In questo approfondimento vi parleremo di detrazioni IRPEF pensioni 2024: cosa è cambiato dopo la riforma? (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Riforma IRPEF 2024: cosa è cambiato?
Soltanto ad aprile 2024 si vedranno gli effetti degli aumenti dovuti alla riforma dell’IRPEF operata con l’ultima Legge di bilancio.
Ricordiamo che, rispetto al 2023, le aliquote sono state ridotte da 4 a 3, con l’eliminazione dello scaglione al 25% e l’inglobamento dei redditi compresi tra 15.001 euro e 28.000 euro nello scaglione al 23%.
Tutto il resto è rimasto invariato. Significa che gli unici a beneficiare di una riduzione dell’IRPEF (del 2%) saranno proprio i redditi compresi tra 15.001 euro e 28.000 euro, che fino all’anno scorso versavano il 25% di IRPEF.
Di seguito le “nuove” aliquote IRPEF:
- 23% sui redditi fino a 28.000 euro annui;
- 35% sui redditi compresi tra 28.001 euro e 50.000 euro annui;
- 43% sui redditi oltre i 50.001 annui.
Facciamo alcuni esempi, per i redditi tra 15.000 euro e 28.000 euro, per comprendere meglio la portata dell’aumento delle pensioni, grazie all’IRPEF più basso:
- i redditi di 16.000 euro annui verseranno 3.680 euro di IRPEF anziché 3.700 euro, per un risparmio di 20 euro annui, circa 1,67 euro al mese (5 euro di arretrati);
- i redditi di 18.000 euro annui verseranno 4.140 euro di IRPEF, anziché 4.200 euro, per un risparmio di 60 euro annui, 5 euro al mese (15 euro di arretrati);
- i redditi di 20.000 euro annui verseranno 4600 euro di IRPEF, anziché 4.700 euro, per un risparmio di 100 euro annui, 8,35 euro al mese (25 euro di arretrati);
- i redditi di 23000 euro annui verseranno 5.290 euro di IRPEF, anziché 5.450 euro, per un risparmio di 160 euro annui, 13,33 euro al mese (40 euro di arretrati);
- i redditi di 25.000 euro annui verseranno 5.750 euro di IRPEF, anziché 5.950 euro, per un risparmio di 200 euro annui, 16,66 euro al mese (50 euro di arretrati);
- i redditi di 28.000 euro annui verseranno 6.440 euro di IRPEF, anziché 6.700 euro, per un risparmio di 260 euro annui, 21,66 euro al mese (65 euro di arretrati).
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Detrazioni IRPEF pensioni 2024: quali sono?
Come funziona per le detrazioni IRPEF per i pensionati, dopo la riforma?
Ricordiamo che le detrazioni fiscali sono quegli importi che riducono direttamente l’imposta lorda dovuta.
Le detrazioni IRPEF possono riguardare diverse categorie, come:
- spese sanitarie, per la parte che eccede la soglia dei 129,11 euro;
- spese mediche e sanitarie per persone con disabilità;
- spese veterinarie;
- interessi passivi del mutuo;
- spese sostenute per pagare l’affitto;
- spese scolastiche;
- spese per la frequenza di università pubbliche o private;
- spese per l’abbonamento ai mezzi pubblici;
- spese per l’assistenza personale di anziani o persone affette da disabilità;
- attività sportive dei figli;
- asilo nido;
- spese funebri;
- intermediazione immobiliare;
- erogazioni liberali alle società e associazioni sportive dilettantistiche;
- contributi associativi alle società di mutuo soccorso;
- contributi versati per il riscatto degli anni di laurea dei familiari a carico;
- premi per assicurazioni per il rischio di eventi calamitosi;
- bonus ristrutturazione;
- acquisto di mobili ed elettrodomestici;
- spese per lavori di risparmio energetico.
Detrazioni IRPEF pensioni 2024: a quanto ammontano?
L’articolo 13, comma 3 del TUIR, come modificato dalla Legge di bilancio 2022 per gli anni 2023 e 2024, ha disposto che, se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di pensione, di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), del TUIR, spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quella prevista al comma 1 dell’articolo 13 del TUIR, rapportata al periodo di pensione nell’anno, pari a:
- 1.955 euro, se il reddito complessivo non supera 8.500 euro (la no tax area). L’ammontare della detrazione spettante non potrà essere inferiore a 713 euro.
- di 700 euro, aumentata del prodotto fra 1.255 euro e l’importo corrispondente al rapporto fra 28.000 euro diminuito del reddito complessivo, e 19.500 euro, se l’ammontare del reddito è superiore a 8.500 euro, ma inferiore a 28.000 euro. Ad esempio: con un reddito di 15.000 euro spettano 836 euro di detrazioni; con un reddito di 20.000 euro spettano 515 euro di detrazioni; con un reddito di 25.000 euro spettano 193 euro di detrazioni.;
- di 700 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro, e inferiore a 50.000 euro. La detrazione, in questo caso, spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22.000 euro. Ad esempio: con un reddito di 30.000 euro spettano 636 euro; con un reddito di 35.000 euro spettano 477 euro; con un reddito di 45.000 euro spettano 159 euro.
- 0 euro, se il reddito è superiore a 50.000 euro.
Inoltre, l’articolo 13, comma 3-bis del TUIR, introdotto dalla Legge di bilancio 2022, ha disposto una detrazione aumentata di 50 euro se il reddito del pensionato è superiore a 25.000 euro e inferiore a 29.000 euro.
Con la Legge di bilancio 2024, invece, è stata introdotta una franchigia per l’accesso alle detrazioni per i redditi oltre i 50.000 euro, con una riduzione di 260 euro delle detrazioni fiscali complessive.

Faq sulle tasse e pensioni 2024
Quante tasse si pagano sulla pensione in Italia?
In Italia, le pensioni sono soggette all’imposizione fiscale. Le tasse sulla pensione indicano da diversi fattori, come l’ammontare della pensione stessa e la situazione personale del pensionato.
Il sistema fiscale italiano prevede una tassazione progressiva, il che significa che a seconda del reddito, si vietano diverse aliquote fiscali. Nel caso delle pensioni, si applica una trattenuta alla fonte, che viene calcolata in base all’importo della pensione. Questa trattenuta tiene conto delle detrazioni e delle deduzioni a cui il pensionato ha diritto.
Per avere un’idea approssimativa dell’importo netto della pensione, è possibile consultare le tabelle fiscali fornite dall’Agenzia delle Entrate o fare riferimento a un consulente fiscale. È importante tenere presente che la situazione fiscale di ciascun individuo può variare in base alle specifiche circostanze personali.
Come si fa a calcolare il netto della pensione?
Il calcolo del netto della pensione dipende da diversi fattori, tra cui l’importo lordo della pensione, le detrazioni fiscali e le trattenute previdenziali. Per ottenere un’approssimazione del netto mensile, puoi seguire questi passaggi:
- determina l’importo lordo della tua pensione mensile;
- verifica le detrazioni fiscali a cui hai diritto;
- sottrai le detrazioni fiscali dall’importo lordo della pensione;
- considera eventuali trattenute previdenziali, come l’INPS, che vengono applicate alla pensione;
- sottrai le trattenute previdenziali dal totale ottenuto al passaggio precedente;
- il risultato ottenuto rappresenta l’importo netto approssimativo della tua pensione mensile.
Ricorda che questi sono solo passaggi indicativi per avere un’idea del netto della pensione. Per un calcolo più preciso e personalizzato, è consigliabile consultare un consulente fiscale o fare riferimento alle informazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate.
Le norme in materia di fisco e pensioni variano molto spesso. È volontà del Governo poi mettere a punto, entro la fine della legislatura, il superamento della legge Fornero e l’introduzione delle pensioni minime di mille euro.
Come ottenere la detassazione della pensione trasferendosi all’estero?
Per ottenere la detassazione della pensione trasferendosi all’estero, è necessario presentare all’Inps un’attestazione di residenza fiscale rilasciata dall’autorità estera competente e un documento che attesti la cancellazione dalla anagrafe comunale italiana. È indispensabile avere la residenza all’estero per almeno 6 mesi l’anno.
Quali sono i Paesi esteri dove si pagano meno tasse sulla pensione?
Tra le mete più ambite troviamo la Francia e la Germania, ma negli ultimi anni hanno spopolato il Portogallo e le Canarie (Spagna). A seguire: la Russia, gli Stati Uniti, il Sudamerica (Argentina, Brasile, Venezuela), l’Asia (Filippine, Cina, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia), il Nord-Africa (Algeria, Marocco e Tunisia), l’Oceania e il Senegal. Questi appena elencati sono tutti Paesi fiscalmente appetiti dai pensionati italiani: si pagano poche tasse e generalmente si vive bene.
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