privacy
Home / Lavoro » Aziende che assumono » Lavoro e disabilità / Categorie protette ogni quanti dipendenti
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Categorie protette ogni quanti dipendenti

Categorie protette ogni quanti dipendenti bisogna assumere chi appartiene a queste graduatorie? Scopri cosa dice la legge.

di Antonio Dello Iaco

Settembre 2023

Categorie protette ogni quanti dipendenti scatta l’obbligo di assumere persone iscritte a questi elenchi? Scopriamo quali sono i doveri dei privati e cosa devono rispettare le Pubbliche Amministrazioni (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Categorie protette ogni quanti dipendenti: gli obblighi imposti dalla legge

Le normative italiane sul lavoro prevedono che imprese ed enti pubblici siano obbligati ad assumere un numero minimo di persone che appartengono alle categorie protette.

Queste prescrizioni sono state introdotte per garantire ai cittadini e alle cittadine che appartengono a questi elenchi, un migliore inserimento nel mondo del lavoro.

Quanti disabili per numero dipendenti? Nelle imprese

Le imprese devono rispettare delle normative differenti sul numero di disabili da assumere in base al totale dei lavoratori contrattualizzati:

Viene introdotto poi un nuovo sistema di proporzionalità per le imprese con più di 50 dipendenti. In queste realtà sono riservati il 7 per cento dei posti a chi appartiene alle categorie protette.

Quando scatta l’obbligo di assumere una categoria protetta? Negli enti pubblici

Anche le Pubbliche Amministrazioni devono avere una percentuale di lavoratori diversamente abili sul totale dei dipendenti. I numeri e le percentuali sono le stesse che si applicano alle aziende del territorio nazionale.

La normativa però legifera in materia di concorsi e definisce che i lavoratori con disabilità iscritti negli elenchi, hanno diritto alla riserva dei posti nei limiti della complessiva quota dell’obbligo e fino a un massimo del 50 per cento dei posti messi a concorso.

In più viene definito che, per i servizi di polizia e della protezione civile, il collocamento a lavoro dei disabili è previsto solo nei servizi amministrativi.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Chi non deve rispettare questi obblighi?

La legge numero 68 del 1999 introduce anche delle eccezioni in merito al rispetto delle quote d’obbligo di assunzione dei lavoratori disabili.

In particolare i datori di lavoro che hanno realtà che lavorano nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre non sono tenuti, sia per quanto riguarda il personale viaggiante sia quello navigante, a rispettare queste prescrizioni.

Stesso discorso riguarda per chi lavora nel settore degli impianti a fune e in quello edile. Queste imprese non sono tenute a rispettare gli obblighi di quota di dipendenti disabili solo per quanto riguarda il personale di cantiere e gli addetti al trasporto del settore.

La sospensione momentanea delle quote di obbligo

La legge prevede anche dei casi speciali in cui è possibile non rispettare le quote di obbligo di assunzioni, al di là del settore in cui l’azienda opera.

Questo accade quando il datore di lavoro versa in una situazione di difficoltà e ricorre a:

Quando l’impresa rientra da questa situazione di crisi, dovrà di nuovo tornare a rispettare gli adempimenti previsti sull’assunzione dei disabili.

Quali sono gli sgravi fiscali per chi assume disabili?

L’ordinamento italiano prevede degli incentivi economici per coloro che assumono persone che appartengono alle categorie protette, all’interno della propria azienda.

In particolare, i datori di lavoro che assumono o trasformano a tempo indeterminato il contratto con soggetti disabili, anche con disabilità intellettiva e psichica, possono beneficiare di uno sgravio contributivo di 36 mesi.

Il valore della riduzione di tasse da versare allo Stato, varia a seconda della percentuale di riduzione della capacità lavorativa del lavoratore che viene impiegato. Maggiori sono le sue difficoltà salutari e più importante sarà lo sgravio.

Chi rientra nelle categorie protette?

Con la definizione di categorie protette non si intendono solo le persone diversamente abili.

Rientrano in questo gruppo:

Categorie protette ogni quanti dipendenti
L’immagine mostra una donna che conta l’obbligo di assunzione delle categorie protette ogni quanti dipendenti scatta

FAQ sulle assunzioni delle categorie protette

Come richiedere il riconoscimento come categoria protetta?

Per ottenere il riconoscimento come categoria protetta, è necessario seguire un procedimento specifico ben definito dalla normativa. Dovrai prendere un appuntamento presso un Centro per l’Impiego territoriale e compilare alcuni documenti che attestino:

Quali sono i diritti delle categorie protette sul luogo di lavoro?

Le categorie protette hanno diritti specifici sul luogo di lavoro, tra cui:

  1. Assunzione e discriminazione. I datori di lavoro non possono discriminare le fasce protette durante il processo di selezione e assunzione. Devono trattare tutti i candidati in modo equo e non possono rifiutare l’assunzione a causa della loro condizione.
  2. Adeguamenti lavorativi. I lavoratori dei gruppi tutelati possono richiedere adeguamenti lavorativi che permettono loro di svolgere le mansioni in modo efficace. Questi adeguamenti possono includere modifiche nell’orario di lavoro, nell’organizzazione delle mansioni o nell’accessibilità sul posto di lavoro.
  3. Protezione dalla discriminazione. Le categorie protette sono protette dalla discriminazione e dal mobbing. Se subiscono discriminazioni o molestie sul posto di lavoro a causa della loro condizione, hanno il diritto di segnalarlo e richiedere l’intervento delle autorità preposte.

Quali normative regolano il rapporto lavoratore disabile – azienda?

Oltre alla legge 68 del 1999 (inclusi i suoi aggiornamenti e modifiche ndr) non ci sono altre normative specifiche che regolano il rapporto tra il lavoratore appartenente alle fasce protette e l’azienda.

Ai disabili infatti si applica la normale disciplina del rapporto di lavoro. Si seguono quindi, per il trattamento economico e per quello normativo quanto stabilito dai contratti collettivi se presenti e dalle altre leggi ordinarie in materia di lavoro.

Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: