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Come funziona il congedo per mobbing e stress

Come funziona il congedo per mobbing e stress: vediamo in questo post quando queste due condizioni collegate al lavoro possono allungare la malattia anche oltre il periodo di comporto.

di Redazione

Aprile 2024

Come funziona il congedo per mobbing e stress, ovvero quando queste due condizioni collegate al lavoro possono allungare la malattia oltre il periodo di comporto. Una situazione che riguarda un numero consistente di dipendenti. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come funziona il congedo per mobbing e stress: non solo salute fisica

Il benessere mentale è diventato, nel mondo del lavoro, importante come quello fisico. Affrontare il mobbing o gestire ambienti di lavoro particolarmente stressanti può incidere notevolmente sulla qualità della vita dei dipendenti.

In che modo ci si può tutelare?

In questo post ti forniremo informazioni sulla malattia da mobbing e stress, verificando quali sono le procedure e le conseguenze di richiedere un periodo di riposo per problemi legati a ansia e stress lavorativo (il ben noto burnout). Vi illustreremo come procedere in queste circostanze, offrendo consigli dettagliati per affrontare la situazione.

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Quando si può andare in malattia per stress da lavoro

Il diritto a prendersi una pausa dal lavoro a causa di stress o mobbing si attiva quando queste situazioni provocano ansia o altri disagi psicologici. Vediamo come si può ottenere il congedo:

Ottenere un certificato medico

Per accedere a questo diritto, è necessario, ovviamente, consultare un medico. Il professionista, dopo aver valutato la tua condizione, rilascerà un certificato che attesta la condizione e prescriverà un periodo di riposo.

Conseguenze dello stress da lavoro

Lo stress continuo sul lavoro non solo causa problemi come il burnout, l’ansia, la depressione e pensieri molto negativi, ma può anche portare a seri problemi fisici. Tra questi, ci sono le malattie del cuore e problemi ai muscoli e alle ossa.

Per l’azienda, questo stress ha conseguenze negative come peggioramento delle performance, più assenze e situazioni in cui le persone vengono al lavoro anche se stanno male e non riescono a lavorare bene. Aumentano anche i cambi di personale e gli incidenti sul lavoro. Le assenze per problemi di salute mentale di solito durano di più rispetto ad altre cause e i rischi legati al lavoro sono una grande causa di pensionamenti anticipati. I costi di tutto ciò per le aziende e la società sono enormi, arrivando a miliardi di euro.

In malattia per stress da lavoro: le visite fiscali

Anche quando sei in malattia per stress da lavoro, bisogna rispettare le regole che sono state imposte per le visite fiscali. Ovvero quei controlli effettuati per verificare l’effettiva necessità di assenza dal lavoro.

Orari di reperibilità

Per i dipendenti pubblici e privati, gli orari durante i quali devi essere reperibile a casa per la visita fiscale sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. In questi orari, è obbligatorio restare nella propria abitazione per consentire al medico incaricato dall’Inps di effettuare la verifica.

Fuori dagli orari di reperibilità

Al di fuori di questi orari, sei libero di uscire, e in alcuni casi, proprio per le patologie diagnosticate, è persino consigliato fare attività all’aperto, come passeggiate, che possono contribuire al tuo benessere.

Quando c’è l’esonero dalla visita fiscale

In determinate situazioni, il medico può decidere di esonerare il lavoratore dalla necessità di essere presente per le visite fiscali. Accade in particolare quando si ritiene che rimanere a casa durante gli orari di reperibilità non sia la situazione più adatta per migliorare le condizioni del lavoratore.

Condizioni per l’esonero

L’esonero dalla visita fiscale viene quindi concesso per favorire un più rapido recupero del dipendente, eliminando l’obbligo di rimanere a casa nelle fasce orarie prestabilite. In questo modo si consente al lavoratore di dedicarsi completamente alla propria guarigione senza le pressioni aggiuntive che sono inevitabili quando si è in attesa di possibili visite fiscali.

Quando a causare lo stress è il datore di lavoro

Ci sono casi in cui lo stress e l’ansia sono direttamente causati da determinati atteggiamenti del datore di lavoro. Se capita, le regole generali sul congedo per malattia possono essere adattate a favore del lavoratore.

Estensione del periodo di malattia

Infatti, se puoi dimostrare che le tue condizioni psicologiche sono il risultato di mobbing o di un comportamento vessatorio da parte del tuo superiore, potresti avere il diritto di prolungare il tuo periodo di malattia oltre i limiti usuali definiti dal tuo contratto di lavoro. In pratica andando oltre il cosiddetto periodo di comporto, che di solito varia da tre a sei mesi; questo limite potrebbe non applicarsi, permettendo al lavoratore di restare a casa fino alla completa guarigione.

Quando si può parlare di mobbing

Il mobbing è caratterizzato da una serie di comportamenti negativi e ripetuti nel tempo da parte del datore di lavoro o dei colleghi. Atteggiamenti che hanno l’intento di isolare o danneggiare il lavoratore.

Comportamenti vessatori

Questi atti possono includere una serie di azioni:

Mobbing e salute: connessioni e conseguenze

Il mobbing non solo incide negativamente sulla salute mentale del lavoratore, causando stress, ansia, depressione, perdita di autostima , ma può anche avere effetti sul futuro professionale della persona. Oltre alla possibilità di richiedere un congedo per malattia, il lavoratore può anche intraprendere azioni legali per ottenere il risarcimento per danni patrimoniali (come la carriera) o non patrimoniali (ad esempio, danni psicologici o morali).

Il mobbing si concretizza quando qualcuno al lavoro, un collega o un capo, compie azioni che hanno un solo obiettivo: fa sentire male un’altra persona. Può succedere, come abbiamo visto, in tanti modi. Questo comportamento ha spesso lo scopo di far andare via il dipendente vessato. E spesso per motivi che non hanno a che fare con il lavoro.

Il mobbing viene perpetrato per un periodo di tempo lungo e viene fatto in modo mirato. La persona che lo subisce si trova isolata e attaccata senza motivo, sia dentro che fuori dal lavoro.

Purtroppo, combattere il mobbing è difficile. La paura di perdere il lavoro e di non trovare altre soluzioni fa sì che molte persone sopportino senza reagire. La situazione è complicata anche perché non è facile difendersi e spesso non si viene presi sul serio.

Anche se ci sono delle leggi, non è semplice far riconoscere il mobbing come un vero problema legato al lavoro e punire chi lo fa. Ma è importante non arrendersi e cercare di far valere i propri diritti. Il mobbing è un abuso serio che va affrontato e fermato.

Come funziona il congedo per mobbing e stress

FAQ (domande e risposte)

Come si ottiene il congedo per mobbing e stress lavorativo?

Per ottenere un congedo per mobbing e stress lavorativo, è necessario che lo stress o il mobbing in ambiente lavorativo causino ansia o altri disturbi psicologici. Il primo passo è consultare un medico che, dopo aver valutato la situazione, può rilasciare un certificato medico che giustifica l’assenza dal lavoro per malattia e prescrive un periodo di riposo adeguato.

Quali sono i diritti dei lavoratori in malattia per stress?

I lavoratori in malattia per stress hanno il diritto di essere assenti dal lavoro durante il periodo indicato nel certificato medico. Durante gli orari di reperibilità stabiliti per le visite fiscali (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19), è obbligatorio rimanere nella propria abitazione per permettere le verifiche da parte del medico dell’Inps. Tuttavia, al di fuori di questi orari, i lavoratori possono uscire di casa, soprattutto se attività come le passeggiate contribuiscono al loro benessere.

Quando è possibile essere esentati dalla visita fiscale?

L’esonero dalla visita fiscale può essere concesso in alcuni casi per favorire il recupero del lavoratore. Se il medico ritiene che rimanere a casa durante gli orari di reperibilità non sia nell’interesse migliore del paziente, può decidere di esonerare il lavoratore dalla visita fiscale, eliminando così l’obbligo di rimanere a casa nelle fasce orarie stabilite.

Quali comportamenti definiscono il mobbing sul posto di lavoro?

Il mobbing sul posto di lavoro è definito da comportamenti persecutori e vessatori ripetuti nel tempo, con l’intento di emarginare, umiliare o danneggiare il lavoratore. Questi comportamenti includono insulti, offese verbali, atteggiamenti discriminatori, isolamento, demansionamento, sovraccarico di lavoro, minacce e intimidazioni, eccessivo ricorso al potere sanzionatorio, richiesta di straordinari o negazione delle ferie.

Come influisce il mobbing sulla salute dei lavoratori?

Il mobbing ha gravi conseguenze sulla salute fisica e psicologica dei lavoratori, causando stress, ansia, depressione, perdita di autostima e di fiducia in sé. Queste condizioni possono danneggiare anche la carriera del lavoratore e il suo futuro professionale.

In che modo il mobbing può estendere il periodo di malattia oltre il comporto?

Se si può dimostrare che l’ansia e lo stress sono stati causati dal comportamento vessatorio e mobbizzante del datore di lavoro, è possibile restare in malattia oltre i termini massimi stabiliti dal contratto collettivo di lavoro. In questi casi, il cosiddetto periodo di comporto, che generalmente va da tre a sei mesi, non si applica, permettendo al lavoratore di rimanere assente fino alla completa guarigione.

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