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Bonus formazione dipendenti 2024: cosa esiste

Scopri come è stato rinnovato il Bonus per la formazione dei dipendenti nel 2024, cosa è cambiato e quanto vale il credito.

di Antonio Dello Iaco

Giugno 2024

È disponibile il Bonus per la formazione dei dipendenti nel 2024 e nel 2025. Il credito di imposta previsto dal Governo italiano può essere utilizzato per coprire le spese finalizzate all’acquisizione delle competenze e della formazione per i lavoratori e le lavoratrici, necessaria per l’utilizzo dei beni strumentali finalizzati alla transizione digitale ed energetica (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Bonus per la formazione dei dipendenti nel 2024: come funziona

Si chiama Transizione 5.0 il Bonus formazione dei dipendenti per i datori di lavoro che scelgono di investire in nuovi beni strumentali per la transizione ecologica e digitale delle proprie imprese.

A differenza di quanto previsto nel 2022, questo incentivo non si tradurrà in un voucher economico ma in un credito di imposta. Il titolare dell’impresa beneficiaria quindi potrà riscontrare i vantaggi fiscali della misura solo alla fine dell’anno, nel momento utile alla rendicontazione e al pagamento delle ultime tasse.

Quanto vale il credito di imposta?

Il Bonus ha un’ampia finestra che va dal 5 al 35 per cento, a seconda delle spese sostenute e incentivate dal piano predisposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un parametro fondamentale è l’importo dell’investimento portato a termine dal datore. In particolare, la normativa di riferimento prevede:

È fondamentale che ogni investimento sia superiore almeno alla quota di 40mila euro. Un altro limite da tenere in considerazione è quello che riguarda gli investimenti sulla formazione dei dipendenti. Rispetto ai costi totali sostenuti infatti, il valore massimo per la formazione è pari al 10 %, e non può superare la soglia di 300.000 euro.

Nel conteggio le spese per la formazione dei dipendenti non devono essere considerate in modo separato rispetto agli investimenti fatti per i beni strumentali materiali e immateriali.

Quali sono i beni strumentali ammessi?

I beni strumentali materiali e immateriali ammessi a incentivo sono elencati all’interno degli allegati A e B della legge numero 232 del 2016.

È possibile consultare liberamente e gratuitamente il provvedimento online sui siti governativi di riferimento come quello della Camera dei Deputati.

Più risparmio energetico = Bonus più corposo

I titolari dell’incentivo hanno anche la possibilità di ricevere un Bonus economicamente più importante rispetto alle stime fatte nel paragrafo precedente. La misura infatti aumenta in caso di interventi che prevedano risparmi energetici maggiori oltre che la formazione per i dipendenti dell’azienda.

In questo modo non solo sale la quota di credito di imposta a cui si può accedere per gli interventi ma aumenta anche la quantità di denaro riconosciuta per le spese di formazione. Le quote del Bonus variano in questo modo:

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Come richiedere il Bonus?

Le procedure di richiesta dell’incentivo prevedono la necessità per il datore di lavoro di compilare un modello F24 dedicato. Il credito di imposta dovrà essere richiesto in un’unica rata, non sono infatti previste dilazioni.

Solo qualora la quota di investimento coperta dall’incentivo dovesse superare l’ammontare di spesa che è possibile coprire con il credito di imposta, si passa alla rateizzazione. In questo caso infatti la normativa di riferimento prevede una dilazione su cinque rate annuali con importo identico tra di loro.

Quante risorse sono disponibili?

A rivelare il totale di fondi a disposizione per questa misura è stato il Ministro Adolfo Urso che guida, dal giuramento del Governo Meloni, il dicastero delle Imprese e del Made in Italy.

In un comunicato stampa dedicato dello scorso 26 febbraio, l’esponente dell’esecutivo di centrodestra ha chiarito che in totale il piano prevede circa 13 miliardi di euro per il biennio 2024 – 2025. In quell’occasione Urso ha definito questa misura un «provvedimento architrave della nostra politica industriale».

Bonus formazione dipendenti 2024: cosa esiste
L’immagine rappresenta il Bonus per la formazione dei dipendenti nel 2024 e per la transizione energetica e digitale delle imprese.

FAQ sulla transizione energetica e digitale delle imprese

Quali settori beneficiano maggiormente della transizione energetica e digitale?

I settori che beneficiano maggiormente della transizione energetica e digitale includono il manifatturiero, l’agricoltura, i trasporti e l’energia. Nel settore manifatturiero, l’adozione di tecnologie digitali e l’efficienza energetica possono migliorare significativamente la produttività e ridurre i costi.

Nell’agricoltura, l’uso di tecnologie come l’agricoltura di precisione e le energie rinnovabili può aumentare la resa e la sostenibilità. Nei trasporti, la transizione verso veicoli elettrici e sistemi di gestione intelligente del traffico contribuisce a ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza.

Nel settore energetico, l’integrazione di fonti rinnovabili e tecnologie di smart grid favorisce una gestione più efficiente e sostenibile delle risorse.

Come la transizione energetica e digitale delle imprese influisce sull’ambiente?

La transizione energetica e digitale delle imprese influisce positivamente sull’ambiente riducendo le emissioni di gas serra, diminuendo l’uso di risorse non rinnovabili e migliorando la gestione dei rifiuti.

Le aziende che adottano energie rinnovabili e tecnologie sostenibili contribuiscono a ridurre l’inquinamento atmosferico e a conservare le risorse naturali. Inoltre, l’uso di tecnologie digitali può ottimizzare i processi produttivi e ridurre gli sprechi, contribuendo a un uso più efficiente delle risorse.

Questo approccio integrato favorisce un modello di sviluppo più responsabile e sostenibile, che contribuisce a combattere il cambiamento climatico e a proteggere l’ambiente per le future generazioni.

Quali tecnologie sono cruciali per la transizione digitale delle imprese?

Le tecnologie cruciali per la transizione digitale delle imprese includono l’intelligenza artificiale, l’Internet delle Cose (IoT), il cloud computing, l’automazione e la blockchain. L’intelligenza artificiale può migliorare la capacità delle aziende di analizzare dati complessi e prendere decisioni più informate.

L’Internet delle Cose consente di connettere e monitorare dispositivi e macchinari in tempo reale, migliorando l’efficienza e riducendo i costi di manutenzione. Il cloud computing offre accesso a risorse informatiche flessibili e scalabili, riducendo i costi di infrastruttura IT.

L’automazione dei processi produttivi e amministrativi migliora l’efficienza operativa, mentre la blockchain offre soluzioni sicure e trasparenti per la gestione delle transazioni e dei dati. Queste tecnologie aiutano le aziende a innovare, ottimizzare i processi e migliorare la competitività.

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