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Decontribuzione Sud, come funziona

Il governo ha rinnovato fino al giugno del 2024 la misura della decontribuzione Sud che consente ai datori di lavoro di risparmiare il 30% sui contributi da versare al dipendente. Nei giorni scorsi sono arrivati anche i chiarimenti dell’INPS su questa misura. Vediamo di cosa si tratta.

di Redazione

Gennaio 2024

La decontribuzione Sud è stata rinnovata dal governo anche per i primi sei mesi del 2024. I datori di lavoro potranno risparmiare il 30% della contribuzione a loro carico. I chiarimenti dell’INPS in un messaggio e l’ok dell’Unione europea. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la decontribuzione Sud?

La decontribuzione Sud è un sostegno economico concesso dal governo alle imprese nel Sud Italia. Istituita per la prima volta con il “decreto agosto” del 2020, questa misura offre ai datori di lavoro che operano nelle regioni meridionali un vantaggio economico. Si punta in questo modo a incentivare l’occupazione e sostenere le attività produttive in queste aree.

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Risparmio del 30% sui contributi

I datori di lavoro del meridione continueranno dunque a beneficiare di un risparmio del 30% sui contributi previdenziali a loro carico. Questo risparmio non include i premi Inail, ma rimane un vantaggio economico rilevante.

Impatto sulle imprese e l’economia regionale

Il 30% di risparmio sui contributi ha conseguenze dirette sul bilancio delle imprese. Riducendo i costi fissi legati alla gestione del personale, le aziende possono reinvestire le risorse in altre aree, come lo sviluppo del business, la formazione dei dipendenti o l’adozione di nuove tecnologie. Inoltre, questa misura può incentivare l’assunzione di nuovo personale, contribuendo alla diminuzione della disoccupazione nelle regioni del Sud.

Il ruolo dell’INPS

L’INPS ha un ruolo importante nella gestione della decontribuzione Sud. L’istituto, nella comunicazione numero 4695/2023, ha fornito i dettagli operativi di questa estensione, incluso l’ok ricevuto dall’Unione Europea. Questo passaggio conferma l’importanza della decontribuzione come strumento di politica sociale ed economica, non solo a livello nazionale ma anche europeo.

Benefici a lungo termine

Guardando al futuro, la decontribuzione Sud dovrebbe essere via via prorogata fino al 2029, con percentuali di sgravio che si adatteranno negli anni. Questa visione a lungo termine è fondamentale per dare certezza e stabilità alle imprese, permettendo loro di pianificare investimenti e strategie di crescita con maggiore sicurezza.

Decontribuzione Sud: quali regioni sono coinvolte?

La decontribuzione Sud è quindi (e come è già chiaro dal nome di questa misura) destinata alle regioni meridionali. Vediamo nel dettaglio.

Elenco delle regioni interessate dalla Decontribuzione Sud

La decontribuzione Sud copre le seguenti regioni, dove i datori di lavoro possono beneficiare di agevolazioni sui contributi:

Criteri di ammissione per i datori di lavoro

Per essere idonei a questa agevolazione, i datori di lavoro devono avere la loro sede di lavoro in una delle regioni sopra elencate. Tuttavia, vi sono alcune eccezioni importanti:

L’Impatto della decontribuzione sullo sviluppo regionale

Questa misura potrebbe avere un impatto positivo sullo sviluppo economico e occupazionale delle regioni meridionali. Con la decontribuzione Sud, si crea un ambiente più favorevole per la crescita delle imprese, l’investimento e l’assunzione di nuovo personale. Si punta a ridurre le disparità regionali e a promuovere una maggiore equità economica in Italia.

A chi spetta la decontribuzione Sud?

Non tutti possono accedere a questo beneficio. È importante comprendere chi ne ha diritto e chi è escluso per garantire un’applicazione corretta della misura.

Categorie escluse dall’esonero contributivo

Non tutti i datori di lavoro sono ammissibili per la decontribuzione Sud. Alcune categorie sono specificatamente escluse, tra cui:

Requisiti per l’accesso all’incentivo

Per accedere all’esonero contributivo della decontribuzione Sud, i datori di lavoro devono soddisfare alcuni requisiti chiave:

  1. Documento unico di regolarità contributiva: è essenziale possedere questo documento per dimostrare la regolarità contributiva.
  2. Rispetto degli obblighi di legge: i datori di lavoro devono adempiere a tutti gli obblighi legali pertinenti.
  3. Accordi e contratti collettivi: devono rispettare gli accordi e i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, se stipulati dalle organizzazioni sindacali rappresentative.

Il via libera dell’Unione Europea

L’approvazione dell’Unione Europea è un passo fondamentale per la realizzazione della decontribuzione Sud. Nel dettaglio, per il periodo gennaio-giugno 2024, il governo italiano ha richiesto e ottenuto il consenso dell’UE. Questa approvazione è stata concessa il 15 dicembre, riconoscendo il valore della misura nel sostenere le imprese durante un periodo di instabilità economica.

In particolare, l’UE ha riconosciuto l’importanza di questa misura nel contesto delle sfide economiche causate dalla crisi in Ucraina e dalle relative sanzioni economiche.

Aumento del massimale di erogazione degli aiuti

L’UE ha anche deciso di aumentare il massimale di erogazione degli aiuti. Un incremento che si traduce in maggiori opportunità per le imprese che possono beneficiare della decontribuzione Sud. I nuovi limiti sono:

Questa decisione amplia significativamente la portata dell’incentivo, permettendo a un maggior numero di imprese di trarne vantaggio.

Conseguenze per i datori di lavoro multisettoriali

I datori di lavoro che operano in più settori dovranno rispettare il massimale specifico per ogni attività. Tuttavia, il massimale complessivo per datore di lavoro non può superare i 2,25 milioni di euro. Questo aspetto è fondamentale per assicurare una distribuzione equa degli aiuti e per evitare abusi del sistema di sostegno.

Decontribuzione Sud, come funziona
Nell’immagine due operai assunti con il beneficio di decontribuzione Sud.

FAQ (domande e risposte)

Qual è la durata del rinnovo della decontribuzione Sud per il 2024?

Il rinnovo della decontribuzione Sud per il 2024 è stato confermato per i primi sei mesi dell’anno. Questo significa che l’esonero contributivo sarà applicabile da gennaio a giugno 2024, offrendo un periodo di sostegno significativo alle imprese idonee.

Quanto risparmiano i datori di lavoro con la decontribuzione Sud?

I datori di lavoro che beneficiano della decontribuzione Sud possono risparmiare il 30% della contribuzione a loro carico. Questo risparmio è applicabile sui contributi previdenziali, esclusi i premi Inail, fornendo un sostegno economico importante in un periodo di incertezza economica.

In quali regioni italiane si applica la decontribuzione Sud?

La decontribuzione Sud si applica nelle seguenti regioni italiane:

Queste regioni rappresentano le aree target dell’incentivo, mirando a sostenere lo sviluppo economico nel mezzogiorno d’Italia.

Come varia la percentuale di decontribuzione Sud dal 2021 al 2029?

La percentuale di decontribuzione Sud varia nel tempo come segue:

Questa variazione assicura che il supporto sia progressivamente adeguato nel tempo, in linea con le esigenze e le condizioni economiche.

Quali sono i limiti di erogazione degli aiuti Ue per la decontribuzione Sud?

I limiti di erogazione degli aiuti stabiliti dall’UE per la decontribuzione Sud sono:

Questi limiti sono stati innalzati recentemente per fornire un supporto maggiore alle imprese nelle condizioni economiche attuali.

Chi è escluso dall’esonero contributivo della decontribuzione Sud?

Dall’esonero contributivo della decontribuzione Sud sono esclusi i seguenti soggetti:

Inoltre, la fruizione dell’agevolazione è subordinata al possesso del documento unico di regolarità contributiva e al rispetto degli obblighi legali e contrattuali.

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