Colf a ore senza contratto: cosa bisogna fare per regolarizzare la posizione lavorativa della collaboratrice domestica? Scopriamo insieme la procedura da seguire e cosa si rischia in caso di dipendenti in nero (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Colf a ore senza contratto: i limiti
La normativa italiana relativa ai contratti delle collaboratrici domestiche è molto chiara. Non è previsto un monte orario minimo di lavoro da garantire. Tuttavia, per la regolarizzazione con un apposito contratto, c’è un massimo di ore lavorative nelle quali è possibile svolgere le proprie mansioni.
I limiti settimanali che non possono essere sforati:
- 40 ore per la colf non convivente;
- 54 ore in caso di colf convivente.
La procedura per regolarizzare la colf a ore
Anche in caso di una sola ora di lavoro a settimana quindi, per rendere regolare il rapporto di lavoro, è necessario seguire una procedura che prevede i seguenti passaggi:
- ottenimento dei documenti della colf come:
- il codice fiscale;
- la carta di identità;
- la tessera sanitaria;
- in caso di colf extracomunitaria servirà anche un permesso di soggiorno in corso di validità.
- messa per iscritto dell’accordo e conseguente inserimento delle mansioni che dovrà svolgere la colf, il suo livello di inquadramento (secondo il CCNL Lavoro Domestico), il suo compenso orario, i turni, se è previsto o meno un periodo di prova.
- Le informazioni descritte nel punto precedente possono essere inserite all’interno della lettera di assunzione oppure attraverso una semplice scrittura tra le parti, sottoscritta da entrambi (datore e lavoratore).
- formalizzazione dell’inizio del lavoro a ore della colf presso l’INPS con una comunicazione che va inviata almeno 24 ore prima che inizi la collaborazione domestica. Questi termini vanno rispettati anche nel caso dell’inizio del periodo di prova.
Come comunicare all’INPS l’assunzione di una nuova colf
La comunicazione all’INPS della contrattualizzazione di una nuova colf può avvenire secondo tre differenti modalità
- tramite il servizio di Contact center INPS ai numeri:
- 803.164 (gratuito da rete fissa);
- 06.164.164 (a pagamento da cellulare con tariffa variabile a seconda del piano tariffario);
- attraverso i centri di assistenza fiscale (caf) o gli uffici di patronato del territorio;
- direttamente sul sito dell’INPS, visionando la sezione dedicata ai servizi al cittadino, lavoro domestico e infine sulla scheda “iscrizione rapporto di lavoro“. Ricorda che per accedere è necessario autenticarsi tramite l’uso di un’identità digitale riconosciuta tra:
- il sistema pubblico di identità digitale SPID;
- la carta di identità elettronica CIE;
- la carta nazionale dei servizi CNS;
- l’identità eIDas.
Attraverso un apposito codice, che verrà fornito direttamente dall’INPS all’atto della comunicazione, sarà possibile comunicare all’istituto l’eventuale cessazione del rapporto lavorativo.
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Lavoro occasionale e colf
Se non vuoi seguire la procedura tradizionale, un’alternativa valida può essere pagare la colf attraverso l’uso dei libretti famiglia, sottoforma di lavoro occasionale.
Il ricorso a prestazioni occasionali è permesso solo alle persone fisiche e può essere applicato per una varietà di servizi domestici, che includono attività di giardinaggio, pulizia, manutenzione, assistenza domiciliare per bambini, anziani, persone malate o disabili, e insegnamento privato aggiuntivo.
Il tutto deve avvenire attraverso l’uso del Libretto famiglia. Questo non è altro che un sistema di pagamento nominativo anticipato, che si avvale di buoni del valore di 10 euro ciascuno, destinati a remunerare servizi che non eccedano la durata di un’ora.
Per accedere ai vantaggi del Libretto famiglia, sia chi offre il lavoro sia chi lo svolge, deve registrarsi sulla piattaforma dedicata dell’INPS. Questo può avvenire attraverso un servizio online, contattando il Contact Center, oppure tramite Patronati e intermediari autorizzati, come indicato dalla circolare INPS del 5 luglio 2017, numero 107.
Cosa rischio se assumo una colf in nero?
I rischi associati all’assunzione di una colf in nero sono numerosi. In primis, in assenza di una documentazione ufficiale che attesti i pagamenti effettuati, il datore di lavoro si espone a potenziali rivendicazioni legali per retribuzioni arretrate, contributi previdenziali non versati e risarcimenti per infortuni sul lavoro.
Inoltre si è del tutto fuori legge nei confronti dello Stato e degli enti che si occupano di gestione e controllo dei rapporti lavorativi.
Anche se la legge che impone il pagamento dello stipendio tramite bonifico bancario non si applica al lavoro domestico, chi sceglie di pagare in contanti senza rilasciare ricevute lo fa a proprio rischio. Il pagamento cash delle prestazioni lavorative può avvenire ma è necessario che sia tracciato.
Inoltre, se il salario pagato è inferiore a quanto stabilito dal contratto collettivo, la colf potrebbe chiedere la differenza citando in giudizio il datore di lavoro.
Senza prove concrete dei pagamenti e delle condizioni lavorative concordate, sarà difficile per il difendersi in tribunale. È quindi fondamentale mettere in regola sin da subito le relazioni lavorative che si hanno con colf e con tutti i lavoratori domestici.

FAQ sul lavoro domestico e colf
Come si determina il costo minimo orario per una colf?
Il costo minimo orario per una colf dipende direttamente dal suo livello di inquadramento, che è definito dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) specifico per il settore domestico.
Questo livello varia in base a diversi fattori, tra cui l’esperienza, le competenze e le mansioni assegnate. Per esempio, per l’anno 2023, una colf classificata al livello A ha diritto a un salario orario minimo di 5,27 euro. Questo sistema assicura che la retribuzione rifletta le responsabilità e le capacità richieste per il ruolo.
Posso assicurare una colf anche se non è stata regolarmente assunta?
In teoria, è possibile assicurare una colf anche senza una regolare assunzione per proteggersi dal rischio di dover pagare un risarcimento in caso di infortuni sul lavoro. Questo può sembrare un modo per garantire una forma di protezione sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro.
Quali rischi comporta assicurare una colf non regolarmente assunta?
Assicurare una colf senza averla regolarmente assunta può presentare dei rischi significativi. Se l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) scopre che il rapporto di lavoro è irregolare, potrebbe segnalare la situazione all’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) per ulteriori verifiche e accertamenti.
Questo potrebbe portare alla luce la mancata regolarizzazione del rapporto di lavoro, con conseguenti sanzioni per il datore di lavoro.
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