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Chi è in cassa integrazione può lavorare?

Chi è in cassa integrazione può lavorare? Come vedremo in questo post c’è la possibilità di svolgere una seconda attività nel periodo di cassa integrazione. Ma attenzione: è necessario rispettare una condizione o si rischia il licenziamento. Vediamo nel dettaglio.

di Redazione

Maggio 2024

Vediamo in questo post se chi è in cassa integrazione può lavorare o per essere più chiari se può svolgere un’altra attività. Vedremo che è possibile, ma bisogna rispettare una condizione per evitare il licenziamento. Vediamo quale. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la cassa integrazione

La cassa integrazione è un ammortizzatore sociale al quale le aziende ricorrono in momenti di crisi transitoria e di breve durata. Il meccanismo è gestito dall’INPS e serve a coprire parte della retribuzione che i dipendenti non percepiscono nei periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Esistono due forme principali:

Cassa integrazione ordinaria

Questa forma di sostegno è destinata alle aziende che attraversano un periodo di difficoltà temporanea, garantendo un intervento rapido e temporaneo.

Cassa integrazione straordinaria

Viene attivata in situazioni più gravi come riorganizzazioni aziendali, crisi prolungate o per la realizzazione di processi di transizione e contratti di solidarietà.

In entrambi i casi, la cassa integrazione si traduce in una riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, e di conseguenza, una riduzione della retribuzione dei dipendenti coinvolti. Nonostante la riduzione del lavoro, la domanda che ci poniamo è questa: è possibile lavorare in cassa integrazione per integrare il proprio reddito?

Non c’è un divieto assoluto, ma è d’obbligo rispettare un vincolo molto importante che, se violato, può portare alla perdita dei benefici da parte dell’INPS: bisogna comunicarlo all’istituto di previdenza. Vedremo i dettagli nei prossimi paragrafi.

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Gli importi della cassa integrazione

L’importo della cassa integrazione corrisponde all’80% della retribuzione che il dipendente avrebbe guadagnato per le ore non lavorate. Il calcolo si basa sulle ore effettivamente non lavorate entro il limite massimo dell’orario contrattuale. La cassa integrazione viene determinata tenendo conto dell’orario di lavoro settimanale, indipendentemente dal periodo di paga.

Calcolo dell’integrazione

La cassa integrazione si adatta se l’orario di lavoro viene distribuito su periodi di più settimane. In questi casi, l’INPS paga l’integrazione basandosi sulla durata media settimanale dell’orario di lavoro.

Eccezioni nel pagamento

L’integrazione non copre le festività non retribuite né le assenze che non prevedono retribuzione.

A partire dal 1° gennaio 2022, l’importo della cassa integrazione non è più legato alla retribuzione mensile di riferimento e non può superare un massimo mensile che viene rivalutato annualmente. Ogni anno, questo massimo è incrementato proporzionalmente alla variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Il pagamento della cassa integrazione

Il pagamento della cassa integrazione avviene al termine di ogni periodo di paga e viene effettuato direttamente dall’impresa ai dipendenti che hanno diritto al sostegno.

Modalità di conguaglio

Do solito, l’importo delle integrazioni è saldato dall’impresa secondo le norme che regolano il bilanciamento tra i contributi dovuti e le prestazioni corrisposte. Se il conguaglio non è possibile, l’INPS può procedere con il rimborso diretto.

Effetti del pagamento autorizzato

Quando la cassa integrazione è autorizzata, la somma pagata assume la natura di integrazione salariale e ha effetto retroattivo dalla data di inizio della sospensione.

Situazioni di mancata autorizzazione

Se l’intervento di cassa integrazione non viene autorizzato, la somma versata rimane di natura retributiva. In questo caso, il datore di lavoro è tenuto a coprire la differenza fino al 100% della retribuzione normale e a versare i contributi previdenziali corrispondenti.

Inoltre, il datore di lavoro è responsabile di anticipare i contributi sulla somma pagata fino all’ufficializzazione dell’ammissione al beneficio.

Chi è in cassa integrazione può lavorare?

Normativa sul lavoro durante la cassa integrazione

Mentre si percepisce la cassa integrazione, non c’è, dunque, un divieto assoluto di lavorare, ma ci sono vincoli specifici da rispettare. La possibilità di lavorare dipende dalla durata dell’attività lavorativa che si intende svolgere:

Inoltre, qualsiasi attività lavorativa remunerata svolta durante il periodo di sospensione comporta una riduzione del diritto all’integrazione salariale, proporzionata ai proventi ottenuti dall’altra attività lavorativa.

La condizione essenziale

Per evitare la perdita totale del trattamento di cassa integrazione, è fondamentale che il lavoratore comunichi preventivamente all’INPS l’inizio di qualsiasi attività lavorativa. La mancata comunicazione può portare alla decadenza del trattamento per l’intero periodo di cassa integrazione e non solo per le giornate lavorate o l’importo guadagnato.

Obblighi di comunicazione

Il lavoratore deve informare l’INPS in vari contesti di lavoro, inclusi:

Non comunicare all’INPS l’avvio di un’attività lavorativa può anche portare al licenziamento, come ribadito dalla Cassazione in una recente ordinanza.

Conclusione

In conclusione, chi è in cassa integrazione può effettivamente lavorare, ma è fondamentale rispettare specifiche regole per non rischiare di perdere i benefici. È essenziale comunicare all’INPS l’avvio di qualsiasi attività lavorativa per evitare sanzioni o la perdita del sostegno economico. Questo sistema di protezione sociale è progettato per offrire un aiuto temporaneo durante i periodi di crisi, permettendo comunque una certa flessibilità lavorativa, a patto di seguire le norme stabilite.

Chi è in cassa integrazione può lavorare?
Nell’immagine un lavoratore in cassa integrazione che svolge una seconda attività nel periodo di pausa.

FAQ (domande e risposte)

Chi può lavorare mentre è in cassa integrazione?

I lavoratori in cassa integrazione possono svolgere altre attività lavorative, a condizione che rispettino certi vincoli normativi. La legge non vieta categoricamente il lavoro durante la cassa integrazione, ma stabilisce delle limitazioni specifiche, soprattutto riguardo alla durata e alla natura del nuovo lavoro intrapreso.

Qual è la condizione per lavorare in cassa integrazione?

La condizione principale per poter lavorare mentre si è in cassa integrazione è la necessità di comunicare preventivamente all’INPS l’avvio di qualsiasi attività lavorativa retribuita. Questa comunicazione è essenziale per mantenere il diritto al trattamento di integrazione salariale e per evitare sanzioni.

Cosa rischia chi non comunica all’INPS l’attività lavorativa?

Se un lavoratore in cassa integrazione inizia un’attività lavorativa senza comunicarlo all’INPS, rischia la decadenza totale del trattamento di integrazione salariale. Questa decadenza si applica non solo alle giornate lavorate o al reddito guadagnato ma può estendersi a tutto il periodo di cassa integrazione. In casi gravi, questa mancata comunicazione può anche portare al licenziamento.

Cos’è la cassa integrazione ordinaria?

La cassa integrazione ordinaria è un ammortizzatore sociale che le aziende possono utilizzare in periodi di crisi transitoria e di breve durata. Questo trattamento, gestito dall’INPS, copre una parte della retribuzione non percepita dai dipendenti a causa della sospensione o riduzione del lavoro. Serve a sostenere i lavoratori in periodi di difficoltà economica, assicurando un sostegno temporaneo.

Come si calcola l’importo della cassa integrazione?

L’importo della cassa integrazione è calcolato all’80% della retribuzione globale che il dipendente avrebbe guadagnato per le ore non lavorate, entro il limite dell’orario contrattuale. La prestazione viene determinata considerando l’orario lavorativo di ogni settimana, indipendentemente dal periodo di paga. Importanti eccezioni includono le festività non retribuite e le assenze non retribuite.

Quali vincoli ci sono per lavorare durante la cassa integrazione?

I vincoli principali includono limitazioni sulla durata dell’attività lavorativa che può essere intrapresa:

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