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Cosa fare se non ti hanno versato i contributi

Cosa fare se non ti hanno versato i contributi? Come deve comportarsi il lavoratore e quali azioni deve intraprendere per tutelarsi. Una piccola guida per far rispettare i tuoi diritti e salvare la futura pensione.

di Redazione

Aprile 2024

Cosa fare se non ti hanno versato i contributi? Vediamo in questo post come il lavoratore può tutelarsi dopo aver scoperto che l’azienda non ha versato la contribuzione per un determinato periodo di tempo. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cosa fare se non ti hanno versato i contributi: primi passi

Scoprire che l’azienda non ha corrisposto i contributi previdenziali per un periodo di tempo può suscitare nel lavoratore una comprensibile incertezza. I contributi non versati sono un problema serio; influisce sul calcolo della pensione futura e su altri diritti legati alla previdenza sociale. È fondamentale, quindi, sapere come muoversi in queste situazioni per tutelare i propri diritti e interessi.

Quando ti accorgi del mancato versamento, il primo passo è cercare un dialogo con il proprio datore di lavoro. È possibile che si tratti di un semplice disguido facilmente risolvibile. Chiedere chiarimenti e sollecitare una regolarizzazione può essere la via più rapida per risolvere il problema. Tuttavia, non sempre questa azione porta ai risultati sperati.

Se il tentativo di dialogo non dovesse portare a una soluzione, è necessario rivolgersi all’INPS. Notificare all’istituto il mancato versamento consente di avviare le procedure per il recupero dei contributi.

Cosa dice la legge

Questa azione si basa sul principio di automaticità, come sancito dall’articolo 2116, comma 1 del codice civile, che garantisce al lavoratore le prestazioni previste dall’articolo 2114. Così si legge nella normativa: «Le prestazioni indicate nell’art. 2114 sono dovute al prestatore di lavoro, anche quando l’imprenditore non ha versato regolarmente i contributi dovuti alle istituzioni di previdenza e di assistenza, salvo diverse disposizioni delle leggi speciali”. Il lavoratore potrà anche agire in giudizio contro il datore di lavoro al fine di ottenere la “condanna del datore di lavoro al pagamento della contribuzione non prescritta».

Significa che, anche se il datore di lavoro non ha versato i contributi, il lavoratore ha comunque diritto a ciò che gli spetta per legge. Inoltre, il lavoratore ha la possibilità di agire legalmente contro il datore di lavoro per ottenere la condanna al pagamento dei contributi non prescritti.

Questa fase iniziale rispetto al mancato versamento dei contributi da parte dell’azienda è fondamentale. Prevede un tentativo di risoluzione diretta con il datore di lavoro, seguito dall’intervento dell’INPS in caso di mancata soluzione.

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Se sono passati più di 5 anni

Tutto semplice dunque? Non sempre. Se sono trascorsi più di cinque anni dal mancato versamento, per il lavoratore la questione diventa più complessa. La legge prevede una prescrizione quinquennale per i contributi previdenziali. Ovvero, se i contributi sono prescritti non possono essere versati all’INPS. Un problema non da poco: limita la possibilità per il lavoratore di accumulare diritti pensionistici per il periodo non coperto dai contributi.

La rendita vitalizia

Ma non tutto è perduto. Anche in presenza di una prescrizione, il sistema previdenziale italiano offre una soluzione: la rendita vitalizia. Questa opzione è pensata per i casi in cui il datore di lavoro, a causa della prescrizione, non possa più versare i contributi mancanti. In queste circostanze, è possibile richiedere all’INPS di istituire una rendita vitalizia reversibile a favore del lavoratore. La rendita viene calcolata sulla base della pensione o della quota di pensione che sarebbe spettata, tenendo conto dei contributi non versati.

Il meccanismo garantisce al lavoratore una forma di protezione e compensazione per i contributi non versati dal datore di lavoro, anche quando il recupero diretto dei contributi non è più possibile a causa della prescrizione.

Risarcimento danni

L’azione legale per il risarcimento

Nonostante i contributi possano risultare prescritti e, quindi, non più versabili, esiste anche un’altra strada per il lavoratore: il risarcimento del danno. La possibilità è prevista nei casi in cui il mancato versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro si traduce in un danno economico per il dipendente. Il danno si manifesta nella perdita totale o parziale del diritto a una pensione adeguata.

La prova scritta

Per intraprendere questa azione legale, è necessario dimostrare il rapporto di lavoro nel periodo interessato dal mancato versamento dei contributi e, di conseguenza, l’esistenza di un danno patrimoniale risarcibile. La prova del rapporto di lavoro e dei danni subiti deve essere documentata con una prova scritta, come contratti di lavoro, buste paga, comunicazioni con il datore di lavoro e ogni altro documento che possa attestare l’impiego e il mancato versamento contributivo.

Questa strada offre al lavoratore la possibilità di ottenere un riconoscimento economico per il pregiudizio subito a causa della mancata corresponsione dei contributi previdenziali, rappresentando un importante strumento di tutela dei propri diritti.

Come controllare se ti hanno versato i contributi

Verifica dell’estratto conto contributivo

Per assicurarsi che i contributi previdenziali siano stati regolarmente versati dall’azienda, è fondamentale consultare l’estratto conto contributivo. Questo documento è fondamentale per ogni lavoratore che intende accertare la corretta contribuzione INPS. L’estratto conto contributivo elenca tutti i versamenti effettuati, specificando il periodo di riferimento e la tipologia di contributo.

Modalità di accesso all’estratto conto

L’accesso a questo documento può essere effettuato in diversi modi:

  1. Recandosi presso un ufficio INPS, dove è possibile richiedere una copia dell’estratto conto contributivo direttamente agli impiegati.
  2. Contattando il Contact Center INPS al numero verde 803164, per ricevere assistenza nella procedura di richiesta.
  3. Attraverso un patronato o altri intermediari dell’INPS, che possono facilitare l’ottenimento dell’estratto conto per conto del lavoratore.
  4. Accedendo al sito INPS con lo SPID, il sistema di identità digitale che permette di consultare e scaricare l’estratto conto contributivo in modo autonomo e immediato.

Verificare periodicamente l’estratto conto contributivo è una pratica consigliata per mantenere sotto controllo la propria situazione contributiva e prevenire eventuali discrepanze o mancati versamenti. In caso di discordanze, è possibile segnalare la situazione all’INPS per le opportune verifiche e correzioni.

Cosa fare se non ti hanno versato i contributi
Nell’immagine un lavoratore controlla se gli sono stati versati i contributi previdenziali.

FAQ (domande e risposte)

Cosa fare scoprendo mancati versamenti contributivi?

Alla scoperta di mancati versamenti contributivi, il lavoratore deve inizialmente rivolgersi al proprio datore di lavoro per chiedere chiarimenti e sollecitare la regolarizzazione della situazione. Se questo passaggio non porta a una soluzione, è fondamentale informare l’INPS della situazione irregolare per consentire all’istituto di intervenire nel recupero dei contributi non versati.

Quando contattare l’INPS per contributi non versati?

Contattare l’INPS diventa essenziale quando il dialogo con il datore di lavoro non ha portato alla risoluzione del problema dei contributi non versati. È importante agire senza indugi, segnalando l’irregolarità all’INPS per avviare le procedure atte al recupero dei contributi.

Cosa succede se i contributi non sono versati per 5 anni?

Se i contributi non sono stati versati per un periodo superiore a 5 anni, si verifica una complicazione a causa della prescrizione quinquennale. In questa situazione, non è più possibile versare i contributi all’INPS per quel periodo. Tuttavia, il lavoratore non è lasciato senza protezione: può essere tutelato attraverso l’istituzione di una rendita vitalizia da parte dell’INPS, su richiesta del datore di lavoro inadempiente.

Come si ottiene una rendita vitalizia per contributi omessi?

Per ottenere una rendita vitalizia a seguito di contributi omessi, il datore di lavoro deve inoltrare una richiesta all’INPS. Questa rendita vitalizia sarà calcolata in base alla pensione o alla quota di pensione che sarebbe spettata al lavoratore, tenendo conto dei contributi non versati. È un’opzione prevista per situazioni in cui la prescrizione impedisce il versamento dei contributi mancanti.

È possibile il risarcimento per mancati versamenti contributivi?

Sì, è possibile ottenere un risarcimento danni per i mancati versamenti contributivi. Questo avviene attraverso un’azione legale contro il datore di lavoro, mirata a ottenere il risarcimento per il danno patrimoniale causato dalla perdita totale o parziale del trattamento pensionistico. Per avviare questa procedura, è necessario fornire prova scritta dell’esistenza del rapporto di lavoro e del mancato versamento dei contributi.

Come verificare il corretto versamento dei contributi INPS?

Per verificare il corretto versamento dei contributi INPS, il lavoratore deve consultare l’estratto conto contributivo, che può essere ottenuto in vari modi: recandosi presso un ufficio INPS, contattando il Contact Center INPS, attraverso un patronato o altri intermediari dell’INPS, o più semplicemente accedendo al sito INPS con lo SPID. Questo documento permette di verificare se i contributi sono stati versati correttamente e segnalare eventuali discordanze.

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