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Curriculum, ecco cosa conta per le aziende

Cambiano i tempi, cambiano anche le informazioni rilevanti nel curriculum: per le aziende conta più quello che il dipendente sa fare rispetto all’esperienza. In pratica l’anzianità di servizio sarà meno importante rispetto a quello che un giovane dimostra di poter fare. Soprattutto in alcuni settori.

di Redazione

Marzo 2024

Cambiano le informazioni che contano all’interno del curriculum: le aziende, sempre più alla ricerca di profili giusti, danno rilevanza a quello che un candidato sa fare piuttosto che all’esperienza. Cosa significa? L’anzianità di servizio sarà meno importante rispetto ai giovani che dimostrano di avere competenze pratiche. Questo è ancora più vero in determinati settori. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Curriculum, cosa cambia per le aziende

Le aziende stanno riorientando i criteri con cui valutano i candidati. L’attenzione è stata spostata dall’esperienza lavorativa alle competenze effettive. Un cambiamento che genera un nuovo sistema di valutazione dei curriculum: dimostrare cosa si sa fare diventa più importante della semplice anzianità di servizio. Accade in particolare nei settori informatico, tecnico e ingegneristico, dove le specifiche abilità tecniche e la velocità nell’applicarle sono diventate criteri decisivi.

La multinazionale Hays, leader nel recruitment specializzato e presente in 33 paesi, conferma questa tendenza con un’analisi del mercato del lavoro. Secondo lo studio, le aziende stanno cercando candidati che oltre a possedere le competenze richieste, siano in grado di adattarsi velocemente alle esigenze in continua evoluzione del mercato.

Hays, con un fatturato di oltre un miliardo di sterline e uffici in città chiave italiane come Milano, Roma, Bologna e Torino, sottolinea l’importanza di un curriculum dove sono messe in evidenza le competenze in modo chiaro e diretto.

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Competenza o esperienza?

L’analisi condotta da Hays ha dunque rilevato un cambiamento significativo nell’orientamento delle aziende, con una chiara preferenza verso le competenze specifiche rispetto all’esperienza accumulata. E infatti, nel 2024, tre responsabili delle selezioni su quattro, nel valutare i candidati, pongono le competenze ben al di sopra dell’esperienza pregressa.

Il cambio di paradigma

Questo cambio di paradigma nella selezione del personale dimostra che le competenze specifiche sono diventate la priorità assoluta. La carenza di personale qualificato in alcuni settori chiave, come l’informatica, spinge le aziende a rivalutare i criteri di selezione. Infatti, il 62% dei decision maker a livello globale identifica le competenze tecniche informatiche come uno dei bisogni più pressanti.

Tecnologia e competenze umane

Un altro trend significativo è il bilanciamento tra le competenze umane e l’avanzamento tecnologico, in particolare per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Mentre le aziende riconoscono il potenziale dell’IA nel migliorare la produttività, è evidente anche la necessità di utilizzare questa tecnologia in modo che supporti i lavoratori invece di rappresentare una minaccia per la loro posizione lavorativa.

Più occupati, ma l’offerta supera ancora la domanda

Il panorama lavorativo in Italia

Nel mondo del lavoro in Italia, si registra una fase dinamica e in evoluzione. A febbraio, il numero di occupati ha superato 23,7 milioni, con un tasso di occupazione che ha raggiunto il 61,8%. Questi indicatori positivi trovano conferma anche nelle previsioni di assunzione.

Analisi basate sui dati Unioncamere-Anpal, Sistema Informativo Excelsior indicano che, da febbraio ad aprile, le imprese prevedono di assumere 1,3 milioni di persone, con un incremento del 9,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Distribuzione geografica delle opportunità di lavoro

Le opportunità di lavoro variano in base alla geografia, con alcune regioni che mostrano tassi di crescita particolarmente elevati.

Tabelle delle regioni con il maggiore incremento di assunzioni:

RegioneAssunzioni Previste
Lombardia270.850
Veneto129.740
Lazio128.460
Valle d’AostaCrescita del 16,3%
CampaniaCrescita del 16%

La sfida nel reperimento di personale qualificato

Nonostante l’ottimismo generato dagli indicatori sull’occupazione, le aziende hanno difficoltà nel trovare candidati adeguatamente qualificati. In particolare nei settori tecnologico e ingegneristico, dove quasi la metà delle posizioni aperte risultano difficili da colmare a causa della mancanza di competenze specifiche.

La strategia del lavoro ibrido

Un cambio nell’approccio al lavoro

L’introduzione di modelli di lavoro ibrido stanno caratterizzando l’organizzazione delle aziende. Questi modelli sono ormai parte integrante delle strategie per attirare e trattenere i talenti. La competitività in termini di retribuzione da sola non è più sufficiente se non si tiene conto della soddisfazione lavorativa, delle opportunità di formazione e di avanzamento di carriera.

La preferenza per il lavoro flessibile

Uno studio di Gartner che ha coinvolto oltre 4.000 lavoratori ha rivelato che il 40% sarebbe pronto a lasciare il proprio posto se costretto a rinunciare alla flessibilità del lavoro da casa. Un dato che dimostra (ancora una volta) l’importanza crescente che viene data a un ambiente di lavoro che rispetti le esigenze e le preferenze dei dipendenti.

Prospettive future sul lavoro ibrido

Per il 2024, si prevede un rafforzamento di questa tendenza, nonostante il rallentamento della crescita della produttività a livello globale. Eppure quasi un quarto delle aziende prevede di modificare le proprie politiche sul lavoro ibrido nei prossimi 12 mesi, aumentando la necessità di una presenza anche fisica in ufficio.

Il caso di Deutsche Bank

Uno degli esempi più significativi di questo cambio di paradigma è rappresentato da Deutsche Bank. La banca, senza abbandonare completamente la flessibilità del lavoro da remoto, ha deciso di ridurre il limite massimo di lavoro da casa dal 60% al 40%. Questa politica entrerà in vigore da giugno.

Tabella Riassuntiva: Lavoro Ibrido e le Aziende

AspettoDettaglio
Strategia RetributivaNon sufficiente da sola
ImportanzaSoddisfazione, formazione, avanzamento
Studio Gartner40% lascerebbe se obbligato a rientrare
Cambio 2024Un quarto delle aziende modifica politiche lavoro ibrido
Esempio Deutsche BankDa 60% a 40% il lavoro da remoto

Lavoratori con disabilità

La crescente attenzione all’inclusione

Negli ultimi anni, le aziende hanno iniziato a mostrare una maggiore sensibilità verso l’inclusione delle persone con disabilità. Si avverte la necessità di creare un ambiente di lavoro più adatto alle esigenze di questi lavoratori. Non è solo una questione etica, contribuisce, infatti, anche a migliorare il benessere dei dipendenti e, di conseguenza, la loro produttività. Nonostante questi progressi, esiste però ancora una larga parte di lavoratori che non si sente coinvolta in iniziative di diversity, equity, and inclusion (DEI).

L’impatto dell’inclusione

Il focus sull’inclusione è anche una strategia cruciale per ridurre il turnover dei dipendenti. Una cultura aziendale che valorizza e sostiene tutti i suoi dipendenti può diminuire la frequenza con cui i lavoratori decidono di lasciare l’azienda, arrivando a ridurre il turnover anche del 50%.

Questo aspetto è particolarmente importante in un contesto lavorativo dove acquisire talenti con competenze specifiche diventa sempre più difficile.

Importanza dell’inclusione nelle aziende

Staff multigenerazionale

La diversità generazionale come risorsa

La composizione delle forze lavorative oggi è più eterogenea rispetto al passato. Sono inclusi dipendenti di diverse generazioni. Questa diversità è un’opportunità per le aziende. La varietà di prospettive e competenze che un team multigenerazionale apporta può arricchire l’ambiente di lavoro e incrementare l’innovazione.

La necessità di valorizzare i talenti

Con la continua carenza di competenze specifiche nel mercato del lavoro, è essenziale per le aziende non solo attirare ma anche trattenere e valorizzare i talenti a loro disposizione. Questo comporta la necessità di creare percorsi di carriera che tengano conto delle diverse esigenze e aspettative dei lavoratori, a prescindere dalla loro età.

Strategie per un team multigenerazionale

Per affrontare la diversità generazionale, le aziende possono adottare diverse strategie, come:

  1. Incrementare gli sforzi di reclutamento mirati alle persone all’inizio della loro carriera.
  2. Valutare le opportunità di reinserimento per coloro che sono in età più avanzata ma non ancora pronti per la pensione.
  3. Investire nella formazione e riqualificazione dei dipendenti che possiedono esperienza, ma necessitano di aggiornare le loro competenze.
  4. Esplorare modelli Hire-Train-Deploy, dove i candidati vengono formati su competenze specifiche e poi collocati in progetti o ruoli adeguati.

Oltre la retribuzione: soddisfazione e crescita

Per assicurarsi i talenti più richiesti, diventa fondamentale per le aziende guardare oltre una strategia limitata a una retribuzione competitiva. È importante considerare anche fattori come la soddisfazione sul lavoro, le opportunità di formazione e l’avanzamento di carriera.

Questi elementi devono essere adeguatamente strutturati per supportare i dipendenti nelle diverse fasi della loro vita professionale, creando un ambiente di lavoro che valorizzi la diversità d’età come una forza piuttosto che come un ostacolo.

Curriculum, ecco cosa conta per le aziende
Nell’immagine un giovane presenta il curriculum a un colloquio di lavoro.

FAQ (domande e risposte)

Cosa privilegiano le aziende nel curriculum nel 2024?

Nel 2024, le aziende privilegiano nel curriculum le competenze specifiche dei candidati rispetto alla loro esperienza lavorativa passata. La tendenza è quella di valutare maggiormente cosa un candidato sa fare concretamente, soprattutto in ambiti come quello informatico, tecnico e ingegneristico. Questo cambiamento è motivato dal bisogno delle aziende di trovare profili che possano adattarsi rapidamente alle esigenze attuali del mercato, enfatizzando la capacità di applicare direttamente le competenze acquisite.

Quali settori enfatizzano competenze rispetto all’esperienza?

I settori che maggiormente enfatizzano le competenze rispetto all’esperienza sono quelli legati alla tecnologia, all’ingegneria e all’informatica. Questi ambiti richiedono una costante aggiornamento e l’acquisizione di nuove abilità a causa dell’evoluzione tecnologica veloce, rendendo le competenze specifiche più rilevanti dell’anzianità di servizio o dell’esperienza accumulata in ruoli precedenti.

Come influenza l’IA la ricerca di talenti secondo Hays?

Secondo Hays, l’intelligenza artificiale (IA) influenza significativamente la ricerca di talenti, introducendo un cambio di paradigma nella valutazione dei candidati. L’IA promette di aumentare la produttività, ma allo stesso tempo richiede che le aziende trovino un equilibrio adeguato per sfruttarla come un supporto per i lavoratori e non come una minaccia. La tecnologia diventa così un elemento chiave nella ricerca di talenti, spingendo le aziende a cercare persone con competenze specifiche in grado di lavorare a fianco dell’innovazione tecnologica.

Qual è l’impatto del lavoro ibrido sulle politiche aziendali?

L’impatto del lavoro ibrido sulle politiche aziendali è significativo, poiché sempre più aziende riconoscono la necessità di offrire flessibilità e opzioni di lavoro a distanza come parte integrante della loro proposta di valore ai dipendenti. Il lavoro ibrido sta diventando una strategia cruciale per attirare e trattenere i talenti, soprattutto in vista del 2024, quando si prevede che quasi un quarto delle aziende modificherà le proprie politiche per richiedere una maggiore presenza in sede. Questo dimostra l’importanza di bilanciare le esigenze operative con le preferenze dei lavoratori per mantenere alta la soddisfazione e la produttività.

Perché è cresciuta l’attenzione verso l’inclusione nei luoghi di lavoro?

L’attenzione verso l’inclusione nei luoghi di lavoro è cresciuta perché le aziende hanno riconosciuto il valore di creare un ambiente che supporti la diversità, l’equità e l’inclusione (DEI). Una maggiore sensibilità verso questi temi aiuta a migliorare il benessere dei dipendenti, aumentando la loro produttività e riducendo il turnover. L’inclusione, quindi, non è vista solo come un obbligo etico ma anche come una strategia efficace per trattenere i talenti e affrontare la carenza di competenze specifiche nel mercato del lavoro.

Come possono le aziende valorizzare i team multigenerazionali?

Le aziende possono valorizzare i team multigenerazionali adottando strategie che riconoscano e sfruttino la diversità di età come un punto di forza. Questo include:

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