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Categorie protette straordinari

Categorie protette e straordinari: spettano? Possono essere eventualmente rifiutati dal lavoratore disabile? Tutte le risposte in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Novembre 2023

In questo articolo parliamo di categorie protette e straordinari (scopri le ultime notizie su lavorodisoccupazioneofferte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Categorie protette e straordinari: spettano?

In assenza di normative specifiche riguardanti categorie protette e straordinari, è possibile affermare che, qualora il lavoro sia in linea con il tuo stato di salute, hai il diritto di richiedere l’esecuzione di lavoro straordinario.

Tuttavia, è importante esaminare eventuali regole che disciplinino l’orario di lavoro per le categorie protette al fine di comprendere se il lavoro straordinario può essere rifiutato o richiesto.

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Categorie protette e straordinari: normativa sull’orario di lavoro

Nel contesto delle categorie protette e straordinari, vediamo se l’orario di lavoro per le categorie protette è regolamentato dalla legge.

Attualmente, non esistono normative specifiche che disciplinino l’orario di lavoro per coloro che fanno parte di queste categorie.

Le categorie protette possono usufruire dei permessi Legge 104, ma sono libere di svolgere gli stessi orari di lavoro di altri dipendenti, compresi straordinari e turni notturni.

Per quanto riguarda i turni notturni, se questi risultano troppo gravosi per le condizioni fisiche di un individuo disabile, è possibile richiedere l’esonero dai turni notturni invalidi. Questa richiesta deve essere valutata dal medico competente dell’azienda o, nei casi più estremi, dalle commissioni competenti dell’ASL.

Inoltre, se desideri svolgere un turno di notte, poiché non ci sono normative specifiche in proposito, hai il diritto di richiederlo, a condizione che le tue condizioni di salute lo consentano.

La decisione in merito a questo tipo di richiesta dovrebbe essere presa in base alle tue condizioni fisiche, eventualmente con il parere del medico aziendale o delle commissioni sanitarie dell’ASL.

Categorie protette posto lavoro intoccabile: leggi anche se le categorie protette hanno sempre diritto alla conservazione del posto di lavoro o se anche per loro si applicano le stesse regole di tutti gli altri lavoratori.

Categorie protette e straordinari: si possono rifiutare?

La legge attuale non fornisce regole specifiche per le categorie protette e straordinari neanche in merito alla possibilità di rifiuto, lasciando spazio all’applicazione delle regole generali.

Se fai parte di una categoria protetta, il datore di lavoro non può obbligarti a fare straordinari se ciò compromette la tua salute.

Se incontri resistenza dal datore di lavoro, hai il diritto di richiedere una visita medica aziendale.

Il medico deciderà se sei idoneo per il lavoro straordinario. Anche se il medico approva, il compito assegnato deve essere compatibile con la tua capacità lavorativa residua e la tua disabilità.

Ci chiediamo se anche permessi con Legge 104 e lavoro straordinario sono compatibili, ovvero se il lavoratore disabile può essere obbligato dal datore di lavoro a svolgerlo e se, nel caso fosse il lavoratore a volerlo fare, la norma lo vieta o meno.

Cosa si intende per lavoro straordinario

Il lavoro straordinario si verifica quando si presta servizio oltre le 40 ore settimanali stabilite per legge. Se l’orario è inferiore, il lavoro aggiuntivo è definito come lavoro supplementare.

Regole da seguire

Eccezioni ammesse

Il ricorso allo straordinario può essere ammesso per:

Compensazione e limiti

Categorie protette e sgravi fiscali: ecco una guida completa e di facile consultazione sugli sgravi fiscali concessi alle aziende che assumono le categorie protette.

Chi appartiene alle categorie protette

Dopo aver parlato delle categorie protette e e straordinari, cerchiamo di capire chi fa ne fa parte.

La Legge 68/1999 fa rientrare nelle cosiddette categorie protette:

Categorie protette e vittime del dovere. Anche le vittime del dovere hanno diritto a iscriversi nelle liste delle categorie protette ed essere agevolate nelle assunzioni in aziende pubbliche e private. Ecco tutto quello che bisogna sapere.

Obblighi delle aziende in materia di assunzione delle categorie protette

La Legge 68/99 obbliga le aziende che superano un determinato numero di lavoratori a riservare dei posti alle categorie protette (le cosiddette quote di riserva), in base al numero di dipendenti assunti, come di seguito:

Quote di riserva e consenso: scopri se il lavoratore deve dare il suo consenso per essere inserito nelle quote di riserva e se il consenso vale per i lavoratori assunti già con il riconoscimento dell’invalidità o per quelli che sono diventati invalidi in corso di attività lavorativa.

Categorie protette e straordinari
Categorie protette e straordinari. Nella foto: una donna donna davanti a un PC mostra un orologio.

Diritti e tutele delle categorie protette

Le categorie protette, in azienda hanno gli stessi diritti di tutti gli altri dipendenti, più alcuni diritti ad essa riservati.

Innanzitutto, le categorie protette possono essere assunte con un contratto a tempo determinato o indeterminato e hanno diritto a percepire la stessa retribuzione degli altri lavoratori.

Le mansioni che sono chiamate a svolgere devono essere compatibili con lo stato di salute e, se necessario, devono essere riprogrammate in caso di aggravamento dello stato di salute o di impossibilità a svolgere la mansione per cui hanno lavorato fino a quel momento.

Per facilitare l’inserimento della persona con disabilità, inoltre, si prevedono dei periodi di prova, formazione, orientamento, sostegno e tutoraggio.

Altri diritti delle categorie protette titolari di Legge 104 articolo 3 comma 3 (portatore di handicap grave) sono:

Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando è possibile e quando, invece, è illegittimo? Scopriamolo in questo approfondimento.

FAQ sulle categorie protette

Quali sono le categorie protette definite nell’articolo 1?

L’articolo 1 stabilisce una serie di categorie protette, che includono persone con disabilità, vittime di discriminazione, lavoratori con malattie croniche o invalidità, ex detenuti e molti altri. L’obiettivo principale è assicurare che queste persone abbiano pari opportunità di accesso al lavoro e siano tutelate da eventuali discriminazioni.

Quando non c’è l’obbligo di assunzione delle categorie protette?

Non c’è obbligo di assunzione delle categorie protette quando il numero di dipendenti dell’azienda è inferiore a 15. Inoltre, l’obbligo è sospeso se il datore di lavoro si trova in difficoltà economica e ha avviato procedure come la CIGS o il licenziamento collettivo. In alcune circostanze connesse alle caratteristiche del settore produttivo, i datori di lavoro non sono obbligati ad assumere lavoratori appartenenti alle categorie protette. Inoltre, se l’attività produttiva presenta condizioni specifiche che rendono difficile occupare l’intera quota di riserva, il datore di lavoro può richiedere un’esenzione parziale dall’obbligo di assunzione.

Quanto tempo occorre per l’assunzione di una categoria protetta?

Il datore di lavoro ha il diritto di richiedere una preselezione dei candidati appartenenti alle categorie protette, ma è tenuto a effettuare l’assunzione entro un periodo di 60 giorni dal momento in cui scatta l’obbligo di assunzione. Durante questo periodo, può scegliere tra diverse modalità di assunzione, tra cui l’assunzione residuale, una richiesta numerica o nominativa.

Come funziona il punteggio per categorie protette?

Il calcolo per la posizione nelle graduatorie per categorie protette e nelle graduatorie avviene tenendo conto di diversi fattori. Per quanto riguarda la percentuale di invalidità civile o del lavoro, il punteggio assegnato corrisponde alla percentuale di invalidità. Per l’anzianità di iscrizione, vengono assegnati 2 punti per ogni mese di iscrizione, fino a un massimo di 48 punti. Tuttavia, se l’anzianità di iscrizione alle liste per il collocamento mirato supera i 34 mesi, viene assegnato un punteggio di 50 punti. Se si dispone di un ISEE pari a 0, si ottiene un punteggio massimo di 50 punti, ridotto di 0,5 punti ogni 500 euro di ISEE, fino all’azzeramento totale dei 50 punti. La priorità garantita alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, in base alla Legge 407/1998, e alle categorie equiparate, rimane ancora in vigore.

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