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Concorsi pubblici unica prova

Quali sono le novità in merito al tema dei concorsi pubblici e unica prova che sono state introdotte con il Decreto PA.

di Antonio Dello Iaco

Novembre 2023

La maggioranza che sostiene il governo Meloni ha approvato un nuovo regolamento in materia di concorsi pubblici e unica prova. L’intenzione è procedere in modo più spedito allo svolgimento delle selezioni e quindi alle assunzioni (scopri gli ultimi concorsi attivi e le offerte di lavoro. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Concorsi pubblici e unica prova: la riforma del Governo

Con il decreto numero 44 del 2023, noto anche come Decreto PA, sono state introdotte delle “disposizioni urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni pubbliche”.

Questo provvedimento ha stabilito importanti novità, in particolare per quanto riguarda le nuove assunzioni e le modalità di svolgimento degli avvisi pubblici.

Il cambiamento più importante prevede che fino al 31 dicembre 2026, le selezioni che non portano ad assunzioni a livelli apicali, possano prevedere anche solo la prova scritta. I colloqui orali quindi possono essere tranquillamente aboliti.

Il motivo di questa scelta è rendere le procedure di selezione più veloci, in modo da procedere con le assunzioni in termpi rapidi e adempiere a tutti gli obiettivi prefissati dall’agenda politica del Governo.

Addio ai test orali: è merito del PNRR

Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza è stato determinante per dire addio, anche se solo fino al 2026, ai colloqui orali nelle fasi di selezione pubblica. I progetti avviati infatti sono molti e, spesso, è necessario assumere nuovi lavoratori e lavoratrici per portarli a termine entro le scadenze.

Proprio per questo motivo è stata quindi prevista questa norma, approvata in tempi brevi sia alla Camera dei Deputati sia al Senato della Repubblica.

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Come si svolgeranno i concorsi pubblici? Tagliare i tempi

Il Decreto PA non introduce solo delle novità in merito alle modalità di svolgimento delle prove concorsuali ma anche per quanto riguarda le tempistiche.

Tra gli obiettivi fissati dall’esecutivo di centrodestra c’è la riduzione a sei mesi per l’espletamento delle selezioni pubbliche. Questo vuol dire che i concorsi dovranno terminare entro sei mesi dalla pubblicazione. Le assunzioni quindi, avverranno in tempi quasi immediatamente successivi alla pubblicazione delle graduatorie.

Riforma della Pubblica Amministrazione: al via ai concorsi regionali

La terza sostanziale novità riguarda la territorialità dei concorsi. Grazie a questo decreto infatti, le selezioni uniche nazionali potranno essere organizzati secondo due criteri:

In sostanza quindi, se un cittadino vuole partecipare a un concorso in una Pubblica Amministrazione, dovrà comunicare, all’atto della candidatura, in quale territorio (in genere si tratta di regioni ndr) si vuole andare a lavorare.

Ricordiamo che questa regola vale solo per i concorsi unici nazionali. È il caso, per esempio, di quelli banditi dalla commissione Ripam, un ente che fa capo al Dipartimento della Funzione Pubblica e mira all’attuazione del progetto di riqualificazione delle PA.

In sostanza, si occupa di bandire nuovi concorsi e di redigere delle graduatorie di durata pluriennale dalle quali le Pubbliche Amministrazioni possano attingere in caso di necessità di dipendenti.

Concorsi Ripam: che si fa se mancano candidati?

Visto che i concorsi unici nazionali saranno banditi per aree territoriali, cosa succederà se non ci dovessero essere abbastanza candidati rispetto ai posti di lavoro disponibili? In quel caso la normativa prevede una deroga.

Qualora non si dovessero riuscire a coprire tutte le posizioni aperte infatti, si procederà con lo scorrimento delle graduatorie dei territori confinanti nei quali è stata registrata un’eccedenza di candidati idonei.

Concorsi nella Pubblica Amministrazione e servizio civile: la riserva di posti

Il decreto voluto dall’attuale Governo per velocizzare le assunzioni nella Pubblica Amministrazione, prevede anche l’introduzione di riserve di posti per coloro che hanno svolto il servizio civile.

All’interno del provvedimento si legge infatti che, per i bandi che prevedono assunzioni di personale non dirigenziale, potrà essere prevista una riserva di posti pari al 15 per cento del totale. Potranno accedere a questa “esclusività” solo coloro che hanno concluso il servizio civile senza alcun demerito.

Il motivo dell’introduzione di questa riserva è incentivare i giovani ad aderire al programma nazionale di servizio civile, che nasce in sostituzione alla leva militare obbligatoria.

Sul sito ufficiale del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, proprio in riferimento a questo programma, si legge che «è la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio di difesa, non armata e non violenta, della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio».

Lavorare nella PA: al via gli accordi con le università

Durante i lavori parlamentari che hanno portato all’approvazione del nuovo provvedimento amministrativo sulla PA, sono stati presentati alcuni emendamenti. Uno di questi ha richiesto maggiori misure per avvicinare i più giovani al lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni.

In particolare, sempre fino al 31 dicembre 2026, gli enti statali potranno assumere lavoratori e lavoratrici con contratti di apprendistato o con accordi di formazione e lavoro. Il limite per ogni PA è il 10 per cento del proprio fabbisogno di nuovi dipendenti.

L’apprendistato potrà durate massimo tre anni per i giovani laureati. Gli enti avranno inoltre la possbilità di sottoscribere degli accordi con le università italiane con l’obiettivo di individuare degli studenti:

L’obiettivo di questi protocolli di intesa è quello di assumere a tempo determinato questi studenti e queste studentesse, utilizzando la formula del contratto di formazione e lavoro.

Contratto di formazione e lavoro: cosa accade alla fine dei tre anni?

I cittadini e le cittadine che saranno assunti con questi tipi di contratti, verranno inquadrati per tre anni come funzionari.

Alla scadenza degli accordi di lavoro, qualora dovessero ancora sussistere da parte dell’ente delle necessità di personale, il rapporto di lavoro diventerà a tempo indeterminato.

Nuovo decreto Pubblica Amministrazione: il punto sui concorsi futuri

Abbiamo riassunto tutti i dettagli del nuovo Decreto PA approvato dal Parlamento italiano, che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, in questa tabella:

Novita della normativa PADettagli
Colloqui oraliSelezione per assunzioni non apicali attraverso solo la prova scritta, escludendo i colloqui orali
Tempistiche dei concorsiConclusione dei concorsi entro sei mesi dalla pubblicazione del bando
Concorsi regionaliPossibilità di concorrere per un solo profilo e in un solo territorio alla volta
Riserva di posti per il servizio civile15% dei posti riservati a chi ha completato il servizio civile senza demerito
Accordi con le universitàAssunzione di studenti under 24 anni con contratti di apprendistato o formazione e lavoro, limitato al 10% del fabbisogno di nuovi dipendenti
Novita del Decreto PA
Concorsi pubblici unica prova
L’immagine rappresenta lo svolgimento dei concorsi pubblici e unica prova, come previsto dal nuovo Decreto PA.

FAQ sui concorsi pubblici in Italia

Come posso trovare informazioni sui concorsi pubblici in corso in Italia?

Per trovare informazioni sui concorsi pubblici attualmente in corso in Italia, è possibile consultare il sito web ufficiale della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o visitare i portali delle singole amministrazioni pubbliche.

Inoltre, è consigliabile seguire gli annunci pubblicati sulle principali piattaforme dedicate alle opportunità di lavoro come il portale di reclutamento INPA.

Quali sono i requisiti per partecipare a un concorso pubblico in Italia?

I requisiti per partecipare a un concorso pubblico in Italia variano in base all’ente e al tipo di posizione offerta.

In generale, è necessario essere cittadini italiani o di uno degli stati membri dell’Unione Europea, avere compiuto la maggiore età, e possedere specifici titoli di studio o esperienze professionali richieste per la posizione in questione.

Cosa succede se supero un concorso pubblico in Italia?

Se si supera un concorso statale in Italia si entra a far parte del personale dell’ente pubblico che ha indetto la selezione. Ciò significa che si otterrà un contratto di lavoro e si inizierà a svolgere le mansioni previste per la posizione vinta. Gli stipendi e i benefici variano a seconda dell’ente e della posizione.

Scopri quali sono gli ultimi concorsi attivi e le aziende che stanno assumendo in questi mesi.