Oggi vi parleremo di badante con vitto e alloggio e indennità: quanto le spetta al mese? (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Badante con vitto e alloggio e indennità: cosa sapere?
Il lavoro domestico viene regolato, prevalentemente, con contratti di lavoro in regime di convivenza o comunque su orario h24 (24 ore al giorno).
Di conseguenza, per la badante diventa necessario poter usufruire di un supporto adeguato per vitto e alloggio.
Spesso, però, il contratto di badante convivente viene confuso con un accordo di lavoro di prestazione da effettuare indistintamente giorno e notte.
In realtà, pur vivendo nello stesso domicilio della persona da accudire, la badante ha diritto di riposarsi e mangiare.
Infatti, il turno lavorativo giornaliero di una badante convivente non può (per contratto) e non deve (per rispetto nei confronti della lavoratrice) superare le 11 ore consecutive.
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Badante con vitto e alloggio e indennità: le regole
In materia di vitto e alloggio, il contratto stabilisce due regole:
- il vitto per il lavoratore deve assicurare un’alimentazione sana e sufficiente in un ambiente di lavoro che garantisca integrità fisica e morale;
- l’alloggio messo a disposizione del collaboratore deve essere garantire dignità e riservatezza.
Badante con vitto e alloggio e indennità: chi paga?
In sostanza, il contratto prevede che vitto e alloggio vengano corrisposti al collaboratore al di là della retribuzione mensile.
Generalmente la badante convivente consuma gli stessi pasti del suo assistito. Ma se la lavoratrice domestica dovesse essere costretta a provvedere da sé al vitto, cosa accade?
Semplicemente, il suo datore di lavoro dovrà pagarle una somma aggiuntiva nota come indennità sostitutiva.
Questa indennità va a coprire i costi dell’alloggio e del vitto che il datore di lavoro non può corrispondere in natura.
Se il contratto prevede una forma di pseudo convivenza, in cui però il collaboratore dovrà provvedere da sé per i pasti o pagare per una sistemazione che sia molto vicina alla casa in cui andrà a lavorare, il datore di lavoro dovrà garantirgli una cifra aggiuntiva rispetto alla retribuzione.
Badante con vitto e alloggio e indennità: come viene pagata?
L’indennità viene sempre calcolata sulla base di ciò che non viene goduto in natura, quindi tutto quello che spetta alla collaboratrice domestica e non viene coperto dalle spese di gestione della casa dell’assistito, deve essere erogato in busta paga.
Per calcolare l’importo dell’indennità va moltiplicato il valore giornaliero di vitto e alloggio per i turni di lavoro effettuati.
Il valore è fisso e viene stabilito anno per anno dalle parti che hanno sottoscritto il contratto e sulla base delle variazioni del costo della vita stabilite dall’ISTAT.
Badante con vitto e alloggio e indennità: importo 2024
Per il 2024, l’indennità di vitto e alloggio è di 6,52 euro, suddivisa in parti uguali per colazione/pranzo e cena (2,28 euro ognuno), mentre per l’alloggio, come indennità giornaliera, spetta 1,96 euro al giorno.
Quali sono i livelli di inquadramento della badanti?
L’articolo 9 del CCNL colf e badanti prevede l’inserimento dei collaboratori domestici in un determinato livello, scelto in base alle mansioni, al titolo di studio conseguito e all’esperienza posseduta.
Il collaboratore va inquadrato in base alle mansioni prevalenti.
| CATEGORIA DI INQUADRAMENTO | MANSIONI |
| LIVELLO A | – Assistente familiare generico non addetto all’assistenza, sprovvisto di esperienza professionale, che svolge le proprie mansioni a livello esecutivo e sotto il diretto controllo del datore di lavoro. Profili: – Addetto esclusivamente alle pulizie della casa. – Addetto esclusivamente alla lavanderia. – Aiuto di cucina. – Stalliere. – Assistente ad animali domestici. – Addetto innaffiatura ed aree verdi. – Operaio comune. Svolge piccoli interventi di manutenzione e pulizie. Nel caso di svolgimento di più mansioni tra quelle elencate, il livello di inquadramento corretto è il livello B. |
| LIVELLO AS | Addetto esclusivamente alla compagnia di persone adulte autosufficienti, senza effettuazione di alcun’altra prestazione di lavoro. |
| LIVELLO B | – Assistente familiare che, in possesso della necessaria esperienza, svolge con specifica competenza le proprie mansioni, ancorché a livello esecutivo. Profili: – Collaboratore generico polifunzionale. – Custode di abitazione privata. – Addetto alla stireria. – Cameriere. – Giardiniere. – Operaio qualificato: addetto alla manutenzione con interventi anche complessi. – Autista. – Addetto al riassetto camere e servizio prima colazione anche per gli ospiti del datore. – Addetto a mansioni plurime: pulizie, riassetto casa, addetto cucina, lavanderia e assistente ad animali domestici etc. |
| LIVELLO BS | Assistente di persone autosufficienti o bambini (baby sitter), comprese attività di preparazione del vitto e pulizia della casa degli assistiti. |
| LIVELLO C | Assistente familiare che, in possesso di specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, opera con totale autonomia e responsabilità. Profilo: Cuoco. |
| LIVELLO CS | Assistente di persone non autosufficienti (non formato), comprese attività di preparazione del vitto e pulizia della casa degli assistiti. |
| LIVELLO D | Assistente familiare che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricopre specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento. Profili: – Amministratore dei beni e del patrimonio di famiglia. – Maggiordomo: mansioni di coordinamento e gestione dell’ambito familiare. – Governante: mansioni di coordinamento attività di lavanderia, di cameriere, di stiro, etc. – Capo cuoco. – Capo giardiniere: mansioni di gestione e coordinamento attività di cura aree verdi e manutenzione. – Istitutore: mansioni di istruzione/educazione dei componenti del nucleo familiare. |
| LIVELLO DS | – Assistente (formato) di persone non autosufficienti comprese attività di preparazione del vitto e pulizia della casa degli assistiti. – Direttore di casa: mansioni di coordinamento e gestione relative a tutte le esigenze connesse all’andamento di casa. – Assistente familiare educatore formato per progetti di inserimento nei rapporti sociali di persone con disabilità psichica o con disturbi dell’apprendimento o relazionali. |
Quanto guadagna una badante nel 2024?
Nella tabella in basso vi abbiamo elencato tutti i nuovi importi degli stipendi delle badanti, aggiornati al 2024, in base al livello di competenze:
| Tabella A | Tabella B | Tabella C | Tabella D | Tabella E | Tabella G | |
| Lavoratori conviventi | Lav. non conviventi meno di 30 ore settimanali | Lav. non conviventi 40 ore settimanali | Assistenza notturna | presenza notturna | Lavoratori per copertura riposo | |
| Valori mensili | Valori mensili | Valori orari | Valori mensili | Valori mensili | Valori orari | |
| Livello A | 729,25 euro | 5,30 euro | ||||
| Livello AS | 861,86 euro | 6,24 euro | ||||
| Livello B | 928,15 euro | 662,96 euro | 6,62 euro | |||
| Livello BS | 994,44 euro | 693,13 euro | 7,03 euro | 1,143,60 euro | ||
| Livello C | 1.060,76 euro | 769,02 euro | 7,42 euro | |||
| Livello CS | 1.127,04 euro | 7,83 euro | 1.296,09 euro | 8,41 euro | ||
| Livello D | 1.325,92 euro (+ 196,07 di indennità) | 9,03 euro | 1.592,17 euro | 10,09 euro | ||
| Livello DS | 1.391,21 euro (+ 196,07 di indennità) | 9,41 euro | 1.601,09 euro | 10,15 euro | ||
| Livello unico | 761,45 euro |

Faq sul lavoro domestico
In caso di badante convivente bisogna versare i contributi previdenziali?
In ambito domestico, non vi è un orario lavorativo settimanale minimo per le colf, ma è importante notare che i contributi previdenziali versati all’INPS dal datore di lavoro sono maggiori per contratti part-time inferiori a 24 ore settimanali. Per contratti di 25 ore settimanali, i contributi INPS sono fissi e non dipendono dall’ammontare della retribuzione.
Quante ore di permesso spettano a una badante?
L’articolo 20 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) riguardante le assenze e i permessi stabilisce che alle badanti conviventi spettano 16 ore annue di permessi. Questo totale si riduce a 12 ore in due situazioni specifiche: se la badante ha un contratto di lavoro part-time con il datore di lavoro, o se, pur non essendo convivente, lavora almeno 30 ore settimanali.
Quali sono i doveri principali di una badante?
I principali doveri di una badante includono la somministrazione di cure personali come il bagno, la vestizione e l’igiene, la preparazione dei pasti, la gestione delle terapie mediche e l’assistenza nelle attività quotidiane. Inoltre, è importante fornire compagnia e supporto emotivo agli anziani.
Come si può pagare una badante?
Il compenso per la badante può essere pagato tramite diverse modalità, quali contanti, assegno, o tramite trasferimento bancario. In quest’ultima opzione, è necessario utilizzare l’IBAN del lavoratore. Il metodo di pagamento scelto sarà poi riportato in ogni busta paga prodotta.
Una badante pensionata può essere riassunta dallo stesso datore di lavoro?
Dopo aver avuto accesso al collocamento a riposo e aver scelto di tornare a lavoro, è possibile sia svolgere di nuovo le stesse mansioni di prima, sia cambiare del tutto professione o mettersi in proprio. La normativa nazionale non prevede dei limiti per la riassunzione presso lo stesso datore di lavoro. Nel caso di colf e badanti quindi, dopo la pensione, è possibile tornare a lavorare presso la stessa famiglia di prima.
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