Autisti in fuga dal Nord, non solo insegnanti, dipendenti statali o infermieri: a Milano l’Atm non riesce a coprire le 300 posizioni aperte nel 2023. Tutta colpa di l’inflazione, degli stipendi bassi, dei turni massacranti e del costante rischio di incidenti. Vediamo com’è la situazione. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Autisti in fuga dal Nord: tra stipendi bassi e il rischio incidenti
La crisi degli autisti
La situazione degli autisti nel Nord Italia è diventata critica. Non si tratta solo di un fenomeno isolato, ma di una crisi che coinvolge diversi settori. La fuga degli autisti dal Nord è dovuta a una combinazione di fattori, tra cui:
- Stipendi bassi: in un contesto di crescente inflazione, gli stipendi degli autisti non tengono il passo, erodendo il potere d’acquisto e la motivazione.
- Turni massacranti: gli autisti affrontano turni di lavoro estenuanti, spesso in condizioni stressanti e per lunghe ore.
- Rischio di incidenti: la natura del lavoro comporta un costante rischio di incidenti, aumentando lo stress e l’ansia tra i lavoratori.
Questi elementi creano un ambiente di lavoro sfavorevole, spingendo molti autisti a cercare opportunità alternative o a lasciare del tutto il settore.
Ma al Nord, è giusto ricordarlo inizia a mancare in modo grave anche gli operai, il motivo è sempre lo stesso: stipendi inadeguati rispetto al costo della vita.
Milano: un caso studio
In particolare, a Milano, l’ATM (Azienda Trasporti Milanesi) sta affrontando una sfida significativa:
- Posizioni aperte: nel 2023, l’ATM non è riuscita a coprire 300 posizioni aperte, segno di una carenza acuta di personale.
- Iniziative di reclutamento: per contrastare questa tendenza, l’ATM ha adottato diverse strategie, come l’offerta di incentivi economici per le abilitazioni professionali e contributi per l’affitto ai neoassunti.
Risposta europea alla carenza di autisti
Il rapporto 2023 dell’Unione Internazionale Trasporti su Strada (IRU) evidenzia che il problema non è confinato all’Italia:
- Carenza in Europa: la mancanza di autisti professionisti in Europa è cresciuta del 54%, con un deficit di 105 mila posti di guida.
- Fattori aggravanti: il turnover elevato e i numerosi pensionamenti aggravano ulteriormente la situazione.
Prospettive future
- Italia: la carenza di autisti nel nostro paese è stimata all’11% e si prevede un ulteriore peggioramento entro il 2028.
- Soluzioni possibili: per affrontare questa crisi, è fondamentale adottare strategie a lungo termine che includano un miglioramento delle condizioni di lavoro, incentivi economici e una maggiore attenzione alla sicurezza e al benessere degli autisti.
Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.
La sofferenza al Nord: da Milano a Brescia
Milano: la lotta contro la carenza di autisti
Milano, con la sua vasta rete di trasporto pubblico, sta affrontando una carenza significativa di autisti. La situazione a Milano, come abbiamo visto, riflette una crisi più ampia:
- ATM e la sfida delle posizioni aperte: ATM, l’azienda di trasporti di Milano, conta 4.000 conducenti ma fatica a colmare le 300 posizioni aperte nel 2023.
- Iniziative per l’assunzione: per contrastare questa carenza, ATM ha implementato strategie innovative:
- Sostenere il costo di 2.500 euro per le abilitazioni professionali.
- Offrire contributi per l’affitto ai neoassunti che si trasferiscono in città.
- Questioni salariali: nonostante questi sforzi, la Filt-Cgil evidenzia che lo stipendio di ingresso, 1.400 euro, potrebbe non essere sufficiente, specialmente considerando la possibilità di lavoro straordinario e attività accessorie.
In questo post trovi quali sono stati i concorsi per autisti nel 2023.
Brescia: un altro fronte della crisi
Brescia, simile a Milano, sta vivendo le stesse difficoltà:
- Mancanza di autisti e turni pesanti: la carenza di autisti a Brescia è evidente. Nicola Caletti, sindacalista dei Cobas Trasporti, sottolinea la necessità di almeno 340 autisti per coprire adeguatamente i turni, mentre attualmente ne sono disponibili solo 300.
- Conseguenze sul lavoro: questa carenza porta a un aumento delle ore di lavoro, negazione di ferie e permessi, e turni più pesanti per gli autisti esistenti.
Nella lista dei lavoratori introvabili spiccano anche edili ed elettricisti.
La risposta delle aziende di trasporto
Entrambe le città stanno cercando soluzioni per questa crisi:
- Incentivi e supporto: Milano offre supporto finanziario per la formazione e l’affitto, mentre Brescia cerca di gestire con un numero ridotto di autisti.
- Sfide persistenti: nonostante gli sforzi, la questione degli stipendi bassi e delle condizioni di lavoro difficili persiste, complicando ulteriormente il reclutamento e la ritenzione degli autisti.
Potresti essere interessato a sapere come si può lavorare con Trenitalia.
Verona: innovazione e sfide nel reclutamento
A Verona, la situazione degli autisti riflette una sfida simile ma con risposte innovative:
- Corse mancanti a Verona: a metà ottobre, Atv (società di trasporto di Verona) ha riferito circa 200 corse non garantite a causa della mancanza di autisti.
- Stipendi e inflazione: il salario per un neoassunto parte da 1.350 euro per 14 mensilità, cifra considerata insufficiente dati l’inflazione e l’incremento dei costi di affitto.
- Soluzioni creative: Autoguidovie, operante in varie zone tra cui Pavia, Cremona, Monza, il Milanese e l’Emilia-Romagna, ha lanciato una campagna unica per affrontare questa carenza. La campagna “Chi trova un collega, trova una sorpresa” premia i dipendenti che trovano nuovi autisti con 1.000 euro di credito in welfare annuale, a condizione che il neoassunto superi il periodo di prova.
Il Sud resiste ma il tema è la cultura del lavoro
La differente percezione del lavoro di autista al Sud
Mentre il Nord Italia affronta una carenza critica di autisti, al Sud la situazione sembra essere diversa. L’interesse per il lavoro di autista rimane alto, come dimostra l’esempio di Napoli:
- Elevata domanda per i posti di autista: l’Anm, l’azienda dei trasporti pubblici di Napoli, nel 2022 ha ricevuto quasi 1.300 domande per soli 25 posti di autista, indicando un forte interesse per questa professione.
- Contratti a tempo indeterminato: questi posti di lavoro offrono stabilità attraverso contratti a tempo indeterminato, un aspetto attraente per molti giovani diplomati.
Fattori che incidono sulla scelta della professione
Diversi fattori contribuiscono a questa differenza tra Nord e Sud Italia:
- Cultura del lavoro: al Sud, il lavoro di autista è ancora percepito positivamente, visto come un’opportunità di lavoro stabile e rispettabile.
- Costi di formazione: tuttavia, anche al Sud, il costo della formazione, come per la patente D (circa 2.500 euro), rimane un ostacolo significativo.
- Condizioni di lavoro e sicurezza: la questione della sicurezza e dello stress legato alle condizioni di guida è un tema comune in tutta Italia. Al Sud, tuttavia, sembra esserci una maggiore tolleranza o accettazione di tali condizioni.
Il ruolo dei turni di lavoro
I turni di lavoro giocano un ruolo cruciale nella percezione della professione:
- Turni nei festivi e straordinari: sia al Nord che al Sud, gli autisti devono spesso lavorare nei giorni festivi e fare ore di straordinario. Al Sud, però, c’è una maggiore accettazione di queste condizioni lavorative.
In conclusione, mentre il Nord Italia affronta una carenza di autisti a causa di stipendi bassi, turni massacranti e rischio di incidenti, al Sud la cultura del lavoro e l’attitudine verso la professione di autista risultano più positive, contribuendo a mantenere un interesse sostanziale per questi ruoli lavorativi. Questa discrepanza regionale evidenzia la necessità di un approccio diversificato per affrontare la crisi degli autisti in Italia.

FAQ (domande e risposte)
Perché gli autisti stanno lasciando il Nord Italia?
Gli autisti stanno lasciando il Nord Italia principalmente a causa di stipendi bassi, inflazione crescente, turni di lavoro massacranti e un alto rischio di incidenti. Questi fattori hanno reso il lavoro meno attraente e sostenibile, spingendo molti professionisti a cercare opportunità altrove o a lasciare del tutto il settore.
Quali sfide affrontano gli autisti di Milano nel 2023?
Nel 2023, gli autisti di Milano affrontano una serie di sfide significative:
- Carenza di personale: ATM (Azienda Trasporti Milanesi) non riesce a coprire le 300 posizioni aperte.
- Condizioni di lavoro difficili: Stipendi bassi, in particolare rispetto al costo della vita e all’inflazione.
- Turni estenuanti: Ore di lavoro prolungate e impegnative, spesso senza sufficienti riposi.
- Rischio di incidenti: Una preoccupazione costante che aggiunge stress al lavoro quotidiano.
Come sta rispondendo l’Atm di Milano alla carenza di autisti?
L’ATM di Milano sta rispondendo alla carenza di autisti con varie iniziative:
- Supporto finanziario per la formazione: Copertura dei costi per ottenere la patente D e la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC), fino a 2.500 euro.
- Contributi per l’affitto: Per i neoassunti che si trasferiscono in città, ATM offre un aiuto economico.
- Salario di ingresso: Sebbene il salario iniziale di 1.400 euro possa aumentare con straordinari e attività accessorie, è considerato insufficiente dalla Filt-Cgil.
Quali sono le condizioni di lavoro degli autisti a Brescia?
A Brescia, le condizioni di lavoro degli autisti includono:
- Mancanza di personale: Circa 40 autisti in meno del necessario per coprire adeguatamente i turni.
- Lavoro straordinario eccessivo: La carenza di personale porta a un aumento delle ore di lavoro, con i lavoratori che affrontano turni più pesanti e lunghi.
- Limitate possibilità di ferie e permessi: La carenza di personale limita la possibilità di prendere ferie e permessi, aumentando lo stress lavorativo.
Come sta affrontando Verona la mancanza di autisti?
Verona sta affrontando la mancanza di autisti con diverse strategie:
- Stipendi: Un salario di partenza di 1.350 euro per 14 mensilità, che è però considerato basso in relazione all’inflazione e ai costi di vita.
- Soluzioni creative per il reclutamento: Autoguidovie ha lanciato la campagna “Chi trova un collega, trova una sorpresa”, offrendo 1.000 euro di credito in welfare annuale ai dipendenti che reclutano con successo nuovi autisti.
Perché al Sud Italia c’è ancora interesse per il lavoro di autista?
Al Sud Italia, l’interesse per il lavoro di autista rimane elevato per diversi motivi:
- Percezione culturale positiva: Il lavoro di autista è ancora visto come una professione rispettabile e stabile.
- Opportunità di lavoro stabile: Aziende come l’Anm di Napoli offrono contratti a tempo indeterminato, attraenti per i giovani in cerca di sicurezza lavorativa.
- Maggiore accettazione delle condizioni di lavoro: Nonostante i costi di formazione e le sfide legate alla sicurezza e ai turni, sembra che al Sud ci sia una maggiore tolleranza verso queste condizioni.
Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: