Ex Bonus Renzi e Assegno Unico sono compatibili? In questo articolo vedremo quando le due misure possono entrare in conflitto. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Ex Bonus Renzi e Assegno Unico sono compatibili?
Secondo la normativa nazionale è possibile percepire sia l’Assegno Unico sia l’ex Bonus Renzi. I due provvedimenti, infatti, sono compatibili. L’entrata in vigore dell’AUU nel 2022 non è andata a sostituire quello che oggi è conosciuto come trattamento integrativo IRPEF.
Nonostante questa misura abbia assorbito una vasta serie di provvedimenti governativi a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici, non ha toccato i sussidi di integrazione al reddito come l’ex Bonus Renzi. Il nuovo incentivo infatti ha inglobato per lo più le agevolazioni rivolte ai figli a carico.
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Trattamento integrativo e Assegno Unico: le vere novità
Dallo scorso marzo 2022, data di entrata in vigore dell’Assegno Unico, il trattamento integrativo (ex Bonus Renzi) ha subìto degli importanti cambiamenti.
Tra questi c’è la modifica delle fasce di reddito per i beneficiari. In particolare, il Bonus Irpef viene riconosciuto per intero (1200 euro all’anno) solo a coloro che hanno un reddito complessivo fino a 15mila euro.
La normativa italiana ha individuato un’altra fascia, quella tra i 15 e i 28mila euro di reddito, per la quale viene invece applicato un criterio differente in fase di attribuzione del sussidio:
se la somma delle detrazioni risulta di importo superiore all’IRPEF lorda, l’incentivo sarà corrisposto in una misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni indicate e l’imposta lorda. Si tratta di una cifra non intere, ma ridotta. In ogni caso va rispettato il limite di 1200 euro annui, che equivalgono al tetto massimo di percepimento del sussidio.
Le detrazioni di cui bisogna tenere conto in fase di calcolo sono:
- le detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli, altri familiari);
- le detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati;
- le detrazioni per interessi passivi e oneri accessori pagati per prestiti o mutui agrari di ogni specie limitatamente “agli oneri sostenuti in dipendenza di mutui o prestiti contratti fino al 31 dicembre 2021;
- le detrazioni per interessi passivi e oneri accessori dovuti per mutui garantiti da ipoteca su immobili, contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale limitatamente agli oneri sostenuti in dipendenza di mutui o prestiti contratti fino al 31 dicembre 2021;
- le detrazioni per interessi passivi e oneri accessori pagati a seguito di mutui garantiti da ipoteca, contratti per la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale limitatamente agli oneri sostenuti in dipendenza di mutui o prestiti contratti fino al 31 dicembre 2021;
- le rate relative alle detrazioni per:
- spese sanitarie;
- interventi di recupero del patrimonio edilizio;
- azioni di riqualificazione energetica degli edifici;
- previste da altre disposizioni normative per spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.
Assegno Unico è una detrazione per familiari a carico?
L’Assegno Unico rientra tra le detrazioni fiscali per familiari per coloro che hanno figli under 21 a carico e influenza l’importo del trattamento integrativo.
Abbiamo già visto come il valore dell’ex Bonus Renzi sia influenzato dal percepimento di altre misure e agevolazioni per chi ha un reddito tra i 15mila e i 28mila euro. Misure come l’Assegno Unico.
Chi rientra nella seconda e ultima fascia dei beneficiari quindi, per scoprire l’importo del Bonus Irpef, deve verificare se la somma delle detrazioni percepite è superiore al valore dell’IRPEF lorda.
In questo caso bisognerà applicare il calcolo che abbiamo visto nel paragrafo precedente e cioè: la differenza tra la somma delle detrazioni indicate e l’imposta lorda.
Cos’è e come si calcola l’imposta lorda
L’imposta lorda si calcola applicando al reddito complessivo una delle tre aliquote previste dal regime fiscale italiano. Prima di eseguire l’operazione è importante sottrarre al reddito gli oneri deducibili.
Dal 2024 gli scaglioni IRPEF sono scesi da quattro a tre, così distribuiti:
- redditi fino a 28mila euro, aliquota del 23 per cento;
- redditi oltre 28mila euro e fino a 50mila euro, aliquota del 35 per cento;
- redditi oltre 50mila euro, aliquota del 43 per cento.
Detrazione abrogata per redditi superiori
L’iniziale Bonus Renzi prevedeva un’ulteriore detrazione, modificata con il Decreto Legge numero 3 del 2020, dedicata ai soggetti con redditi compresi tra i 28mila e i 40mila euro.
Questo provvedimento è poi stato soppresso in via definitiva a partire dal 1° marzo 2022, data di entrata in vigore dell’Assegno Unico.

FAQ sull’Assegno Unico
Assegno Unico e valore del reddito
L’Assegno Unico Universale non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF. A chiarirlo è il sito ufficiale dell’INPS all’interno dell’apposita pagina dedicata all’incentivo introdotto nel 2022.
Questa misura risulta poi compatibile:
- con le misure in denaro a favore dei figli a carico che vengono erogate da Regioni, Province autonome di Trento e Bolzano ed Enti Locali;
- con il nuovo Assegno di Inclusione che, dal 1° gennaio 2024, ha sostituito il Reddito di Cittadinanza.
Come viene erogato l’Assegno Unico
L’Assegno Unico viene pagato in una delle seguenti modalità:
- accredito su conto corrente bancario o postale;
- libretto di risparmio dotato di codice IBAN;
- carta di credito o di debito dotata di codice IBAN;
- bonifico domiciliato presso lo sportello postale.
Durante la compilazione della domanda, il genitore richiedente può indicare le modalità di pagamento preferite.
I genitori possono anche richiedere un accreditamento dell’incentivo diviso a metà, con una quota quindi, pari al 50 per cento dell’assegno a testa.
Come richiedere l’Assegno Unico
A differenza del trattamento integrativo, l’Assegno Unico non viene riconosciuto in automatico ma va richiesto. Secondo la normativa vigente, la domanda può essere presentata:
- online all’INPS, attraverso la sezione dedicata sul sito INPS;
- contattando il Contact Center INPS a:
- numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa);
- numero 06 164.164 (a pagamento da rete mobile, la tariffa applicata varia in base al gestore telefonico);
- tramite enti di patronato territoriali.
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