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Come andare in pensione 5 anni prima

Come andare in pensione 5 anni prima con la pace contributiva che è stata reintrodotta dal governo per il biennio 2024 e 21025. Come, quando e perché riscattare gli anni di vuoti contributivi e come funziona e quando si può applicare la misura disposta dall’esecutivo.

di Redazione

Dicembre 2023

Vediamo in questo post come andare in pensione 5 anni prima con la pace contributiva. La misura è stata reintrodotta dal governo per il biennio 2024 e 2025. Come funziona, quando e perché. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Torna la pace contributiva per il 2024 e 2025

Il 2024 segna il ritorno di una misura fondamentale per molti lavoratori italiani: la pace contributiva. Questa opportunità, già inserita con il “Decretone” del 2019, è di nuovo a disposizione per il biennio 2024-2025. Ma cosa implica esattamente questa misura? E come può aiutare i lavoratori a raggiungere la pensione in anticipo?

Che cosa è la pace contributiva?

La pace contributiva è un meccanismo che consente ai lavoratori di colmare i vuoti contributivi. Vuoti che possono derivare da periodi di inoccupazione, aspettativa, o anche da mesi trascorsi tra un impiego e l’altro, oltre a periodi di studio non riscattabili con il riscatto di laurea.

Come funziona?

  1. Copertura di periodi: la pace contributiva permette di coprire fino a un massimo di 5 anni, non necessariamente consecutivi, di vuoti contributivi.
  2. Periodi considerati: sono inclusi periodi di aspettativa, inoccupazione, transizione tra lavori, e alcuni periodi di studio.
  3. Riscatto: i lavoratori possono “riscattare” questi periodi, contribuendo così alla costruzione del proprio montante pensionistico.

Perché è importante?

La pace contributiva è dunque un’importante opportunità per molti lavoratori. In particolare, per chi punta a una pensione anticipata o desidera incrementare l’importo della propria pensione futura. Questo strumento diventa fondamentale nella pianificazione del proprio percorso pensionistico.

Vantaggi chiave:

Chi e come andare in pensione 5 anni prima

La pace contributiva, tuttavia, non è accessibile a tutti. Vi sono specifici requisiti per poter aderire a questo strumento:

  1. Lavoratori nel sistema contributivo puro: solo coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996 possono beneficiarne.
  2. Esclusione di alcuni periodi: non sono inclusi i “buchi” contributivi dovuti a mancati versamenti da parte del datore di lavoro o periodi coperti da contribuzione figurativa.

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Chi non può avere la “pace contributiva

Non tutti i lavoratori possono aderire alla pace contributiva. Ci sono specifiche condizioni che determinano l’ammissibilità a questa misura. Le restrizioni si basano principalmente sul tipo di sistema contributivo a cui il lavoratore appartiene e sui periodi contributivi accumulati fino a una certa data.

Sistema contributivo e anni di contribuzione

  1. Contributi dal 1° gennaio 1996: solo i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi da questa data in poi rientrano nel sistema contributivo puro. Essi possono accedere alla pace contributiva.
  2. Esclusione per calcolo misto e retributivo: i lavoratori che rientrano in sistemi diversi, come il calcolo misto o retributivo, sono esclusi. In particolare:
    • Calcolo misto: coloro che hanno meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
    • Calcolo retributivo: coloro che hanno almeno 18 anni di contributi versati al 31 dicembre 1995.

Implicazioni per i lavoratori

Questa distinzione è importante, determina chi può beneficiare del riscatto contributivo offerto dalla pace contributiva. I lavoratori che rientrano nei criteri di esclusione devono considerare altre strade per la pensione anticipata o per aumentare il montante contributivo.

Solo per i contributivi puri

I “contributivi puri” sono quei lavoratori che hanno iniziato a versare i loro contributi previdenziali a partire dal 1° gennaio 1996. Questa data è fondamentale poiché segna un cambiamento significativo nel sistema pensionistico italiano.

Criteri specifici per la pace contributiva

  1. Inizio dei contributi: solo coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1° gennaio 1996 possono essere considerati “contributivi puri”.
  2. Esclusione dei periodi coperti da contribuzione figurativa: i periodi in cui i contributi sono stati accreditati in maniera “figurativa” (ad esempio, periodi di malattia, servizio militare, ecc.) non sono riscattabili tramite la pace contributiva.
  3. Esclusione dei periodi senza versamento da parte del datore di lavoro: se il lavoratore era sotto contratto, ma il datore di lavoro non ha effettuato i versamenti contributivi, questi periodi non sono riscattabili.

Impatto per i lavoratori

Come abbiamo visto un ampio segmento di lavoratori, in particolare coloro che hanno iniziato l’attività lavorativa prima del 1996, non potrà beneficiare della pace contributiva. Questo limita l’accesso a un’opportunità importante per la pensione anticipata o per incrementare il montante contributivo.

Quanto costa il riscatto

È importante comprendere il costo della pace contributiva e come viene calcolato.

Calcolo del costo di riscatto

Il costo del riscatto dei periodi di vuoto contributivo è interamente a carico del lavoratore. La determinazione di questo costo segue criteri ben definiti:

  1. Base di calcolo:
    • Si basa sulla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi precedenti la domanda di adesione alla pace contributiva.
  2. Aliquote applicate:
    • 33% per lavoratori dipendenti.
    • 24% circa per lavoratori autonomi.
    • 25,72% per gli iscritti alla Gestione Separata INPS.

Queste percentuali vengono applicate alla retribuzione media percepita nei 12 mesi che precedono la domanda.

Esempio di calcolo

Supponiamo che un lavoratore dipendente abbia una retribuzione media di 30.000€ negli ultimi 12 mesi. Il calcolo sarà:

Massimo anni riscattabili e modalità di pagamento

Detrazione fiscale

Come andare in pensione 5 anni prima
Nell’immagina un lavoratore impegnato a calcolare i costi della pace contributiva per verificare se può andare in pensione con qualche anno di anticipo.

FAQ (domande e risposte)

Cos’è la pace contributiva reintrodotta nel 2024-2025?

La pace contributiva è una misura reintrodotta dal governo per il biennio 2024-2025, concepita per facilitare l’accesso alla pensione anticipata. Originariamente introdotta con la riforma del 2019, permette ai lavoratori di riscattare periodi non lavorativi come aspettativa, inoccupazione o intervalli tra diversi lavori, fino a un massimo di 5 anni, non necessariamente consecutivi.

Chi può beneficiare della pace contributiva per la pensione anticipata?

Possono beneficiare della pace contributiva quei lavoratori che rientrano nel sistema contributivo puro, ovvero coloro che hanno iniziato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996. La misura è particolarmente utile per chi desidera anticipare la pensione o aumentare il proprio montante contributivo.

Quali requisiti sono necessari per aderire alla pace contributiva?

Per aderire alla pace contributiva è necessario rientrare nel sistema contributivo puro, avendo quindi iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996. Sono esclusi coloro che appartengono al calcolo misto o retributivo, così come i periodi in cui non ci sono stati versamenti contributivi da parte del datore di lavoro.

Quali periodi sono riscattabili con la pace contributiva?

Con la pace contributiva è possibile riscattare periodi privi di contribuzione versata e non soggetti a obbligo contributivo, in un lasso temporale che va dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre 2023. Questo include periodi di aspettativa, inoccupazione e intervalli tra diversi impieghi.

Quanto costa riscattare anni per la pensione anticipata?

Il costo del riscatto è a carico del lavoratore e viene calcolato in base alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi. Le aliquote applicate sono del 33% per i lavoratori dipendenti, circa 24% per i lavoratori autonomi, e 25,72% per gli iscritti alla Gestione Separata INPS. L’importo viene poi moltiplicato per gli anni da riscattare, fino a un massimo di 5 anni.

È possibile dilazionare il pagamento del riscatto contributivo?

Sì, è possibile dilazionare il pagamento del riscatto contributivo fino a 10 anni, ovvero fino a un massimo di 120 rate mensili, a condizione che il riscatto non sia necessario per un accesso immediato alla pensione. Inoltre, l’importo versato per il riscatto è detraibile al 50% dall’imposta lorda, suddiviso in cinque quote annuali di pari importo.

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