privacy
Home / Lavoro / Bonus badante 2024: come richiederlo
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Bonus badante 2024: come richiederlo

Scopri come richiedere il bonus badante 2024, in cosa consiste e come funziona questo incentivo che sarà valido fino al 2025.

di Antonio Dello Iaco

Giugno 2024

Come richiedere il bonus badante 2024. Vediamo insieme quale dovrebbe essere la corretta procedura da seguire e soprattutto in cosa consiste questo incentivo e a chi è rivolto (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come richiedere il bonus badante 2024

Chiariamo subito un aspetto fondamentale di questo articolo: le modalità di richiesta del bonus badanti non sono ancora state ufficializzate. Il motivo? L’incentivo non è ancora partito.

Stando alle stime infatti il bonus doveva essere operativo dallo scorso 1° aprile. Tuttavia, per una serie di ritardi accumulati, non è stato possibile far partire l’incentivo. Si stanno ancora attendendo indicazioni da parte del Governo Meloni o dell’INPS, l’Istituto che si occuperà di gestire il sussidio, sui tempi di attesa.

Visto che è proprio l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale a erogare il bonus, possiamo immaginare la procedura che si dovrà seguire per richiedere l’agevolazione. Innanzitutto, molto probabilmente, i cittadini e le cittadine interessati dovranno utilizzare la piattaforma ufficiale dell’INPS.

Di norma infatti, l’Istituto mette a disposizione il suo portale per inviare domanda di incentivo. Fondamentale è poi accedere al sito utilizzando una delle identità digitali riconosciute dalla Pubblica Amministrazione e compatibili con la piattaforma come:

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Cos’è il bonus per badanti 2024?

Il bonus protagonista di questo articolo è una misura rivolta ai datori di lavoro che voglio assumere o estendere il contratto ai propri collaboratori domestici.

Entrando nel dettaglio, l’incentivo si traduce in una decontribuzione totale (pari al 100 per cento dei contributi che di norma vanno versati ndr) per coloro che assumono collaboratori o collaboratrici rivolti all’assistenza di anziani:

È fondamentale possedere tutti e tre i requisiti che abbiamo elencato nello schema precedente altrimenti non è possibile accedere al sussidio.

In quali casi si può chiedere il bonus badante?

L’obiettivo di questa agevolazione è aiutare la parte datoriale e incentivarla a regolarizzare numerose badanti in tutta Italia. Nel nostro Paese infatti sono davvero tanti i cittadini che assumono collaboratori domestici senza un reale contratto ma a nero.

Inoltre si vuole puntare sull’estensione dei contratti attraverso la trasformazione di quelli esistenti a tempo determinato, in nuovi accordi di lavoro senza scadenza (a tempo indeterminato). Si ha quindi diritto a richiedere il bonus:

Ricorda che non spetta alcuna esenzione qualora dovesse risultare cessato, da meno di sei mesi, un rapporto di lavoro tra la vecchia badante e la famiglia che vuole accedere al sostegno statale.

Da quali contributi si può essere esonerati?

Grazie alla decontribuzione prevista con questa misura, i datori di lavoro beneficiari potranno non pagare una serie di contributi obbligatori previsti per i lavoratori domestici come le badanti.

L’ottima notizia, che è giusto specificare, è che nel calcolo rientrano sia i contributi previdenziali INPS, sia quelli assicurativi che vanno versati all’INAIL.

Valore e durata del bonus

Questa agevolazione ha un valore massimo pari a 3mila euro all’anno. Questo quindi significa che è possibile beneficiare di una decurtazione dei contributi obbligatori da versare del 100 per cento ma a patto che la cifra non superi il tetto limite annuale stabilito.

Come si fa a saperlo? Bisogna verificare con quale regime fiscale viene assunta la nuova collaboratrice e, soprattutto, a quanto ammonta la retribuzione.

È possibile beneficiare del bonus fino al 31 dicembre 2025, salvo proroghe da parte del Governo che si sapranno solo in un secondo momento e molto probabilmente solo nella prossima legge di bilancio.

Bonus badante e limite ISEE

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto come, per richiedere questo incentivo, è fondamentale rispettare una serie di parametri relativi all’età e allo stato di salute della persona che viene assistita dal neo assunto.

È fondamentale inoltre, rispettare un altro parametro che è l’ISEE massimo pari a 6mila euro. Il datore di lavoro infatti non può superare questa soglia se vuole richiedere l’incentivo e vedersi accordata la domanda di sussidio.

Bonus badante 2024: come richiederlo
L’immagine rappresenta una badante al lavoro – come richiedere il bonus badante 2024

FAQ sul lavoro di badante

Dove trovare lavoro come badante?

Per trovare lavoro come badante puoi utilizzare diverse risorse come:

Qual è la paga di una badante o colf?

La retribuzione di una badante o di una colf può variare significativamente in base a diversi fattori, come l’esperienza del lavoratore, le mansioni specifiche richieste, il numero di ore lavorate e la zona geografica. In generale, il compenso può essere calcolato su base oraria, settimanale o mensile.

Per esempio, una badante che lavora a tempo pieno può guadagnare tra i 900 e i 1.200 euro al mese, mentre una colf part-time può ricevere un compenso orario che varia dai 7 ai 10 euro. È utile consultare i contratti collettivi nazionali per conoscere i minimi salariali e i diritti previsti per queste categorie di lavoratori.

Quali documenti sono necessari per lavorare come badante o colf?

Per lavorare come badante o collaboratrice domestica è necessario essere titolari di alcuni documenti fondamentali. Innanzitutto, viene sempre richiesto un documento di identità valido, come la carta di identità o il passaporto. Se sei un cittadino straniero invece, devi possedere un permesso di soggiorno valido che ti consenta di lavorare nel nostro Paese.

In più è necessario avere il codice fiscale, che si può ottenere presso l’Agenzia delle Entrate. È molto importante avere un contratto di lavoro regolare, che specifichi le tue mansioni, l’orario di lavoro, il compenso e le condizioni lavorative. Questo contratto deve essere registrato presso l’INPS per garantire che tu possa beneficiare dei diritti lavorativi e delle tutele previste dalla legge.

Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: