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Collocamento mirato persone sorde: cosa sapere

Collocamento mirato per persone sorde: come funziona? Le quote di riserva sono uguali per tutti? Ecco cosa dice la legge.

di Carmine Roca

Maggio 2024

Come funziona il collocamento mirato per persone sorde? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Collocamento mirato per persone sorde: cosa dice la legge?

Come previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera c) della legge numero 68 del 1999, anche le persone affette da sordità, di cui alla legge numero 381 del 1970, rientrano tra gli aventi diritto al collocamento mirato.

Le persone sorde che possono accedere al collocamento mirato sono coloro che sono state colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata, come disposto dal comma 3 dell’articolo 1, della legge 68/1999.

Il comma 2 della legge numero 95 del 2006 considera persona affetta da sordità il “minorato sensoriale dell’udito affetto da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che gli abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio.

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Collocamento mirato per persone sorde: la quota di riserva

Ma come funziona la quota di riserva per le persone sorde? Ricordiamo che, il lavoratore con disabilità e quindi il lavoratore affetto da sordità è tutelato dalla legge.

Il datore di lavoro o l’azienda che assume ha l’obbligo di destinare un numero di posti a chi beneficia del collocamento mirato.

Fino al 1999 e all’entrata in vigore della legge numero 68, alle persone sorde spettava una speciale quota di riserva pari all’1% delle assunzioni effettuate da datori di lavoro privati o enti pubblici con oltre 100 dipendenti assunti.

La quota contenuta nella legge 482 del 1968 è stata poi abrogata e sostituita da una quota di riserva generale che vale per tutte le persone con disabilità, senza distinzioni per tipologia di handicap.

Ovvero:

Collocamento mirato per persone sorde: le contestazioni delle associazioni di tutela

Una scelta contestata dalle associazioni di tutela, dal momento che, negli ultimi anni, si è assistito a una graduale diminuzione dei livelli occupazionali dei disabili uditivi.

Si considera che la quota totale dei lavoratori affetti da sordità è al di sotto dello 0,50%, quindi di gran lunga inferiore rispetto all’1% garantito prima dell’entrata in vigore della legge numero 68 del 1999.

A incidere sul percorso di inserimento lavorativo delle persone con sordità sono le difficoltà legate ai problemi di comunicazione.

Collocamento mirato per persone sorde: assunzione obbligatoria, cosa sapere?

Per l’assunzione obbligatoria delle persone sorde restano confermate le disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 della legge numero 308 del 13 marzo 1958.

L’articolo 6, comma 1, dispone che l’idoneità specifica all’esercizio delle mansioni per la persona sorda è accordata dal medico competente, con l’intervento di uno specialista in otorinolaringologia designato dall’ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi.

L’articolo 7 comma 2 prevede che, nello svolgimento degli esami orali per la interrogazione del candidato sordomuto, la commissione degli esami nei concorsi debba avvalersi di un esperto autorizzato dall’ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordomuti.

Collocamento mirato per persone sorde
Collocamento mirato per persone sorde: in foto un uomo e una donna parlano con il linguaggio dei segni.

Faq sul collocamento mirato

Chi può accedere al collocamento mirato secondo l’articolo 1 della legge 68/1999?

All’articolo 1 della legge, rientrano nelle categorie protette:

Come far parte delle categorie protette per il collocamento mirato?

Per far parte delle categorie protette e avere diritto al collocamento mirato (o obbligatorio) è necessario iscriversi negli elenchi dei Centri per l’impiego, del proprio Comune di residenza.

Dotati di certificato medico, rilasciato dalla commissione medica dell’Asl competente, in seguito alla visita di controllo, l’interessato dovrà recarsi presso il Centro per l’impiego e iscriversi alle categorie protette, compilando un apposito modulo e dichiarando di essere disoccupato e di avere più di 15 anni di età.

Quali dipendenti assunti vengono considerati ai fini del calcolo della quota di riserva?

Per il calcolo delle quote di riserva vanno conteggiati:

Il collocamento mirato è sempre obbligatorio?

No, alcuni datori di lavoro sono esonerati dall’assumere personale rientrante tra le categorie protette. La deroga vale per il settore del trasporto pubblico aereomarittimo terrestre e quello degli impianti su fune.

L’esonero riguarda anche il personale di cantiere e gli addetti al trasporto di datori di lavoro del settore edile.

Inoltre sono previste limitazioni dell’obbligo di assunzione:

Infine, le imprese con più di 35 dipendenti assunti possono chiedere di essere parzialmente esonerate dall’assunzione, se l’attività svolta è pericolosa per la salute del lavoratore con disabilità, o se sono previste particolari modalità di svolgimento della stessa.

L’obbligo di assunzione può essere sospeso se il datore di lavoro è in condizioni economiche disagiate e abbia fatto richiesta per cassa integrazione.

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