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Bonus mamme lavoratrici in ritardo: perché

Il bonus mamme lavoratrici è in ritardo. La questione riguarda in particolare le dipendenti pubbliche. Vediamo cosa succede e quando dovrebbe essere attivato e inserito nella busta paga.

di Redazione

Marzo 2024

Bonus mamme lavoratrici in ritardo: il contributo introdotto dal governo non è stato riconosciuto a una buona parte delle dipendenti pubbliche. Vediamo cosa succede e quando dovrebbe essere attivato. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Bonus mamme lavoratrici in ritardo: dipendenti pubbliche

Il bonus mamme lavoratrici è una misura di sostegno introdotta dal governo per alleggerire il carico contributivo a carico delle madri lavoratrici. Nonostante le attese, una buona parte delle dipendenti pubbliche non ha ancora ricevuto questo contributo. La situazione risulta particolarmente critica per docenti e personale Ata: nonostante abbiano contratti a tempo indeterminato, segnalano l’assenza dell’esonero contributivo promesso.

Quali categorie di dipendenti lamentano il ritardo?

I docenti e personale Ata con contratti a tempo indeterminato hanno espresso il loro malcontento per il mancato ricevimento dell’agevolazione fiscale. L’organo responsabile della gestione del sistema, NoiPA, ha riconosciuto l’esistenza di problemi tecnici e sta lavorando per ripristinare la funzionalità del sistema. L’obiettivo è risolvere la problematica entro il 23 marzo, momento in cui le lavoratrici dovrebbero finalmente visualizzare il bonus nella loro busta paga di marzo.

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Cos’è il bonus mamme lavoratrici

Il bonus mamme lavoratrici (qui trovi le FAQ dell’INPS) è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024, sotto la legge n. 213 del 30 dicembre 2023. Il sostegno è stato pensato per offrire un esonero dal versamento della quota di contributi previdenziali necessari per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti.

L’agevolazione è destinata alle lavoratrici che sono madri di almeno tre figli che hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. L’esonero si applica fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni.

Estensione sperimentale del bonus

In via sperimentale per l’anno 2024, l’esonero è stato esteso anche alle lavoratrici madri di due figli, sempre con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ma esclusi i rapporti di lavoro domestico. Questa estensione vale fino al mese in cui il figlio minore compie 10 anni.

Requisiti specifici

Gli importi del bonus mamme lavoratrici

Il valore dell’esonero contributivo concesso dal bonus mamme lavoratrici è importante. Copre il 100% della contribuzione previdenziale dovuta dalle lavoratrici, con un limite massimo di 3.000 euro all’anno. La somma viene poi ripartita su base mensile, stabilendo così una soglia massima di esonero mensile di 250 euro. Per i rapporti di lavoro che iniziano o terminano nel corso del mese, questa cifra viene ulteriormente adeguata, calcolando 8,06 euro per ogni giorno di lavoro nel mese.

Dettagli sull’esonero

Queste soglie di esonero valgono indistintamente per rapporti di lavoro a tempo pieno e part-time, garantendo così una copertura estesa e flessibile alle necessità delle lavoratrici madri.

Chi lo riceve e chi no

Il bonus mamme lavoratrici è stato progettato per essere accessibile a molte lavoratrici madri. In particolare, possono beneficiarne le madri di 3 o più figli, che siano dipendenti a tempo indeterminato, inclusi i contratti part-time o di somministrazione. Questo sostegno è disponibile sia nel settore pubblico che privato, includendo anche il settore agricolo e le cooperative di lavoro, conformemente alla legislazione nazionale (L. n. 142/2001).

Esclusioni

Nonostante l’ampio raggio di applicazione, il bonus, lo ricordiamo, non copre i rapporti di lavoro domestico.

Beneficiari speciali

Il bonus si estende anche a lavoratrici che hanno bambini in adozione o in affido, riconoscendo pari diritti in virtù della parificazione alla filiazione naturale, come delineato dal d.lgs n. 151/2001, noto come Testo unico della maternità e paternità. Nel 2024, una novità sperimentale permette anche alle madri di due figli, con il minore sotto i 10 anni, di accedere a questa agevolazione fino al compimento del decimo anno di età del bambino.

Riepilogo beneficiari:

Quando sarà inserito in busta paga

La procedura per beneficiare dell’esonero contributivo offerto dal bonus mamme lavoratrici prevede alcuni passaggi specifici. Le lavoratrici assunte a tempo indeterminato hanno la possibilità di comunicare al proprio datore di lavoro l’intenzione di usufruire di questo beneficio, fornendo i dettagli necessari come il numero dei figli e i loro codici fiscali.

Una volta trasmessi questi dati al datore di lavoro, sarà compito di quest’ultimo comunicarli all’INPS per i controlli di rito. Solo dopo questa verifica, verrà attivata l’erogazione del bonus. Importante sottolineare che le lavoratrici hanno anche la possibilità di inoltrare direttamente all’INPS le informazioni richieste, semplificando così il processo e accelerando i tempi per l’attivazione del beneficio.

Passaggi chiave per l’attivazione:

  1. Comunicazione al datore di lavoro: le lavoratrici devono informare il proprio datore di lavoro dell’intenzione di avvalersi dell’esonero, indicando il numero dei figli e fornendo i loro codici fiscali.
  2. Inoltro dei dati all’INPS: il datore di lavoro, o direttamente la lavoratrice, trasmette le informazioni all’INPS.
  3. Verifica e attivazione: dopo i necessari controlli, l’INPS attiva l’erogazione del bonus.
Bonus mamme lavoratrici in ritardo: perché
Ne3ll’immagine una mamma saluta i due figli piccoli prima di andare a lavorare.

FAQ (domande e risposte)

Perché c’è un ritardo per il bonus mamme lavoratrici per dipendenti pubbliche?

Il ritardo nell’erogazione del bonus mamme lavoratrici per le dipendenti pubbliche è attribuito a problemi tecnici legati al sistema gestito da NoiPA, l’organismo responsabile per il trattamento delle buste paga del settore pubblico. Questi problemi tecnici hanno impedito il riconoscimento tempestivo del contributo a una parte significativa delle beneficiarie. La soluzione a queste problematiche è in corso, con un obiettivo chiaro di risolvere la situazione entro una data specifica, permettendo così l’inserimento del bonus nella busta paga delle lavoratrici interessate.

Quali categorie di dipendenti lamentano il mancato bonus mamme lavoratrici?

Le principali segnalazioni di mancato ricevimento del bonus mamme lavoratrici provengono da docenti e personale Ata impiegati con contratti a tempo indeterminato nel settore pubblico. Queste categorie professionali hanno espresso frustrazione e insoddisfazione per il ritardato riconoscimento dell’esonero contributivo a loro spettante.

Quando si prevede la risoluzione del problema del bonus mamme lavoratrici?

La risoluzione del problema relativo al ritardo nell’erogazione del bonus mamme lavoratrici è prevista entro il 23 marzo. Entro questa data, i lavori di ripristino del sistema dovrebbero essere completati, permettendo così l’inserimento del bonus nelle buste paga di marzo delle lavoratrici interessate.

Quali sono i requisiti per accedere al bonus mamme lavoratrici nel 2024?

Per accedere al bonus mamme lavoratrici nel 2024, le lavoratrici madri devono soddisfare specifici requisiti:

Quanto ammonta il massimo dell’esonero contributivo del bonus mamme?

Il massimo dell’esonero contributivo concesso dal bonus mamme lavoratrici è di 3.000 euro annui, equivalenti a 250 euro mensili. Per i rapporti di lavoro che iniziano o terminano nel corso del mese, l’esonero viene adeguato a 8,06 euro per ogni giorno di lavoro nel mese.

Chi sono i beneficiari del bonus mamme lavoratrici e chi è escluso?

I beneficiari del bonus mamme lavoratrici includono:

Sono esclusi dal beneficio i rapporti di lavoro domestico, delimitando così la portata dell’agevolazione a specifiche categorie lavorative e situazioni familiari.

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