privacy
Home / Pensioni / Badante in pensione può continuare a lavorare
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Badante in pensione può continuare a lavorare

Scopri se una badante in pensione può continuare a lavorare e quali sono i limiti introdotti dalle normative vigenti.

di Antonio Dello Iaco

Gennaio 2024

La badante in pensione può continuare a lavorare? Scopriamo insieme cosa prevede la normativa per coloro che, dopo un po’ di tempo a riposo, scelgono di voler tornare a lavoro (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Una badante in pensione può continuare a lavorare

Per colf e badanti si applica la normativa ordinaria in materia di lavoro vigente nel nostro Paese. In particolare, stiamo parlando di due provvedimenti:

Per accedere alla pensione bisogna aver terminato qualsiasi attività lavorativa. Il riconoscimento del trattamento previdenziale infatti non scatta se la persona interessata continua a svolgere una professione.

Tuttavia, all’interno dell’ordinamento italiano, non sono mai stati introdotti dei limiti o dei divieti in merito alla possibilità di ricominciare a lavorare una volta andati a riposo.

Assegno di inclusione: problemi a gennaio 2024 con la consegna delle schede e gli importi riscontrati da alcuni cittadini

Riprendere lavoro dopo pensione: nuovi contributi da versare

Per tornare a lavorare come dipendente dopo la pensione, bisogna riprendere anche il versamento dei contributi previdenziali e assicurativi obbligatori all’INPS. Il cittadino che, dopo il pensionamento, sceglie di iniziare di nuovo a svolgere una qualsiasi mansione non può infatti sottrarsi alle varie normative che regolano il mondo del lavoro.

Grazie ai nuovi versamenti contributi il lavoratore avrà diritto a un aumento dell’assegno pensionistico attraverso il cosiddetto supplemento previdenziale.

Regole diverse per lavoratori autonomi e dipendenti

Le informazioni che abbiamo appena visto in materia di ritorno all’attività lavorativa dopo la pensione riguardano solo i lavoratori dipendenti. Gli autonomi e i parasubordinati infatti non hanno obblighi in materia di cessione della propria attività per l’accesso alla pensione.

In sostanza, quindi, per ricevere l’assegno previdenziale non devono seguire le stesse regole previste per i cittadini che svolgono un lavoro come dipendenti.

Differenze tra lavoro autonomo, dipendente e parasubordinato

Per comprendere cosa cambia tra lavoro autonomo, dipendente e parasubordinato, abbiamo riportato nella tabella tutte le principali caratteristiche delle tre differenti versioni di impiego.

CriterioLavoro dipendenteLavoro autonomoLavoro parasubordinato
DefinizioneIl lavoratore è assunto da un’azienda e lavora sotto la sua direzione.Il lavoratore svolge un’attività professionale in modo indipendente.Il lavoratore è indipendente ma il suo lavoro è continuativo e coordinato con il committente.
Rapporto di lavoroSubordinato all’azienda.Indipendente, gestisce la propria attività.Indipendente, ma con un certo grado di subordinazione al committente.
RetribuzioneStipendio fisso, pagato dall’azienda.Determinato in base al lavoro svolto o ai clienti acquisiti.Generalmente basato su accordi o progetti specifici.
Orario dell’attività lavorativaDefinito dall’azienda.Flessibile, deciso dal lavoratore.Può essere flessibile, ma spesso influenzato dal committente.
Benefici e tuteleBenefici come ferie pagate, collocamento a riposo, assicurazioni.Deve provvedere autonomamente a pensione e assicurazioni.A volte include alcuni benefici, ma inferiori a quelli previsti per il lavoro dipendente.
TassazioneImposte detratte dal datore di lavoro.Gestione autonoma delle tasse.Dipende dalla natura del contratto e dalle modalità di pagamento.
RegolamentazioneContratti collettivi nazionali e leggi sul lavoro.Norme specifiche relative alla categoria professionale.Spesso regolato da accordi specifici e normative sul lavoro autonomo.
Cosa cambia tra lavoro autonomo, dipendente e parasubordinato

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Dopo quanto tempo è possibile il ritorno al lavoro dopo pensione

Abbiamo detto che un lavoratore dipendente come colf e badanti, per andare in pensione, deve aver terminato l’attività lavorativa. L’interruzione deve durare almeno fino all’inizio dei versamenti della pensione.

In genere, questo periodo è pari a circa un mese dall’invio della richiesta di accesso al collocamento a riposo post lavorativo. Una volta iniziato il percepimento della pensione, si può tornare a lavorare senza alcun problema.

Bisogna però comunque rispettare tutti i requisiti previsti dalla normativa vigente e, in particolare, i limiti che riguardano il cumulo dell’assegno previdenziale e dei redditi da lavoro:

Per questi calcoli, il nostro consiglio, è quello di affidarsi a un esperto del settore che può darti un aiuto concreto anche sotto l’aspetto burocratico della documentazione da presentare.

Badante pensionato: si può essere riassunti dallo stesso datore di lavoro?

Dopo aver avuto accesso al collocamento a riposo e aver scelto di tornare a lavoro, è possibile sia svolgere di nuovo le stesse mansioni di prima, sia cambiare del tutto professione o mettersi in proprio.

La normativa nazionale non prevede dei limiti per la riassunzione presso lo stesso datore di lavoro. Nel caso di colf e badanti quindi, dopo la pensione, è possibile tornare a lavorare presso la stessa famiglia di prima.

Badante in pensione può continuare a lavorare
L’immagine rappresenta il tema di una badante in pensione può continuare a lavorare

FAQ sui badanti in pensione

Quali sono le differenze tra badante in pensione e assistenza domiciliare professionale?

La principale differenza tra un badante in pensione e un professionista dell’assistenza domiciliare professionale è l’esperienza e la formazione.

Mentre un badante in pensione è spesso una persona anziana con esperienza nella cura degli anziani, un professionista dell’assistenza domiciliare ha solitamente una formazione specifica nel settore e potrebbe essere più adatto a situazioni mediche complesse.

Come un badante in pensione può migliorare la qualità della vita dei suoi assistiti?

Un’assistente domiciliare in pensione può migliorare la qualità della vita dei suoi assistiti attraverso la gentilezza, la pazienza e l’attenzione alle loro esigenze.

Deve essere in grado di creare un ambiente sicuro e confortevole, favorire l’autonomia degli anziani e garantire che abbiano accesso a cure mediche e sociali adeguate.

Quali sono i doveri principali di una badante?

I principali doveri di una badante includono la somministrazione di cure personali come il bagno, la vestizione e l’igiene, la preparazione dei pasti, la gestione delle terapie mediche e l’assistenza nelle attività quotidiane. Inoltre, è importante fornire compagnia e supporto emotivo agli anziani.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni: