privacy
Home / Lavoro e disabilità / Categorie protette e pensione di invalidità
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Categorie protette e pensione di invalidità

Categorie protette e pensione di invalidità: le categorie protette hanno automaticamente diritto alla pensione di invalidità? Scoprilo in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Novembre 2023

In questo articolo parliamo di categorie protette e pensione di invalidità (scopri le ultime notizie su lavorodisoccupazioneofferte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Categorie protette e pensione di invalidità: la prestazione è automatica?

In merito a categorie protette e pensione di invalidità, rispondiamo subito che no, appartenere alle categorie protette non dà automaticamente diritto a percepire la pensione di invalidità.

La pensione di invalidità, infatti, viene corrisposta solo a chi è stata riconosciuta una percentuale di invalidità compresa tra il 75 e il 99 per cento. Con il 100 per cento spetta la pensione di inabilità civile.

Le persone disabili possono iscriversi alle categorie protette a partire da un percentuale di invalidità pari al 46 per cento. Questa percentuale non dà accesso a prestazioni economiche, ma solo ad agevolazioni sanitarie e fiscali.

Detto questo, andiamo a vedere quali sono le prestazioni e le agevolazioni spettanti alle categorie protette in base al grado di invalidità riconosciuto.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Categorie protette e pensione di invalidità solo con queste percentuali

Abbiamo detto che categorie protette e pensione di invalidità è possibile solo a partire da una percentuale minima del 75 per cento e che le categorie protette hanno accesso ad agevolazioni e prestazioni differenti in base proprio al grado di invalidità riconosciuto.

Andiamo quindi a elencare, nella tabella di seguito, a cosa si ha diritto in base al proprio alla percentuale di invalidità:

Percentuale di invaliditàAgevolazioni/Prestazioni per le persone disabili iscritte alle categorie protette
Invalidità superiore al 33%Protesi e ausili relativi alla patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica
Invalidità superiore al 45%possibilità di usufruire del collocamento mirato e delle quote di riserva
Invalidità al 51%Possibilità di usufruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta
Invalidità superiore al 60%Possibilità di essere inserito nella “quota di riserva” dell’azienda nella quale è già assunto
Invalidità superiore al 66%Esenzione totale dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale;
– agevolazioni per il pagamento dei medicinali prescritti con ricetta medica;
– possibilità di richiedere l’Assegno ordinario di invalidità
Invalidità superiore al 75%Assegno di assistenza (o pensione di invalidità civile), concesso dai 18 ai 65 anni, il cui importo è per l’anno 2023 di 313,91 euro ed è corrisposto per 12 mensilità. Il limite di reddito personale annuo 5.391,88 euro.
Benefici pensionistici: per ogni anno lavorato sono accreditati 2 mesi di contributi in più, sino ad un massimo di 5 anni.
Invalidità all’80%Accesso anticipato alla pensione di vecchiaia
100% d’invalidità– Esenzione dal ticket per le prestazioni mediche specialistiche, diagnostiche e sui medicinali;
pensione d’inabilità, di 313,91 euro per il 2023, è concessa a chi ha un reddito sino a 17.920 euro;
assegno d’accompagnamento: pari a 517,84 euro mensili per il 2023. L’assegno è riconosciuto, indipendentemente al reddito, a chi ha difficoltà a compiere gli atti quotidiani della vita o a chi non può deambulare senza l’aiuto di un’altra persona.
Categorie protette e pensione di invalidità: benefici a favore delle categorie protette in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.

Ricapitolando: dal 45% in poi, oltre ad avere diritto all’iscrizione alle categorie protette, in base alla diversa percentuale di invalidità che ti è stata riconosciuta hai accesso anche ad altre agevolazioni e/o prestazioni economiche.

Ecco l’elenco di tutte le prestazioni INPS per invalidi civili nel 2023: requisiti, limiti di reddito e importi.

Quando vanno in pensione le categorie protette

Abbiamo visto quali sono le agevolazioni previste per le categorie in base alla percentuale di invalidità riconosciuta.

Andiamo adesso a vedere nel dettaglio quando vanno in pensione le categorie protette, ovvero quali sono gli altri requisiti da rispettare per richiedere una pensione di invalidità.

Vediamo nel dettaglio quando possono essere richiesti:

Quali sono le categorie protette, come si fa a iscriversi e che vantaggio hanno le aziende. Tutto quello che c’è da sapere.

Categorie protette e pensione di invalidità con l’Assegno ordinario di invalidità

Cominciamo cercando di capire l’Assegno ordinario di invalidità spetta alle categorie protette, per andare in pensione.

L’Assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale, erogata dall’INPS a domanda, prevista per i lavoratori dipendenti privati e autonomi, nonché agli iscritti alla gestione separata, legata a due condizioni:

L’assegno è riconosciuto per un periodo di 3 anni e confermabile, con specifica domanda, per ulteriori altri 2 trienni.

Prima della scadenza del triennio, è necessario fare la domanda di rinnovo e sottoporsi nuovamente a visita medica, perché l’INPS confermi la diagnosi medico legale e il conseguente diritto alla percezione della prestazione.

Dopo 3 riconoscimenti consecutivi (compreso quello iniziale), l’assegno è considerato permanente, anche se l’INPS può comunque effettuare delle visite di revisione dell’invalidità per accertarsi che le condizioni sanitarie non siano cambiate.

Al compimento dell’età pensionabile (che attualmente è stabilita a 67 anni), in presenza di tutti i requisiti di legge, l’Assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia.

Per il perfezionamento dei requisiti contributivi per la pensione di vecchiaia, sono utili i periodi di godimento dell’Assegno ordinario di invalidità in cui non si è prestata attività lavorativa.

L’importo dell’assegno è calcolato sulla base dei contributi versati all’atto della domanda e, laddove la normativa lo consenta, è prevista l’integrazione al trattamento minimo, a condizione che non si superino i limiti di reddito personali e coniugali sotto indicati:

È possibile continuare a lavorare pur essendo titolari dell’assegno e la contribuzione versata può essere utile alla liquidazione di un supplemento. L’importo dell’assegno, in questo caso, è ridotto in relazione alla retribuzione percepita, come da tabella G allegata alla Legge 335/95:

    2023RedditiPercentuali di riduzione
Fino a 28.767,30 euroNessuna
Oltre 28.767,30 euro fino a 35.959,12 euro25%
Oltre 35.959,12 euro50%
Categorie protette e pensione di invalidità con Assegno ordinario: tabella con la riduzione in percentuale dell’Assegno ordinario di invalidità in relazione alla retribuzione percepita in caso di attività lavorativa

Scopri entro quando e come puoi fare domanda per l’Assegno ordinario di invalidità.

Categorie protette e pensione di invalidità con la pensione di inabilità

Vediamo quando vanno in pensione le categorie protette con la pensione di inabilità.

La pensione di inabilità lavorativa, che è diversa da quella di invalidità civile, è simile all’Assegno ordinario di invalidità.

Oltre al requisito sanitario (100% di invalidità), ovvero all’accertamento di uno stato di impossibilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa, prevede anche la presenza di un requisito contributivo: almeno 5 anni di contributi di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio.

Per il riconoscimento del requisito minimo contributivo (5 anni), viene consentita la possibilità di ricorrere alla totalizzazione e al cumulo gratuito. Si possono cioè sommare, senza spese, i contributi che sono stati versati in diversi fondi previdenziali di natura obbligatoria.

Quando si accede alla pensione di inabilità lavorativa viene anche richiesta:

Possono accedere alla pensione di inabilità lavorativa i lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali INPS (commercianti, artigiani e coltivatori diretti). Non è previsto un requisito anagrafico, o meglio bisogna avere un’età compresa tra i 18 e i 67 anni.

Essendo una misura di tipo previdenziale, l’importo della pensione di inabilità varia a seconda dagli anni di contributi che sono stati versati dal lavoratore.

Per il calcolo dell’importo si può ricorrere al sistema misto (retributivo/contributivo) se l’attività lavorativa è iniziata prima del 31 dicembre 1995.

Se, invece, gli anni di lavoro partono da un periodo successivo a quella data il calcolo della pensione sarà solo su base contributiva.

Al compimento dei 67 anni di età (età pensionabile attuale), la pensione di inabilità si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia.

Ecco come calcolare la pensione di inabilità lavorativa.

Categorie protette e pensione di invalidità con la pensione di vecchiaia anticipata

Vediamo quando vanno in pensione le categorie protette che lavorano e hanno un’invalidità non inferiore all’80% e 20 anni di contributi versati.

Con questi requisiti, si può ottenere la pensione di vecchiaia anticipata, ovvero:

Per ottenere la pensione, dal moneto della presentazione della domanda bisogna attendere l’apertura di una finestra mobile di 12 mesi per ottenere l’assegno.

Possono accedere alla pensione di vecchiaia anticipata solo le categorie protette dipendenti del settore privato iscritte all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e ai fondi di previdenza sostitutivi dell’AGO (Circolare INPS 82/1994), in possesso di contribuzione al 31.12.1995 (cioè che sono nel sistema misto (Circolare INPS 65/1995).

Quindi: le categorie protette che lavorano nel pubblico impiego o autonomamente, non hanno accesso alla pensione di vecchiaia anticipata.

In questo articolo vediamo invece come funziona il riscatto fondo pensione per invalidità e quando si può fare con maggior vantaggio.

categorie protette e pensione di invalidità
Categorie protette e pensione di invalidità. Nella foto: donna disabile in ufficio.

Categorie protette e pensione di invalidità con la maggiorazione contributiva

Vediamo quando vanno in pensione le categorie protette con la maggiorazione contributiva.

La maggiorazione contributiva è un altro beneficio destinato alle categorie protette dipendenti riconosciuto dall’art. 3 della Legge 388/2000.

Il beneficio consente di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il due mesi di contribuzione figurativa. È riconosciuto fino al limite massimo di 5 anni di contribuzione figurativa e risulta utile sia ai fini del diritto alla pensione che alla determinazione della sua misura per le anzianità soggette al calcolo retributivo.

Il beneficio spetta a:

Con questo beneficio, i lavoratori appartenenti alle categorie protette che hanno svolto per esempio 12 anni di lavoro effettivo con una percentuale superiore al 74%, possono contare su un bonus contributivo di 2 anni, che potranno utilizzare per guadagnare la pensione anticipata con 2 anni di anticipo.

Per ottenere la maggiorazione è necessario fare domanda all’INPS (circolari INPS 29/2002 e 92/2022).

Vediamo quali sono i benefici contributivi per gli invalidi, ovvero come puoi andare in pensione prima grazie ai contributi figurativi e alle misure per il prepensionamento a favore degli invalidi.

Categorie protette e pensione di invalidità con l’Ape Sociale

Vediamo quando vanno in pensione le categorie protette con l’Ape Sociale.

Per richiedere l’Ape Sociale e quindi andare in pensione prima, bisogna avere questi requisiti:

Le categorie di lavoratori che hanno accesso all’Ape Sociale sono:

Se hai contratto una malattia a causa del lavoro che svolgi, puoi richiedere la pensione anticipata per malattia professionale: ti spieghiamo come fare.

FAQ sulle categorie protette

È possibile rinunciare al collocamento mirato?

Sì, è possibile fare rinuncia al collocamento mirato. Il collocamento mirato, infatti, non è un obbligo ma un’opportunità per il lavoratore disabile. Non essendo un obbligo, hai la possibilità di iscriverti e di cancellarti dal collocamento mirato in qualsiasi momento, senza alcun tipo di problema ma rinunciando, ovviamente, a tutti i diritti ad esso collegati.

Quali sono i tipi di contratto di lavoro per categorie protette

Il contratto di lavoro per le categorie protette è uguale alla stipula di un normale documento di inizio di un rapporto lavorativo tra un dipendente e un datore. In particolare, i contratti possono essere:

Categorie protette e lavoro domenicale: ci sono esoneri?

Chi appartiene alle categorie protette non ha diritto a nessun esonero in materia di orario di lavoro. La normativa italiana infatti non prevede nessun particolarismo per chi è iscritto a questi elenchi. Nella definizione di categorie protette non rientrano solo i disabili gravi ma anche altre tipologie di lavoratori e lavoratrici che possono svolgere le proprie mansioni di domenica e nei giorni festivi senza alcuna difficoltà.

Cosa cambia nel 2024 per le categorie protette che percepiscono il Reddito di cittadinanza?

In attesa dell’entrata in vigore dell’Assegno di inclusione per persone disabili, è possibile ancora richiedere categorie protette e Reddito di cittadinanza. In sostanza, non cambia nulla per le persone appartenenti alle categorie protette, e quindi con invalidità, nel 2023. Tuttavia, per presentare domanda per il Rdc, devi avere una percentuale di invalidità non inferiore al 56% se sei invalido civile e non inferiore al 35% se sei invalido sul lavoro. Per richiedere il Reddito di cittadinanza con invalidità civile, devi essere disabile ai fini della dichiarazione ISEE.

Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: