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Categorie protette: diritti e doveri

Diritti e doveri delle categorie protette: ecco quali sono, come funziona l'assunzione attraverso le quote di riserva e se è possibile rifiutare un'offerta di lavoro.

di Carmine Roca

Dicembre 2023

In questo approfondimento vi parleremo di diritti e doveri delle categorie protette (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Chi sono le categorie protette?

Nelle categorie protette, tutelate dalla legge numero 68 del 1999, rientrano tutte le persone con disabilità, patologie gravi e forme di invalidità fisiche o psichiche, ma anche lavoratori e lavoratrici appartenenti a determinate categorie tutelate.

L’articolo 1 della legge 68 del 1999 riconosce come categorie protette:

L’articolo 18, invece, fa rientrare nelle categorie protette anche:

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Diritti e doveri delle categorie protette: cos’è il collocamento mirato?

Il primo diritto (ma è anche un obbligo, per rientrare nelle suddette categorie protette) è il collocamento mirato, che è l’insieme di strumenti tecnici e di supporto, che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nella posizione lavorativa adatta, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

Certificato medico per il collocamento mirato: come fare?

Il primo passo da compiere per un lavoratore e per una lavoratrice con disabilità o infermità fisica o psichica è farsi rilasciare, dal proprio medico di base, il certificato che attesta l’invalidità.

Nel documento saranno presenti la natura e i sintomi della disabilità e va inoltrato all’INPS (è possibile farlo anche con l’aiuto di un CAF o di un patronato). In seguito l’istituto convocherà l’interessato a visita medica, effettuata da un’apposita commissione sanitaria.

Al termine del controllo, verrà rilasciato un verbale che attesta la percentuale di invalidità (se riconosciuta) e il livello di agibilità lavorativa.

Ottenuto il certificato, se l’invalidità è pari o superiore al limite minimo previsto dalla normativa, l’interessato dovrà recarsi presso il centro per l’impiego più vicino e richiedere l’inserimento negli elenchi per il collocamento mirato delle categorie protette.

Oltre al requisito sanitario è necessario avere un’età superiore a 15 anni e inferiore a 65 anni, essere disoccupati e non aver raggiunto l’età per il pensionamento.

Si entrerà così a far parte di una graduatoria per il collocamento mirato, volto a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle categorie protette.

Diritti e doveri per le categorie protette: cos’è la quota di riserva?

Il secondo diritto a disposizione delle categorie protette è la possibilità di rientrare nelle quote di riserva.

Secondo la legge numero 68, i datori di lavoro e le aziende pubbliche e private hanno l’obbligo di riservare assunzioni per le categorie protette, secondo le quote di riserva.

Le quote di riserva sono pari a:

Un’altra quota di riserva è destinata ai soggetti non disabili, ma appartenenti alle categorie protette perché in situazioni di svantaggio o disagio sociale:

Quali sono gli altri diritti di una categoria protetta?

Una volta assunto, l’appartenente alle categorie protette avrà un contratto di lavoro regolato dalle stesse norme che si applicano agli altri lavoratori.

Il lavoratore o la lavoratrice categoria protetta ha diritto allo stesso trattamento economico degli altri dipendenti e può svolgere lo stesso orario di lavoro, compresi straordinari o turni di lavoro, se la condizione di disabilità lo permetta.

Inoltre, se titolari di Legge 104, la categoria protetta ha diritto ai permessi retribuiti, pari a tre giorni lavorativi (frazionabili anche in ore).

Categorie protette e contratto di lavoro: cosa sapere?

Nel caso in cui le condizioni di salute della categoria protetta dovessero aggravarsi, rendendo problematico o impossibile lo svolgimento delle mansioni lavorative, il contratto potrà essere risolto per giusta causa.

In questi casi, sia la categoria protetta che il datore di lavoro potranno chiedere la verifica della compatibilità delle mansioni svolte con la nuova condizione di disabilità.

Se le mansioni risultassero incompatibili, il datore di lavoro dovrà assegnarne altre compatibili con la condizione fisica del suo dipendente, equivalente o, in mancanza, inferiore. In caso di destinazione a mansioni inferiori, hai diritto alla conservazione del più favorevole trattamento economico corrispondente alle mansioni di provenienza.

Qualora il datore di lavoro non avesse a disposizione in azienda una mansione compatibile con le condizioni di salute del dipendente categoria protetta, dopo aver valutato tutti gli accomodamenti ragionevoli, potrà procedere con il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Va ricordato, che l’orario di lavoro di una categoria protetta non è ristretto rispetto agli altri colleghi, a patto che non sia previsto e certificato per evidenti necessità di salute e che, come visto in precedenza, anche il lavoratore categoria protetta può svolgere straordinari ed essere inserito nei turni di lavoro.

Categorie protette: si è obbligati ad accettare l’offerta di lavoro?

Un’altra cosa da sapere riguarda l’obbligo di accettare qualsiasi offerta di lavoro, da parte di una categoria protetta.

Iniziamo col dire che alle categorie protette debbano essere presentate offerte di lavoro per mansioni compatibili con le loro minorazioni. Nel caso in cui, il lavoro non dovesse risultare compatibile con le proprie condizioni di salute, è possibile rifiutarlo.

Diritti e doveri delle categorie protette
Diritti e doveri delle categorie protette: in foto un lavoratore con la sindrome di Down.

Faq sulle categorie protette

Quando non c’è l’obbligo di assunzione delle categorie protette?

Non c’è obbligo di assunzione delle categorie protette quando il numero di dipendenti dell’azienda è inferiore a 15. Inoltre, l’obbligo è sospeso se il datore di lavoro si trova in difficoltà economica e ha avviato procedure come la CIGS o il licenziamento collettivo.

In alcune circostanze connesse alle caratteristiche del settore produttivo, i datori di lavoro non sono obbligati ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette. Inoltre, se l’attività produttiva presenta condizioni specifiche che rendono difficile occupare l’intera quota di riserva, il datore di lavoro può richiedere un’esenzione parziale dall’obbligo di assunzione.

Quanto tempo occorre per l’assunzione di una categoria protetta?

Il datore di lavoro ha il diritto di richiedere una preselezione dei candidati appartenenti alle categorie protette, ma è tenuto a effettuare l’assunzione entro un periodo di 60 giorni dal momento in cui scatta l’obbligo di assunzione. Durante questo periodo, può scegliere tra diverse modalità di assunzione, tra cui l’assunzione residuale, una richiesta numerica o nominativa.

Come funziona il punteggio per categorie protette?

Il calcolo per la posizione nelle graduatorie per categorie protette e nelle graduatorie avviene tenendo conto di diversi fattori. Per quanto riguarda la percentuale di invalidità civile o del lavoro, il punteggio assegnato corrisponde alla percentuale di invalidità. Per l’anzianità di iscrizione, vengono assegnati 2 punti per ogni mese di iscrizione, fino a un massimo di 48 punti.

Tuttavia, se l’anzianità di iscrizione alle liste per il collocamento mirato supera i 34 mesi, viene assegnato un punteggio di 50 punti. Se si dispone di un ISEE pari a 0, si ottiene un punteggio massimo di 50 punti, ridotto di 0,5 punti ogni 500 euro di ISEE, fino all’azzeramento totale dei 50 punti. La priorità garantita alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, in base alla Legge 407/1998, e alle categorie equiparate, rimane ancora in vigore.

Cosa vuol dire chiamata nominativa di una categoria protetta?

La chiamata nominativa di una categoria protetta si riferisce a una modalità specifica di assunzione, in cui il datore di lavoro seleziona in modo diretto e individuale candidati che appartengono a categorie protette. Questo processo permette all’azienda di scegliere le persone idonee in base alle loro capacità e competenze, garantendo al contempo l’inclusione di persone con invalidità o disabilità. Questa pratica assicura che le persone appartenenti a categorie protette siano considerate in modo equo e non siano discriminate nell’accesso al mondo del lavoro.

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