenienza del cittadino straniero.
Per evitare di cadere in errore conviene contattare l’INPS tramite un ufficio territoriale dell’Istituto oppure attraverso il servizio di Contact Center.
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I requisiti per richiedere l’Assegno sociale?
Per beneficiare dell’Assegno è necessario rispettare una serie di requisiti quali:
- aver compiuto 67 anni di età (dal 1° gennaio 2019);
- essere in stato di bisogno economico;
- avere la cittadinanza italiana e le situazioni equiparate;
- avere la residenza effettiva in Italia;
- rientrare nel requisito dei dieci anni di soggiorno legale e continuativo in Italia (dal 1° gennaio 2009).
A questi parametri si aggiunge anche un criterio reddituale che, per il 2024, si attesta a:
- reddito massimo pari a 6.947,33 euro annui, per i richiedenti single;
- reddito annuo entro i 13.894,66 euro, per i coniugi.
Come si calcola la situazione reddituale?
Vengono presi in considerazione:
- i redditi assoggettabili all’IRPEF, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
- i redditi esenti da imposta;
- i redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
- i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e Società per Azioni, ecc.;
- i redditi di terreni e fabbricati;
- le pensioni di guerra;
- le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
- le pensioni dirette erogate da Stati esteri;
- le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi;
- gli assegni alimentari corrisposti a norma del Codice civile.
Non si computano invece:
- i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
- il reddito della casa di abitazione;
- le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
- le prestazioni assistenziali erogate dallo Stato o altri enti pubblici e le prestazioni assistenziali estere;
- l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918.

FAQ sull’Assegno sociale
Quanto dura l’assegno sociale e quando lo ricevo
Questo beneficio viene erogato mensilmente e continuerà ad essere fornito finché il beneficiario rispetta i requisiti di reddito e patrimonio. Il pagamento avviene tramite bonifico bancario o altro metodo di pagamento che sceglierai al momento della domanda.
È importante sapere che ogni anno potrebbero esserci delle verifiche sul reddito che potrebbero influenzare la continuazione del pagamento dell’assegno.
Cosa succede se cambio residenza mentre ricevo l’assegno sociale
Se decidi di cambiare la tua residenza durante il periodo in cui ricevi l’assegno sociale, è fondamentale informare tempestivamente l’INPS o l’ufficio pensioni della tua nuova città.
Questo passaggio è cruciale per evitare interruzioni nel pagamento dell’assegno. La modifica della residenza potrebbe anche influenzare l’importo dell’assegno se ti trasferisci in una regione con differenti soglie di reddito di riferimento.
È possibile perdere il diritto all’assegno sociale
Il diritto all’assegno sociale può essere revocato se ci sono cambiamenti significativi nel tuo reddito o nel tuo patrimonio che superano i limiti stabiliti dalla legge. Altre circostanze, come la falsificazione di informazioni nella domanda iniziale o un cambio di residenza non comunicato, possono anche portare alla perdita di questo beneficio.
È essenziale mantenere tutte le informazioni aggiornate e fare attenzione a non superare i limiti di reddito per continuare a ricevere l’assegno.
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