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Denatalità e giovani in fuga: la fine del Sud?

Denatalità e giovani in fuga, se non si inverte la tendenza per il Sud del Paese sono in arrivo anni molto duri. Entro il 2080 ci saranno 8 milioni di residenti in meno: una vera desertificazione. Che significa anche un inevitabile e ulteriore impoverimento. Vediamo com’è la situazione e quali sono le prospettive, anche immediate.

di Redazione

Dicembre 2023

La crescita del Sud rallenta dopo la pandemia, ma il vero problema è il futuro prossimo: denatalità e giovani in fuga rischiano di compromettere le possibilità di riscatto del Meridione. Questa zona d’Italia è quella che potrebbe pagare il prezzo più alto per la crisi demografica. Vediamo perché e quali sono le prospettive immediate. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

In crisi anche zone del Centro

Il Sud Italia non è l’unico a soffrire di difficoltà economiche. Anche le aree centrali del paese affrontano sfide simili. Dopo aver tentato di riprendersi dalla crisi economica causata dal Covid, queste zone potrebbero continuare a lottare nel 2024. La situazione si presenta in un contesto di crescita complessivamente debole per l’Italia.

Il recente rapporto Svimez, presentato a Roma, evidenzia questo scenario. È il cinquantesimo della serie e offre una panoramica storica delle sfide regionali. Pasquale Saraceno, noto meridionalista, ha contribuito con analisi ancora attuali. Mostrano come la crisi non si limiti al Sud ma tocchi anche le regioni centrali.

Questo scenario si caratterizza per alcuni aspetti chiave:

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Denatalità e giovani in fuga: i dati

Il fenomeno della denatalità e la fuga dei giovani nel Sud Italia emergono con preoccupazione dai dati illustrati da Luca Bianchi, direttore generale dello Svimez. Questi dati, sono stati esposti alla presenza di figure chiave come Adriano Giannola, presidente, e del ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto, rivelano tendenze preoccupanti.

Situazione nel Sud e nelle isole

Durante il biennio 2021-2022, il Sud e le Isole hanno seguito un trend simile al resto d’Italia. Ma ci sono segnali di grande preoccupazione

Impatto economico nazionale e regionale

L’impatto economico di questi fenomeni si manifesta sia a livello nazionale che regionale:

Questi dati sottolineano la necessità urgente di affrontare le sfide specifiche del Sud Italia, per evitare che la regione resti ulteriormente indietro rispetto al resto del Paese. La denatalità e la fuga dei giovani non sono solo questioni demografiche, ma hanno profonde implicazioni economiche e sociali che richiedono soluzioni mirate e immediate.

In un vecchio report dello Svimez si annunciava già la fuga dei giovani dal Sud e le catastrofiche conseguenze se associate anche a un calo importante delle nascite. Ecco il video

Denatalità e giovani in fuga: la crisi è gravissima

La situazione demografica nel Sud Italia sta raggiungendo un punto critico. Il calo della natalità e la fuga dei giovani sono fenomeni che stanno incidendo profondamente sui territori meridionali. Questa crisi non si limita alle aree rurali o meno sviluppate, ma colpisce anche i centri urbani.

Impatto sulle aree urbane e rurali

Il declino demografico dunque è evidente tanto nelle aree interne quanto nei centri urbani. Questo fenomeno si complica ulteriormente a causa della mancanza di immigrazione, che in passato aveva un ruolo compensativo.

Perdita di popolazione

Tra il 2011 e il 2023, il Sud e le Isole hanno perso oltre un milione di abitanti. Al contrario, la popolazione del Centro-Nord è rimasta più stabile. Questa perdita di residenti nel Sud è in gran parte attribuibile alla fuga dei giovani.

Un dato significativo riguarda la scuole: ne chiuderanno 1.200 nei prossimi 5 anni.

Fuga dei giovani laureati

Un aspetto allarmante è che circa il 50% dei giovani che lasciano il Sud sono laureati. Questa emigrazione di talenti amplifica la crisi, privando la regione di risorse umane qualificate essenziali per il suo sviluppo.

Proiezioni future

Se questa tendenza continua, si stima che nel 2080 il Mezzogiorno possa avere oltre otto milioni di abitanti in meno. Questo porterà il Sud Italia a trasformarsi da una delle aree più giovani a una delle più anziane del Paese.

Strategie di contenimento proposte da Svimez

Svimez suggerisce alcune misure per contrastare questa tendenza:

  1. Aumentare il tasso di occupazione femminile: ciò potrebbe aiutare a stimolare l’economia e migliorare la stabilità sociale.
  2. Promuovere la scolarizzazione: in particolare, l’istruzione universitaria dovrebbe essere una priorità per assicurare che i giovani del Sud abbiano le competenze e le opportunità per prosperare nella loro regione.

In questo post spieghiamo perché al Sud ci sono meno mamme che lavorano.

Questi dati e proiezioni mettono in luce la gravità della crisi demografica nel Sud Italia. Non solo è necessario affrontare le immediate conseguenze economiche e sociali, ma è anche fondamentale implementare strategie a lungo termine per invertire queste tendenze preoccupanti.

Denatalità e giovani in fuga: la fine del Sud?
Nell’immagine un gruppo di giovani del Sud che si appresta a emigrare.

FAQ (domande e risposte)

Qual è l’impatto della pandemia sulla crescita del Sud Italia?

La pandemia ha avuto un impatto significativo sulla crescita del Sud Italia, causando un notevole rallentamento. Dopo la pandemia, il Sud Italia ha faticato a riprendersi, soprattutto a causa di una economia che già prima della crisi sanitaria presentava fragilità strutturali. Il vero problema che emerge è legato al futuro prossimo, dove il Sud potrebbe affrontare sfide ancora maggiori a causa della denatalità e della fuga dei giovani.

Perché denatalità e fuga dei giovani sono problemi cruciali nel Sud?

Denatalità e fuga dei giovani sono problemi critici nel Sud Italia poiché rappresentano una minaccia diretta alla sua stabilità e al potenziale di crescita economica. La diminuzione delle nascite e la migrazione dei giovani, in particolare dei laureati, riducono il capitale umano necessario per lo sviluppo economico e sociale della regione. Questi fenomeni possono compromettere seriamente le possibilità di riscatto del meridione, rendendolo una zona vulnerabile a lungo termine.

Come influenzano le zone del Centro Italia i divari territoriali?

I divari territoriali influenzano anche le zone del Centro Italia. Queste aree, simili al Sud, hanno recuperato meno brillantemente dalla caduta economica causata dal Covid-19. Nel 2024, anche il Centro potrebbe affrontare difficoltà significative, specialmente in un contesto di crescita debole per l’intero Paese. Questo suggerisce che le sfide economiche e demografiche non sono isolate al Sud, ma sono un problema nazionale.

Quali dati emergono sul fenomeno della denatalità e giovani in fuga?

I dati evidenziano un allineamento tra il Sud e il resto d’Italia nel biennio 2021-2022, ma nascondono elementi di debolezza nelle regioni meridionali. Un contributo più limitato dell’industria e un ruolo maggiore per servizi e costruzioni caratterizzano questa fase. Inoltre, l’inflazione ha colpito duramente le famiglie del Sud, riducendo i redditi reali e aumentando la povertà. Circa il 50% dei giovani che lasciano il Sud sono laureati, un dato allarmante che indica la perdita di risorse umane qualificate.

Qual è l’effetto dell’inflazione sulle famiglie del Sud Italia?

L’inflazione ha avuto un effetto devastante sulle famiglie del Sud Italia. Ha ridotto significativamente i redditi reali a causa dell’aumento dei costi della vita. Questo, combinato con un aumento dell’occupazione caratterizzato da lavori poco remunerativi e part-time involontari, ha portato a un incremento della povertà nella regione.

Come prevede Svimez di contrastare la tendenza demografica negativa nel Sud?

Per contrastare la tendenza demografica negativa nel Sud, Svimez propone di aumentare il tasso di occupazione femminile e di promuovere la scolarizzazione, in particolare a livello universitario. Queste misure mirano a migliorare le competenze e le opportunità economiche nella regione, creando così un ambiente più favorevole per trattenere i giovani e invertire le tendenze demografiche attuali.

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