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Bonus Renzi esiste?

Il Bonus Renzi esiste ancora? Nel 2024 verrà erogato oppure no? Ne parliamo in questo approfondimento con tutte le novità previste.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

In questo approfondimento vedremo insieme se il Bonus Renzi esiste ancora e se viene erogato anche nel 2024 (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Il Bonus Renzi esiste ancora?

Rispondiamo subito alla domanda di apertura: sì, il Bonus Renzi esiste ancora, ma ha cambiato nome nel 2020, quando con il decreto Cura Italia fu introdotto il Trattamento Integrativo, passando dagli 80 euro iniziali ai 100 euro al mese attuali (1.200 euro annui).

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A chi spetta il Trattamento Integrativo (ex Bonus Renzi)?

Il Trattamento Integrativo (ex Bonus Renzi) spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati, come:

Qual è l’importo del Trattamento Integrativo?

La spesa è sostenuta dallo Stato, ma viene anticipata dal datore di lavoro in busta paga, per un importo di 100 euro al mese.

Attenzione, però: il Bonus non spetta a tutti i lavoratori dipendenti, ma solo a chi non supera i 28.000 euro di reddito lordo annuo.

Il Trattamento Integrativo spetta in misura piena (fino a 1.200 euro annui) a chi possiede un reddito lordo annuo non superiore a 15.000 euro.

Con un reddito compreso tra 15.001 euro e 28.000 euro si ha diritto all’integrazione in misura parziale, con importo calcolato in base alle detrazioni fiscali.

A chi non spetta il Trattamento Integrativo?

Infine, ai lavoratori dipendenti o assimilati che superano i 28.000 euro lordi annui di reddito non spetta alcun Trattamento Integrativo. Stesso discorso per chi rientra nella no tax area (meno di 8.174 euro lordi annui di reddito).

Inoltre, il Trattamento Integrativo non spetta ai pensionati e ai lavoratori autonomi.

Però, chi riceve una pensione e continua a lavorare come dipendente avrà ancora diritto all’ex Bonus Renzi nel 2024, perché la pensione percepita non contribuisce al reddito limite per ottenere tale beneficio.

Trattamento Integrativo nel 2024: cosa cambia?

Con l’abolizione dello scaglione IRPEF al 25% e l’allargamento della platea al 23% (fino a 28.000 euro), i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro continueranno a beneficiare del Trattamento Integrativo, solo se l’ammontare di specifiche detrazioni supera l’IRPEF dovuta.

L’importo del Bonus è determinato dalla differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda.

Le detrazioni che rientrano nel calcolo per il diritto all’ex Bonus Renzi sono:

Cosa significa? Che chi non ha familiari a carico, detrazioni per spese sanitarie o non ha sottoscritto mutui o effettuato lavori di ristrutturazione in casa, potrebbe perdere il diritto al Trattamento Integrativo.

In conclusione, nel 2024 la platea dei beneficiari dell’ex Bonus Renzi rimane immutata, ma si registrano cambiamenti nelle regole di calcolo in relazione alle novità sulle detrazioni da lavoro dipendente e per l’accorpamento delle prime due aliquote dell’IRPEF, introdotte dalla Legge di bilancio 2024.

Bonus Renzi esiste
Bonus Renzi esiste? In foto un uomo pensieroso.

Faq sull’ex Bonus Renzi (Trattamento Integrativo)

Quali sono le nuove regole per il bonus 100 euro nella legge di bilancio?

La Legge di bilancio ha introdotto alcune nuove regole per il Trattamento Integrativo nel 2024. Le principali modifiche includono:

  1. Accorpamento delle aliquote IRPEF: Le prime due aliquote dell’Irpef sono state accorpate in un’unica aliquota del 23% per i redditi fino a 28.000 euro a partire dal 2024.
  2. Aumento delle detrazioni: Le detrazioni da lavoro dipendente sono state aumentate da 1.880 a 1.955 euro. Questo valore garantisce il bonus 100 euro alle persone con un reddito superiore a 8.174 euro annui e fino a 15.000 euro.
  3. No tax area: La no tax area è fissata a 8.500 euro per i dipendenti, il che significa che coloro con un reddito inferiore a questa soglia non sono soggetti all’imposta.
  4. Fasce di reddito: I lavoratori con un reddito fino a 15.000 euro hanno diritto alla misura massima del bonus, mentre quelli con un reddito tra 15.000 euro e 28.000 euro ricevono il bonus in misura parziale.

Queste modifiche riflettono le nuove disposizioni fiscali e la necessità di adeguare il calcolo del bonus alle condizioni attuali.

Come viene erogato il bonus 100 euro ai lavoratori?

Il bonus 100 euro può essere erogato in diverse modalità:

  1. In busta paga: La modalità più comune è attraverso la busta paga, con il bonus aggiunto direttamente allo stipendio mensile.
  2. Conguaglio a credito: In caso di eccesso nel pagamento del bonus, si verifica un “conguaglio a credito”, che viene regolato alla fine dell’anno fiscale.
  3. Dal datore di lavoro: Se il bonus non viene percepito in busta paga, è possibile riceverlo come conguaglio a fine anno dal datore di lavoro, durante la dichiarazione dei redditi.
  4. Conguaglio a debito: In caso di pagamento in eccesso rispetto a quanto dovuto, si verifica un “conguaglio a debito”, che richiede la restituzione dell’importo eccessivo.
  5. Rimborso dall’Agenzia delle Entrate: Per chi non ha un sostituto d’imposta, come i lavoratori autonomi, il bonus può essere ottenuto come rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Quando termina la Naspi non si ha più diritto al Trattamento Integrativo?

La durata della Naspi e del Trattamento integrativo non è sempre la stessa. La Naspi è una prestazione di disoccupazione erogata per un periodo determinato, mentre il Trattamento integrativo potrebbe avere una durata diversa. Solitamente, il Trattamento integrativo cessa di essere erogato alla scadenza della Naspi. Tuttavia, è essenziale verificare le specifiche normative e le condizioni applicabili nel tuo caso particolare.

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