Quali sono i tipi di contratto di lavoro per categorie protette che è possibile sottoscrivere e quali sono gli obblighi di assunzione per Pubbliche Amministrazioni e imprese? A definire tutti gli aspetti c’è la normativa numero 68 del 1999 (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Quali sono i tipi di contratto di lavoro per categorie protette
Il contratto di lavoro per le categorie protette è uguale alla stipula di un normale documento di inizio di un rapporto lavorativo tra un dipendente e un datore. In particolare, i contratti possono essere:
- di stage;
- a tempo determinato diretto della durata di 6 mesi;
- in somministrazione con durata minima di 12 mesi;
- di staff leasing;
- a tempo indeterminato;
- tramite cooperative sociali di tipo B.
Concorso o chiamata diretta?
In base alla realtà responsabile dell’assunzione, cambiano le modalità. Le aziende private infatti, possono assumere persone disabili direttamente facendo riferimento alle proprie conoscenze oppure chiedendo l’aiuto dei Centri per l’Impiego territoriali.
Gli enti locali e centrali di tipo statale invece, devono indire appositi concorsi. In genere, all’interno delle ordinarie selezioni pubbliche, viene riservata una quota di posti a chi appartiene alle categorie protette.
In fase di selezione poi, queste persone possono godere di agevolazioni nello svolgimento delle prove concorsuali come la possibilità di tramutare i test scritti in orali o richiedere un tempo extra per terminare gli esami previsti.
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Quante ore deve fare una categoria protetta?
Una persona che viene assunta in qualità di categorie protetta non ha diritto a particolari riduzione dell’orario lavorativo. La legge infatti non stabilisce delle eccezioni rivolte a tutti coloro che sono iscritti a questi registri.
Il disabile può usufruire però, per esempio, dei permessi concessi dalla Legge 104 del 1992. Tuttavia, se non ne è titolare, potrebbe comunque svolgere lo stesso orario di lavoro di un qualsiasi altro lavoratore, compresi i turni straordinari e notturni.
Orario di lavoro ridotto con la Legge 104
Come accennavamo nel paragrafo precedente, chi è titolare della 104 può beneficiare di una riduzione dell’orario di lavoro. In particolare, questi lavoratori hanno diritto a tre giorni di congedo lavorativo retribuito al mese.
Questi permessi possono essere anche frazionati in più giorni. Coloro che invece hanno un contratto lavorativo di una durata minore dal classico full time, hanno diritto a:
- due ore al giorno per chi ha un orario giornaliero di sei ore;
- un’ora al giorno per chi invece ha un orario giornaliero inferiore alle sei ore.
Chi ha diritto al congedo 104?
Il congedo lavorativo retribuito garantito dalla Legge 104 è dedicato sia ai lavoratori, sia a coloro che se ne prendono cura (caregiver). Innanzitutto chiariamo che, per esserne titolari, è necessario avere una disabilità riconosciuta di tipo grave.
In questo caso, viene comunicato all’INPS il profilo di un tutore o di un familiare che si prende cura direttamente della persona disabile nei momenti di necessità, e che quindi può beneficiare dei tre giorni di permesso retribuito. È il caso dei:
- familiari della persona con disabilità grave (coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, genitori biologici o adottivi);
- parenti o affini entro il secondo grado della persona con disabilità grave, in mancanza di familiari di grado più stretto.
In casi particolari, questa possibilità viene estesa anche ai parenti di terzo grado se i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano:
- compiuto 65 anni di età;
- siano affetti da patologie invalidanti;
- siano deceduti o mancanti.
Lavoro notturno e trasferimenti con la Legge 104
I titolari della 104, assunti e iscritti negli elenchi dedicati alle categorie protette, hanno diritto anche ad altri benefici, oltre al congedo retribuito.
È il caso del diritto a non svolgere lavoro notturno ed è il caso del diritto a non subire trasferimenti e spostamenti dal proprio luogo lavorativo.
Inoltre, la legge prevede la possibilità di ottenere il trasferimento in un’altra sede lavorativa, quando possibile, per favorire il disabile negli spostamenti dalla sua residenza al luogo di lavoro.
Quando è obbligatorio assumere categoria protetta?
La legge che regola le categorie protette, la numero 68 del 1999, introduce anche degli obblighi, per aziende e Pubbliche di Amministrazioni, in merito all’assunzione di persone che appartengono a questi particolari registri.
L’articolo 3 del testo normativo infatti, introduce l’esistenza delle “quote di riserva“. Si tratta di un numero minimo di lavoratori appartenenti a queste categorie che le realtà pubbliche e private devono assumere obbligatoriamente. Le proporzioni da rispettare sono le seguente:
- se l’azienda ha oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
- se sono contrattualizzati dai 36 ai 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori disabili;
- se l’azienda o l’ente pubblico ha tra i 15 e i 35 dipendenti, la quota scende a 1 lavoratore disabile.
Per le realtà che hanno meno di 15 persone sotto contratto, non esiste nessun obbligo di assunzione di persone iscritte negli elenchi per le categorie protette.

FAQ sui contratti di lavoro per le categorie protette
Chi può beneficiare dei contratti per le categorie protette?
La definizione di categorie protette è molto ampia. Non rientrano infatti solo le persone diversamente abili ma una serie di cittadini e cittadine. Ecco l’elenco completo:
- persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (dunque dal 46% in poi);
- invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL;
- non vedenti, secondo la Legge numero 382 del 1970 e successive modifiche;
- le persone sordomute, come previsto dalla Legge numero 381 del 1970 e successive modifiche;
- gli invalidi di guerra, civili e invalide per servizio con menomazioni annesse alle tabelle di cui al testo unico in materia di pensioni di guerra (come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica numero 915 del 1978 ndr).
Quali sono i vantaggi di assumere lavoratori delle categorie protette?
L’assunzione di lavoratori delle categorie protette può comportare diversi vantaggi per i datori di lavoro, tra cui incentivi fiscali, contributi economici e la possibilità di contribuire alla responsabilità sociale d’impresa.
Esistono infatti, oltre agli obblighi di assunzioni, leggi che introducono agevolazioni per le realtà private che assumono persone appartenenti a queste categorie. L’obiettivo degli incentivi è facilitare l’entrata nel mondo del lavoro delle persone iscritte a questi elenchi.
Come iscriversi alle categorie protette nei centri per l’impiego in Italia?
Per iscriversi alle categorie protette puoi seguire questi semplici passaggi:
- Raccogliere la documentazione necessaria: prima di recarti al Centro per l’Impiego, assicurati di avere tutta la documentazione richiesta. Di norma, dovrai presentare documenti che provino la tua appartenenza a una categoria protetta, come un certificato di disabilità o altri documenti riconosciuti dalla legge.
- Prenotare un appuntamento: alcuni Centri per l’Impiego richiedono un appuntamento prenotato in anticipo. Contatta il centro locale o visita il loro sito web per scoprire se è necessario prenotare e come farlo.
- Chiedere assistenza: all’ufficio del Centro per l’impiego, rivolgiti a un consulente o a un operatore per chiedere assistenza nell’iscrizione agli appositi albi. Spiega la tua situazione e fornisci tutti i documenti richiesti.
- Compilare i moduli: potresti dover compilare dei moduli e seguire delle procedure ben definite dagli operatori incaricati.
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