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Chi non paga i contributi badanti fino al 2026

Scopri chi non paga i contributi alle badanti fino al 2026 grazie all'entrata in vigore del nuovo piano voluto dal Governo.

di Antonio Dello Iaco

Maggio 2024

Chi non paga i contributi alle badanti fino al 2026? Dal primo aprile scorso sono state introdotte una serie di novità per l’assunzione di nuove collaboratrici domestiche di over 80 che hanno un ISEE fino a 6mila euro (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Chi non paga i contributi alle badanti fino al 2026?

Dallo scorso primo aprile, con il decreto PNRR del 26 febbraio, è stata introdotta un’importante novità prevista dalla legge di bilancio 2024. La misura prevede che, per il periodo che va dal 1° aprile 2024 fino al 31 dicembre 2025 è prevista la decontribuzione del 100 per cento per chi assume una badante.

Il limite annuo di contributi massimi che è possibile non pagare è pari a 3.000 euro. La quota viene riparametrata e applicata su base trimestrale, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.

Chi può richiedere il Bonus badante?

Il Bonus, che come abbiamo visto consiste in una esenzione dal versamento dei contributi, prevede dei requisiti di accesso molto stringenti. Questa situazione ha creato non poche polemiche tra le tante famiglie che speravano da mesi di poter beneficiare di un aiuto economico e che, a causa dei criteri molto particolari, non potranno richiedere la misura.

La persona assistita dalla badante neoassunta deve infatti essere:

Inoltre, non si può ricevere la misura tra il lavoratore prossimo a firmare il nuovo contratto e il datore di lavoro, o una persona del suo nucleo familiare, sia cessato un rapporto lavorativo domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani da meno di sei mesi.

Quando non spetta l’esonero contributivo?

L’esonero dei contributi sulle assunzioni di nuove badanti per gli over 80 non spetta:

Che tipo di contratto di assunzione serve?

La nuova decontribuzione si rivolge solo alle persone che assumono o trasformano, in contratti di lavoro domestico a tempo indeterminato, i rapporti di lavoro già esistenti.

È fondamentale poi che i nuovi assunti vengano inquadrati come lavoratori domestici con mansioni di assistente a soggetti anziani. 

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Quanti sono i soldi a disposizione del Bonus badante?

Secondo il Governo Meloni il risparmio per i datori di lavoro sarà pari a circa 500 milioni di euro in tre anni.

L’incentivo, che al momento è attivo fino al 31 dicembre 2025, non può essere utilizzato per oltre due anni di seguito. Nel 2024 il Governo ha stanziato 10 milioni di euro per la misura.

Questa cifra sale a 39,9 milioni nel 2025 e a 58,8 milioni nel 2026. Dal 2027 invece, tornano a scendere le quote di finanziamento alla decontribuzione, attestandosi a 27,9 milioni e a 0,6 milioni per l’anno 2028.

Ricordiamo che si tratta di stime di spesa che, molto probabilmente, cambieranno con un taglio o un’integrazione delle somme stanziate.

Il commento di AssindatColf

L’Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, attraverso il suo presidente Andrea Zini, ha commentato la misura introdotta dal Governo di centrodestra.

«Secondo i nostri calcoli con un esonero fino a 3.000 euro l’anno si riuscirebbe a coprire quasi l’intero ammontare che un datore di lavoro domestico è tenuto a versare alla badante assunta a tempo pieno e in regime di convivenza», plaude l’AssindatColf all’intervento dell’esecutivo Meloni».

«In questo caso, su un costo totale di 19mila euro l’anno, i contributi pesano circa 3400 euro nella sola quota a carico del datore. Sebbene, dunque, la misura sia stata concepita correttamente dal punto di vista degli importi – spiega Zini -, riteniamo invece che sia ancora troppo esigua la platea di beneficiari.

«Chiediamo quindi al Governo di ampliare a tutte famiglie che ogni giorno contano sul prezioso aiuto della badante per avere un’assistenza dignitosa in casa, il luogo per eccellenza dove trascorrere la terza età, questa misura». Stessa richiesta era stata avanzata per il Bonus da 850 euro previsto nell’attuazione della riforma della non autosufficienza,.

Chi non paga i contributi badanti fino al 2026
L’immagine rappresenta un esempio di chi non paga i contributi alle badanti fino al 2026

FAQ sul lavoro di badante

Come si diventa badante?

Per diventare badante, è essenziale possedere una forte predisposizione al lavoro di assistenza e cura verso le persone, in particolare anziani o individui con esigenze speciali.

La maggior parte dei datori di lavoro richiede che i badanti abbiano seguito un corso di formazione professionale specifico, che può variare in durata e contenuti, ma che generalmente include le basi dell’assistenza personale e della gestione delle emergenze sanitarie.

È consigliato acquisire un certificato che attesti tali competenze. Inoltre, avere esperienza pregressa nel settore può essere un grande vantaggio. Per informazioni più dettagliate, si possono consultare le agenzie di assistenza domiciliare locali o cercare online corsi certificati per badanti.

Quali sono i doveri di un badante?

Il ruolo di un badante implica una serie di responsabilità fondamentali, che possono variare a seconda delle esigenze della persona assistita. Le principali attività includono l’assistenza nelle routine quotidiane come la toeletta, il vestirsi e l’alimentazione.

È anche responsabilità del badante gestire la preparazione dei pasti, assicurandosi che siano nutritivi e adatti alle condizioni di salute dell’assistito. Altri compiti possono comprendere la somministrazione di farmaci secondo le prescrizioni mediche, l’accompagnamento in visite mediche o l’organizzazione di attività ricreative per stimolare mentalmente e fisicamente la persona assistita.

Inoltre, è cruciale che il badante mantenga un ambiente pulito e sicuro, prestando attenzione a eventuali pericoli domestici.

Quanto guadagna una badante?

Il guadagno di una badante può variare significativamente a seconda di vari fattori come la regione, il tipo di impiego (a ore, giornaliero, residente), le specifiche esigenze dell’assistito e le ore di lavoro richieste. In generale, un badante a tempo parziale in Italia può guadagnare dai 800 ai 1.000 euro al mese.

Per un impegno a tempo pieno, specialmente se il badante risiede nella casa dell’assistito, la retribuzione può essere superiore e includere vitto e alloggio. I badanti con specializzazioni, come la conoscenza di tecniche specifiche per la gestione di condizioni mediche particolari, possono aspirare a una retribuzione più alta.

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