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Distanza massima permessi 104: come si calcola

Come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104? C'è una distanza oltre la quale va documentato il viaggio effettuato? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Aprile 2024

In questo approfondimento vedremo insieme come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104 (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Distanza massima per i permessi con la Legge 104: qual è?

La normativa italiana impone la presentazione, al datore di lavoro o all’amministrazione pubblica presso cui si presta servizio, di un’idonea documentazione che attesti il raggiungimento della residenza del familiare assistito, per la fruizione dei permessi retribuiti.

Ad oggi esiste un limite di chilometraggio oltre il quale il dipendente ha l’obbligo di testimoniare il viaggio effettuato dalla propria abitazione alla residenza del familiare assistito.

Se i chilometri percorsi sono più di 150 rispetto alla residenza dell’assistito, il dipendente sarà chiamato a documentare il viaggio effettuato attraverso ricevute di pedaggio autostradale, biglietti di autobus o treno o dichiarazioni di strutture sanitarie che attestino l’effettuazione di visite mediche nel luogo di residenza del familiare disabile.

Qualsiasi documento che comprovi il reale spostamento del dipendente dalla propria abitazione a quella del familiare con disabilità grave assistito, è utile alla corretta fruizione dei permessi retribuiti.

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Come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104?

Ma come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104? Ci sono applicazioni o siti che permettono di calcolare con esattezza i chilometri percorsi dal dipendente?

Può capitare, infatti, che il luogo di residenza del familiare assistito disti più di 150 chilometri seguendo una strada con tratti urbani e di conseguenza più lenti, e meno di 150 chilometri prendendo l’autostrada.

Solitamente le amministrazioni pubbliche o i datori di lavoro privati utilizzano le applicazioni informatiche online di Aci o ViaMichelin. E molto spesso prendono come riferimento la strada più lunga, quella che supera i 150 chilometri di distanza dal luogo di partenza alla residenza dell’assistito, richiedendo l’idonea documentazione.

Se le indicazioni dei software riportano che la strada migliore in termini di tempo e percorribilità sia quella che supera i 150 chilometri di distanza, il dipendente dovrà attenersi e presentare la documentazione che comprovi il suo spostamento.

Come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104: domicilio o residenza?

Ma per il calcolo dei chilometri di distanza si tiene conto del proprio domicilio o della propria residenza?

L’articolo 6 del decreto legislativo numero 119 del 2011 ha modificato l’articolo 33 della Legge 104 stabilendo che in caso di assistenza fuori Regione, come luogo di partenza per il calcolo dei 150 chilometri vada considerato l’indirizzo dove risiede il dipendente e non il domicilio.

Allo stesso tempo, per il calcolo del chilometraggio effettuato, si tiene conto dell’indirizzo dove risiede l’assistito e non l’eventuale domicilio, che è il luogo dove la persona stabilisce la sede principale dei suoi affari e dei suoi interessi, mentre la residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale (articolo 43 del codice civile).

Cosa fare dopo aver usufruito dei permessi 104 con più di 150 km?

Dopo aver usufruito dei permessi lavorativi, il dipendente, al rientro in servizio, dovrà mostrare la documentazione idonea alla sua amministrazione o al datore di lavoro, giustificando l’assenza da lavoro.

Se non fosse in grado di testimoniarlo, l’assenza del dipendente non potrà essere giustificata a titolo di permesso retribuito.

Come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104
Come calcolare la massima distanza per i permessi con la Legge 104: in foto un’autostrada.

Faq sui permessi Legge 104

Quanti giorni di permessi 104 spettano?

A seconda della situazione e del richiedente, cambiano le condizioni di fruizione dei permessi lavorativi che, ricordiamolo, sono retribuiti e coperti da contribuzione figurativa. Il lavoratore disabile in condizione di gravità può richiedere, alternativamente 2 ore di permesso giornaliero o 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

I genitori biologici, adottivi o affidatari di figli disabili gravi possono ottenere permessi in base all’età del figlio, se questi ha meno di tre anni, possono beneficiare, in modo alternato, di: 2 ore di permesso giornaliero; 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore e il prolungamento del congedo parentale.

Se il figlio con disabilità grave ha un’età compresa tra i 3 e i 12 anni o in caso di adozione entro i 12 anni di età, dall’ingresso in famiglia del minore, i genitori biologici, adottivi o affidatari hanno diritto a 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore e al prolungamento del congedo parentale.

Infine, il coniuge o parte dell’unione civile o convivente di fatto, i parenti e gli affini di disabili gravi e i genitori biologici, adottivi o affidatari di figli disabili gravi hanno diritto a 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

Chi può prendere la 104 per due persone?

Con l’eliminazione del principio di esclusività riguardante l’assistenza a un familiare con Legge 104, il diritto viene esteso a più persone. Ora, diversi familiari possono usufruire, a turno, dei permessi per assistere lo stesso familiare disabile, come previsto dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104, con un limite massimo di tre giorni mensili complessivi. Prima di questa modifica, l’alternanza era permessa solo ai genitori che assistevano un figlio disabile, ma ora questa possibilità viene estesa a tutti coloro che hanno il diritto di fruire dei permessi previsti dalla Legge 104.

Cosa rischio se abuso dei permessi con Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

  1. Sanzioni disciplinari: l’abuso dei permessi retribuiti di 2 anni può essere considerato un comportamento non conforme alle disposizioni aziendali o contrattuali. Ciò potrebbe portare all’applicazione di sanzioni disciplinari, come richiami scritti, sospensioni o addirittura il licenziamento, a seconda della gravità dell’infrazione e delle politiche aziendali.
  2. Recupero delle retribuzioni indebitamente percepite: se viene accertato l’abuso dei permessi retribuiti di 2 anni, l’azienda potrebbe richiedere il recupero delle retribuzioni corrisposte durante il periodo di congedo non dovuto. Questo può comportare una riduzione delle future retribuzioni o richieste di restituzione delle somme già percepite.
  3. Azioni legali: in caso di abuso grave e sistematico del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe intraprendere azioni legali contro il lavoratore. Ciò potrebbe comportare il licenziamento per abuso Legge 104 e richieste di risarcimento danni.

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