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Colf, cosa pagare quando muore il datore di lavoro

Scopri quali obblighi con la colf quando muore il datore di lavoro bisogna rispettare e cosa prevede la normativa.

di Antonio Dello Iaco

Aprile 2024

Quali obblighi con la colf quando muore il datore di lavoro bisogna rispettare? Vediamo insieme cosa prevede la normativa nazionale per le collaboratrici domestiche regolarmente sotto contratto (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quali obblighi con la colf quando muore il datore di lavoro?

Prima di iniziare questo articolo è giusto fare un chiarimento. All’interno dei prossimi paragrafi leggerai espressioni come “la colf” o “la badante”. Il motivo dell’uso prevalente del femminile sta nel fatto che, nel nostro Paese, la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici di questo settore è di sesso femminile.

Il principio normativo per rispondere a questa domanda lo troviamo all’interno del Contratto collettivo nazionale dedicato ai lavoratori domestici. All’articolo 38, comma 9, del documento si legge che: «in caso di morte del datore di lavoro i familiari coabitanti risultanti dallo stato di famiglia sono obbligati in solido per i crediti di lavoro maturati fino al momento del decesso».

Nonostante si tratti di debiti quindi, a dover farsi carico dei crediti ancora da pagare alla colf sono quindi coloro che risultano, al momento della morte del datore, all’interno del suo nucleo familiare.

Debiti ed eredi: le eccezioni

Rispetto alla regola generale che abbiamo illustrato in precedenza, esistono anche delle eccezioni. Gli eredi infatti devono farsi carico di una parte della mole debitoria in capo al de cuius (il soggetto defunto ndr).

È il caso dei soli debiti già accertati quando il defunto era in vita oppure di quelli riconosciuti in fase di accertamento al tempo della sua morte.

Anche per quanto riguarda il rapporto tra colf e datore di lavoro quindi, funziona così. Il chiamato a ricevere l’eredità dovrà rispondere solo dei debiti maturati fino alla morte del datore. Di quelli successivi e accertati in una seconda fase non se ne dovrà fare carico.

Il motivo risiede nel fatto che, il chiamato all’eredità, deve essere posto nella condizione di conoscere il peso di cui si farebbe carico prima di accettare l’eredità.

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Morte del datore di lavoro e colf: la fine del rapporto

Un altro aspetto da prendere in considerazione quando si tratta il tema della morte del datore di lavoro è la fine del contratto.

Quando muore il datore, il contratto di colf e badanti cessa. Il compito di portare a termine questa procedura è degli eredi. In particolare, devono procedere al licenziamento con un regolare preavviso.

Spesso però questo non avviene. È infatti facoltà degli eredi licenziare in modo immediato, e quindi senza preavviso, colf e badanti del datore oramai defunto. In questo caso però, sarà obbligatorio versare alla lavoratrice un’indennità per il mancato preavviso.

Tra le possibilità c’è poi quella di far continuare a lavorare la collaboratrice ed è possibile farlo anche con mansioni differenti rispetto a quelle previste dall’iniziale rapporto di lavoro che c’era con il de cuius.

Non è mai licenziamento?

Quando si parla di cessazione del rapporto lavorativo con colf e badanti per decesso del datore è importante sottolineare un aspetto.

All’interno della pratica ufficiale dell’INPS che bisogna portare a termine è infatti necessario esprimere, come motivazione, la voce “Decesso datore di lavoro“. È importante quindi non scrivere la voce “licenziamento” perché, di fatto, non si tratta di cessazione del rapporto per licenziamento ma per uno spiacevole e Imprevedibile avvenimento.

Il consiglio che ci sentiamo di dare a chi si trova in questa situazione è quello di indicare in modo esplicito, all’interno della lettera di licenziamento, che il rapporto di lavoro si estingue per la morte del datore.

Quali sono le procedure INPS licenziamento colf per decesso

Firmare il licenziamento per decesso del datore di lavoro è una procedura che può essere portata avanti anche in autonomia da parte degli eredi.

In questo caso la comunicazione all’INPS non può essere fatta tramite l’uso della piattaforma ufficiale poiché lo SPID del datore viene disabilitato quasi in contemporanea al suo decesso.

La comunicazione di cessazione del rapporto lavorativo può essere fatta quindi, solo via telefono contattando il call center Inps ai seguenti numeri verdi:

Ricorda che i documenti e l’ultima busta paga vanno firmate direttamente dagli eredi del datore di lavoro. Il motivo è che saranno proprio loro a liquidare le ultime spettanze alla colf o badante.

Colf, cosa pagare quando muore il datore di lavoro
L’immagine rappresenta una lavoratrice domestica al lavoro – quali obblighi con la colf quando muore il datore di lavoro

FAQ sul lavorare come badante

Che cosa significa lavorare come colf?

Lavorare come colf è un’attività che consiste nel fornire supporto domestico presso le abitazioni delle persone. Questo lavoro coinvolge una varietà di compiti, da quelli legati alla pulizia e all’ordine della casa, alla preparazione dei pasti e alla gestione delle faccende quotidiane.

In sostanza, essere una colf significa essere una figura di fiducia che aiuta le famiglie a gestire le loro attività domestiche in modo efficiente e organizzato.

Quali sono le mansioni tipiche di una colf?

Le mansioni di una colf possono spaziare dalla pulizia e dall’igiene degli ambienti domestici alla gestione delle provviste e alla preparazione dei pasti. Questo può includere la pulizia di pavimenti, superfici e bagni, lo svolgimento del bucato e dello stiro, nonché l’assistenza nella cura dei bambini o degli anziani a volte.

Inoltre, potrebbe essere richiesto di fare la spesa o di eseguire altre commissioni domestiche a seconda delle esigenze della famiglia.

Quanto si guadagna lavorando come colf?

Il compenso per il lavoro come colf può variare considerevolmente in base a diversi fattori, tra cui la regione geografica, l’esperienza e le mansioni richieste.

In generale, il guadagno può essere stabilito su base oraria o giornaliera e dipende dalla negoziazione tra la colf e l’employeur. È importante considerare anche eventuali benefici aggiuntivi, come pasti forniti o contributi al trasporto.

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