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Chi va in pensione nel 2023

Chi va in pensione nel 2023? Ecco soluzioni, età e contributi da avere per andare in pensione quest'anno.

di Carmine Roca

Luglio 2023

Chi va in pensione nel 2023? Ecco possibilità e requisiti per andare in pensione quest’anno (scopri le ultimissime notizie sulle pensioni sempre aggiornate. Ricevi su WhatsApp e sul canale Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Resta sempre aggiornato sulla nostra pagina Facebook e Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Chi va in pensione nel 2023?

Chi va in pensione nel 2023? Ecco una pratica tabella per riepilogare prestazioni e requisiti, prima di entrare nello specifico:

PENSIONE 2023ANNO DI NASCITA PER L’ACCESSO
Pensione di vecchiaia67 anni di età e almeno 20 anni di contributi
Pensione di vecchiaia contributiva71 anni di età con almeno 5 anni di contributi versati tutti dal 1996; oppure con il computo presso la Gestione Separata
Pensione anticipata ordinaria42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Pensione anticipata contributiva64 anni di età con almeno 20 anni di contributi versati tutti dal 1996, ma solo se l’assegno è pari o superiore a 2,8 volte l’Assegno Sociale
Quota 10362 anni di età e 41 anni di contributi
Quota 10264 anni di età e 38 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2022
Quota 10062 anni di età e 38 anni di contributi, entro il 31 dicembre 2021
Ape Sociale63 anni di età e dai 30 ai 36 anni di contributi, a seconda della categoria di riferimento
Opzione Donna60 anni di età e 35 anni di contributi (sconto di uno o due anni in base ai figli avuti), se appartenenti a categorie tutelate
Pensione per lavori usurantialmeno 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi
Quota 41 precoci41 anni di contributi, di cui un anno versato prima dei 19 anni di età, se appartenenti a determinate categorie
IsopensioneChi compirà 67 anni entro 7 anni e lavora in grandi aziende
Contratto di EspansioneChi compirà 67 anni entro 5 anni e lavora in grandi aziende
Chi va in pensione nel 2023: tabella

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Pensione di vecchiaia nel 2023

Chi va in pensione nel 2023? Sicuramente chi ha compiuto o compirà 67 anni e avrà a disposizione un’anzianità contributiva di almeno 20 anni (se versati tutti a partire dal 1996, è necessario aver maturato un assegno pari o superiore a 1,5 volte l’importo dell’Assegno Sociale – nel 2023 è di 754,90 euro.

I requisiti attuali per la pensione di vecchiaia rimarranno in vigore almeno fino al 31 dicembre 2024, quando è atteso un innalzamento dell’età minima di accesso (forse, di qualche mese).

Pensione di vecchiaia contributiva

Chi non ha avuto la possibilità di uscire a 67 anni, perché non in possesso dell’anzianità contributiva minima, può richiedere l’accesso alla pensione di vecchiaia contributiva, al compimento dei 71 anni di età, ma soltanto se i 5 anni di contributi richiesti sono stati versati esclusivamente a partire dal 1996 (contributivi puri).

In alternativa, si può puntare sul computo presso la Gestione Separata, nel caso in cui sono stati versati contributi in due o più gestioni previdenziali.

Occorre un’anzianità presso le gestioni coinvolte pari o superiore a 15 anni di cui almeno 5 maturati dal 1° gennaio 1996 e un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. Inoltre, è necessario che il lavoratore abbia un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995.

Pensione anticipate nel 2023

Le alternative alla pensione di vecchiaia non mancano.

Pensione anticipata ordinaria

A partire dalla pensione anticipata ordinaria, introdotta dalla legge Fornero: consente di uscire dal mondo del lavoro, senza limiti di età, ma con un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

Per i soli contributivi puri (coloro che hanno versato contributi solo ed esclusivamente dal 1996 in poi) è prevista la pensione anticipata contributiva: si accede a 64 anni, con almeno 20 anni di contributi tutti versati dal 1996, ma a condizione che l’assegno maturato sia pari o superiore a 2,8 volte l’importo dell’Assegno Sociale (nel 2023 è di 1.409,16).

Quota 103

Con Quota 103, invece, è necessario aver compiuto almeno 62 anni e versato 41 anni di contributi. È prevista una limitazione sull’importo dell’assegno mensile, che non può essere superiore 5 volte il trattamento minimo (2.818,70 euro, nel 2023).

Il paletto rimane attivo fino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Non sono previste altre penalizzazioni, piuttosto un disincentivo all’uscita (il Bonus Maroni) che prevede l’esonero del 33% della contribuzione a spese dei lavoratori, per chi continua a lavorare anche dopo aver maturato i requisiti per l’accesso a Quota 103.

Quota 100 e Quota 102

Nel 2023 è ancora possibile andare in pensione con Quota 102 e Quota 100, ma soltanto se i requisiti sono stati maturati entro la data di “scadenza” delle due prestazioni.

Per Quota 100 occorre aver compiuto 62 anni e versato 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021; per Quota 102 è necessario aver compiuto 64 anni e maturato 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022.

Ape Sociale

Nel 2023 è possibile andare in pensione con l’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico che accompagna il lavoratore o la lavoratrice fino all’età per la pensione di vecchiaia.

L’accesso è consentito a 63 anni, con questi requisiti:

Quota 41 per lavoratori precoci

Alle stesse categorie dell’Ape Sociale è aperta la porta di Quota 41 per lavoratori precoci.

Con 41 anni di contributi versati, di cui almeno uno prima di compiere 19 anni di età, si può andare in pensione senza limiti di età, ma soltanto se si appartiene a queste categorie:

I lavori usuranti riconosciuti nel 2023 sono i seguenti:

Opzione Donna

Nel 2023 è ancora accessibile l’ipotesi Opzione Donna, anche se la prestazione dedicata alle sole donne è stata modificata quasi totalmente.

La platea di potenziali beneficiarie si è sensibilmente ristretta.

Possono andare in pensione:

Pensione per lavori usuranti

Via libera nel 2023 pure alla pensione per lavori usuranti.

Per lavori usuranti si intendono tutte le attività che richiedono particolari sforzi fisici, svolte in contesti proibitivi (al chiuso, al caldo, ad altezze elevate) o di notte.

Possono andare in pensione:

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti in orari notturni:

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi in orari notturni:

Chi va in pensione nel 2023
Chi va in pensione nel 2023: in foto alcune monete, una sveglia e una piantina.

Isopensione e Contratto di Espansione

Sono state riconfermate, per il 2023, anche Isopensione e Contratto di Espansione.

All’Isopensione possono accedervi i lavoratori dipendenti di grandi aziende, più di 15 impiegati, che matureranno i requisiti per la pensione di vecchiaia entro 7 anni dalla domanda per l’Isopensione. La misura gestisce l’eccedenza di personale nelle grosse aziende, incentivando l’esodo dei lavoratori più anziani, tramite accordi con le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello aziendale.

Al contratto di espansione possono accedervi i dipendenti di aziende con almeno 50 occupati, che si trovano a non più di 5 anni (60 mesi) dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, “che abbiamo maturato il requisito minimo contributivo, o anticipata, di cui all’articolo 24, comma 10 del decreto legge numero 201, del 6 dicembre 2011 convertito nella legge numero 214 del 22 dicembre 2011.

Faq sulla pensione nel 2023

Quali sono le novità per andare in pensione nel 2023?

L’approvazione della legge n. 197/2022 (legge di bilancio per il 2023) ha apportato alcune novità per andare in pensione nel 2023 per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria. La novità principale è la «Quota 103» che consente l’uscita ai nati entro il 31 dicembre 1961 che maturano 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023. È stato inoltre rinnovato l’Ape sociale, mentre viene depotenziata Opzione Donna, disponibile solo per le lavoratrici in determinate situazioni.

Cos’è l’Ape sociale e come è cambiato nel 2023?

L’Ape Sociale è un’opzione di pensionamento anticipato per le categorie più deboli. La legge n. 197/2022 ha rinnovato anche nel 2023 l’Ape sociale per categorie come disoccupati con esaurimento dell’indennità di disoccupazione, invalidi civili almeno al 74%, caregivers, addetti ad attività particolarmente difficili e rischiose.

In che modo è cambiata Opzione Donna nel 2023?

La legge n. 197/2022 ha apportato cambiamenti all’Opzione Donna. Nel 2023, l’Opzione Donna resterà disponibile solo per le lavoratrici con 60 anni e 35 anni di contributi raggiunti entro il 31 dicembre 2022, ma solo se rientrano in tre specifici profili di tutela: caregivers, in possesso di una invalidità civile almeno al 74%, o lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi.

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