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Dipendenti pubblici: quando la liquidazione

Quando arriva la liquidazione per i dipendenti pubblici? Vediamo insieme i tempi di attesa e come viene erogato il TFS, in base all'importo maturato.

di Carmine Roca

Ottobre 2023

In questo approfondimento vedremo insieme quando arriva la liquidazione per i dipendenti pubblici (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la liquidazione per i dipendenti pubblici?

Quando parliamo di “liquidazione” ci riferiamo al TFS, il Trattamento di Fine Servizio, un’indennità erogata ai dipendenti pubblici statali al termine del rapporto lavorativo, se l’assunzione è stata effettuata prima del 1° gennaio 2001.

In relazione ai dipendenti degli enti locali, l’indennità è chiamata “Indennità di fine servizio”.

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Quali differenze tra TFS e TFR?

C’è differenza tra TFS e TFR, il Trattamento di Fine Rapporto. Il TFS non è di natura retributiva, ma presenta caratteristiche di tipo previdenziale, mentre il TFR è prettamente di natura contributiva.

Mentre per il TFR, l’accantonamento è a carico del datore di lavoro, il TFS è costituito anche dai versamenti di contributi previdenziali effettuati dal dipendente nella misura del 2,50% (il 7,10% è versato, invece, dal datore di lavoro), tenendo conto dell’imponibile relativo alle voci stipendiali principali.

Il TFS si calcola sulla base dell’ultima retribuzione percepita nella sua interezza, mentre il TFR matura alla conclusione del rapporto lavorativo, quindi non c’è alcuna connessione con la retribuzione percepita.

Quando arriva la liquidazione per i dipendenti pubblici

La liquidazione del TFS segue tempistiche differenti a seconda delle cause di cessazione del rapporto di lavoro. Mentre il TFR e il TFS dei dipendenti del settore privato vengono erogati, generalmente, entro 45 giorni dalla fine del rapporto lavorativo, i tempi di attesa per i dipendenti pubblici sono più lunghi:

Inoltre, nel primo caso (90 giorni), vanno aggiunti ulteriori 30 giorni dal conseguimento del diritto. Nel secondo (12 mesi) e terzo caso (24 mesi), devono essere aggiunti 90 giorni concessi all’ente previdenziale per l’istruttoria (senza interessi di mora).

Tempi di liquidazione per chi anticipa il pensionamento

È opportuno ricordare che il pagamento della liquidazione avrà tempistiche ancora più dilatate, nel caso in cui il dipendente statale dovesse anticipare il pensionamento rispetto ai requisiti anagrafici o contributivi previsti dalla legge Fornero.

Chi accede a Quota 100 (62 anni d’età e 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021), Quota 102 (64 anni d’età e 38 di contributi entro il 31/12/2022) e Quota 103 (62 anni d’età e 41 di contributi entro il 31/12/2023) riceverà la liquidazione a partire dalla data di raggiungimento del diritto teorico più favorevole (anagrafico, a 67 anni) e non dalla data di effettivo collocamento a riposo.

Parliamo, dunque, di almeno 5 anni di attesa (dai 62 anni per la pensione ai 67 anni di età pensionabile).

Come viene pagata la liquidazione ai dipendenti statali?

L’erogazione della liquidazione può essere effettuata:

In caso di pagamento a rate, la seconda e la terza rata saranno pagate dopo 12 e 24 mesi dalla data di decorrenza del diritto al pagamento della prima rata.

Si può chiedere l’anticipo del TFS?

Secondo quanto riportato dall’articolo 23 del decreto legge numero 4 del 2019, convertito in legge (numero 26) il 28 marzo 2019, il dipendente pubblico può richiedere alle banche che aderiscono all’Accordo Quadro sottoscritto tra ABI e i Ministeri interessati, l’anticipo di una quota di TFS/TFR, entro un limite massimo di 45.000 euro.

Il diritto spetta al dipendente pubblico che cessa il servizio per collocamento a riposo, avendo raggiunto i requisiti ordinari per l’accesso alla pensione anticipata o di vecchiaia (regole Fornero) oppure avendo optato per l’accesso alla pensione anticipata con Quota 100, Quota 102 o Quota 103.

Dal 1° febbraio 2023, gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali che hanno cessato il servizio e hanno diritto a un TFS non ancora interamente erogato, possono chiedere all’INPS l’anticipo per l’intero ammontare maturato o per una parte dello stesso, ad un tasso di interesse fisso pari all’1%.

Quando arriva la liquidazione per i dipendenti pubblici
Quando arriva la liquidazione per i dipendenti pubblici: in foto due uomini sorridenti, si stringono la mano.

Faq sui dipendenti pubblici

Un dipendente pubblico può intraprendere un’attività lavorativa occasionale?

Secondo la legislazione italiana, non è possibile per un dipendente pubblico svolgere altre attività lavorative, incluse le prestazioni occasionali. Questo è dovuto al principio di esclusività del rapporto di lavoro pubblico, stabilito per prevenire potenziali conflitti d’interesse. L’unica eccezione è se un dipendente pubblico lavora part-time, in tal caso potrebbe svolgere altri lavori occasionali che non contrastino con le sue mansioni nella pubblica amministrazione.

Come funzionano le detrazioni per i lavoratori dipendenti nel 2023?

Nel 2023, le detrazioni per i lavoratori dipendenti dipendono dalla fascia di reddito. Queste detrazioni sono utilizzate per ridurre l’importo da pagare per le imposte, alleviando così il carico fiscale. Gli importi di reddito e le misure delle detrazioni variano in base al reddito complessivo, come riportato nella tabella sottostante. Le detrazioni fiscali sono calcolate sui giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro, considerando anche festività, riposi settimanali e altri giorni non lavorativi.

Cosa succede se non dichiaro correttamente le detrazioni?

Dichiarare correttamente le detrazioni è essenziale per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Se non dichiari correttamente o non fornisci la documentazione richiesta, potresti essere soggetto a multe o interessi sulle tasse non pagate.

È importante essere diligenti nel processo di dichiarazione dei redditi e cercare assistenza da un professionista, se necessario. Ricorda che le agevolazioni per lavoro dipendente sono un modo legittimo per ridurre la tua responsabilità fiscale, ma è fondamentale farlo in modo accurato e onesto.

Il taglio del cuneo fiscale sarà confermato nel 2024?

Sì, il taglio del cuneo fiscale è stato confermato per il 2024. Non ci sono più dubbi su questa decisione. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, l’esponente di governo che ha l’ultima parola sulla prossima legge di Bilancio, ha dichiarato chiaramente: «Abbiamo deciso di confermare il taglio del cuneo fiscale anche nel 2024».

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