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Badante convivente part time

Scopri come funziona il contratto di badante convivente part time: quando è possibile e come deve essere stipulato?

di Cassandra Testa

Gennaio 2024

Badante convivente part time: vediamo nel dettaglio come funziona il contratto in questi casi. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cosa significa un contratto di badante convivente part time?

Prima di procedere con l’assunzione di un lavoratore domestico, un datore di lavoro deve stabilire alcuni elementi fondamentali che determineranno lo svolgimento del contratto:

  1. Tipo di Mansioni: Definire le specifiche attività che il lavoratore domestico dovrà svolgere.
  2. Orario di Lavoro: Stabilire se il lavoro sarà svolto a tempo pieno o part-time, e in che orari.
  3. Livello di Retribuzione: Decidere quanto pagare il lavoratore, basandosi sulle mansioni e l’orario di lavoro.

Questi dettagli sono cruciali per determinare il corretto inquadramento e livello contrattuale nel contesto del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL, art. 9), che prevede otto livelli diversi a seconda della mansione e delle qualifiche.

Per esempio, se si necessita di una colf per la gestione della casa, come la preparazione dei pasti e le pulizie, questa figura andrà inquadrata in uno dei livelli A, B, C, o D. Se, invece, si necessita di una badante che si occupa anche dell’assistenza personale oltre alla gestione della casa, il livello appropriato sarà AS, BS, CS, o DS.

Importante è anche definire se l’assistente familiare lavorerà a ore o sarà convivente. Nel caso di un assistente familiare convivente, occorre specificare se l’orario sarà a tempo pieno o part-time.

Per le colf e badanti part-time conviventi, i livelli disponibili sono limitati:

Per altre mansioni, non è prevista la possibilità di un contratto part-time. Inoltre, è importante considerare le normative sulla regolarizzazione delle badanti, comprese quelle senza permesso di soggiorno, secondo le disposizioni indicate all’interno del CCNL.

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Cosa si intende per lavoro part time?

Il lavoro part-time è una forma di impiego subordinato caratterizzato da un orario di lavoro inferiore rispetto al classico impiego full-time o a tempo pieno.

Esistono due principali varianti del lavoro part-time:

  1. Part-time Verticale: In questa modalità, il dipendente lavora per l’intera giornata, ma soltanto in alcuni giorni specifici della settimana.
  2. Part-time Orizzontale: Invece, qui il dipendente lavora quotidianamente, ma per un numero di ore inferiore rispetto a un orario normale.

Nel settore del lavoro domestico, simile ad altri ambiti lavorativi subordinati, è possibile assumere personale come colf o badanti in regime di part-time. Tuttavia, ciò è fattibile solo se la persona è classificata in uno dei tre livelli stabiliti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro per il lavoro domestico (CCNL), ovvero i livelli B, BS, o C.

Un’eccezione a questa regola si verifica nel caso di studenti tra i 16 e i 40 anni, che frequentano un corso di studi riconosciuto dallo Stato o Enti Pubblici, per i quali il part-time è permesso indipendentemente dalla mansione o dal livello lavorativo.

Come funziona l’orario di lavoro in caso di badante convivente part time?

Quando si assume una colf o una badante con un contratto part-time, è possibile inquadrarle nei livelli C, B o B super. In questa situazione, l’orario di lavoro settimanale non deve superare le 30 ore, anche in caso di convivenza.

L’orario lavorativo deve rientrare in specifiche fasce orarie:

Qualora si richieda all’assistente familiare di lavorare oltre l’orario ridotto stabilito, le ore aggiuntive verranno compensate come straordinario, con un aumento sulla retribuzione oraria, come previsto dall’articolo 15 del CCNL.

Badante convivente part time
Badante convivente part time – L’immagine mostra una ragazza in casa che sta aiutando un uomo anziano a camminare.

Il contratto di assunzione deve essere redatto per iscritto, dettagliando l’orario di lavoro concordato e i giorni lavorativi. Questo documento, firmato sia dal datore di lavoro che dal lavoratore, dovrà includere i dati anagrafici delle parti, la data di inizio del rapporto di lavoro, il periodo di prova, il livello, la retribuzione concordata e il luogo di lavoro.

In un rapporto di lavoro domestico regolare con convivenza, è possibile modificare il regime da part-time a tempo pieno, o viceversa. Anche se l’orario di lavoro part-time convivente può essere inferiore a 30 ore settimanali, la retribuzione non viene ridotta proporzionalmente, quindi anche lavorando 20 ore, si viene pagati per 30.

Non esiste un orario minimo settimanale nel contratto part-time per colf e badanti, ma si stabilisce un limite massimo di ore:

È importante rispettare il diritto al riposo, con la domenica come giorno di riposo standard. Se si richiede lavoro straordinario di domenica, la retribuzione è aumentata del 60%, concedendo un giorno di riposo in cambio. Se il lavoratore segue una religione diversa, il giorno di riposo può essere diverso dalla domenica e ciò deve essere concordato all’inizio del contratto.

FAQ su badante convivente part time

In caso di badante convivente bisogna versare i contributi previdenziali?

In ambito domestico, non vi è un orario lavorativo settimanale minimo per le colf, ma è importante notare che i contributi previdenziali versati all’INPS dal datore di lavoro sono maggiori per contratti part-time inferiori a 24 ore settimanali. Per contratti di 25 ore settimanali, i contributi INPS sono fissi e non dipendono dall’ammontare della retribuzione.

Quanto prende una badante convivente part time?

Secondo la Tabella B allegata al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL), in vigore dal 1 ottobre 2021, le colf e badanti inquadrati nei livelli B, BS e C, che sono conviventi e lavorano con un orario ridotto, ricevono una retribuzione minima mensile stabilita come segue:

Quante ore di permesso spettano a una badante?

L’articolo 20 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) riguardante le assenze e i permessi stabilisce che alle badanti conviventi spettano 16 ore annue di permessi. Questo totale si riduce a 12 ore in due situazioni specifiche: se la badante ha un contratto di lavoro part-time con il datore di lavoro, o se, pur non essendo convivente, lavora almeno 30 ore settimanali.

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