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Dipendenti statali e anticipo TFR/TFS

Dipendenti statali e anticipo del TFR: l'INPS fornisce chiarimenti importanti riguardo alla possibilità di anticipare le somme da riscuotere, ma c'è una condizione. Scopri qual è e cosa prevede nel dettaglio la possibilità.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo approfondimento parliamo di dipendenti statali e anticipo del TFR/TFS (scopri le ultime notizie su lavorodisoccupazioneofferte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Dipendenti statali e anticipo del TFR/TFS: di cosa si tratta

Dal 1° febbraio 2023, gli ex dipendenti pubblici in pensione hanno la possibilità di richiedere l’anticipo del TFS (Trattamento di Fine Servizio) o del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) all’INPS con condizioni favorevoli.

Coloro che aderiscono a questa misura devono versare all’INPS l’1% annuo come interesse e uno 0,5% una tantum per le spese. Le somme erogabili sono quelle in scadenza dopo almeno sei mesi dalla data della richiesta.

L’INPS, nella Circolare n. 79/2023, sottolinea che l’operazione, una volta completata, è irrevocabile e non può essere estinta anticipatamente.

Questa novità deriva dall’approvazione della delibera INPS n. 219/2022, che introduce una nuova prestazione sperimentale per il triennio 2023-2025, accessibile a tutti gli iscritti alla “gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali” dell’INPS, compresi pensionati o chi ha cessato il rapporto di lavoro con diritto al TFR o al TFS non ancora completamente erogato.

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Chi ne beneficia

Beneficiano di questa misura:

La maggior parte degli interessati sono ex dipendenti pubblici andati in pensione. Non ci sono restrizioni riguardo al tipo di diritto a pensione maturato.

Sono ammesse tutte le prestazioni “dirette,” comprese le recenti quote (Quota 100, Quota 102, Quota 103), la pensione anticipata, quella di vecchiaia, e altre prestazioni come l’Opzione donna, i requisiti agevolati per gli usuranti, e quelli previsti per il personale militare secondo il Dlgs n. 165/1997.

Anche chi ha cessato l’impiego per ottenere una prestazione di invalidità previdenziale può aderire.

Come si calcola il TFR? Scopri qual è la retribuzione da prendere in considerazione e quali sono i diritti dei lavoratori dipendenti e del datore di lavoro.

Dipendenti statali e anticipo del TFR/TFS: le condizioni

Se desideri ottenere un anticipo sul TFR o sul TFS, è importante essere iscritti al Fondo Credito durante il periodo pensionistico.

Normalmente, l’iscrizione è obbligatoria solo per i lavoratori attivi e termina alla fine del rapporto di lavoro, a meno che tu non manifesti il desiderio di mantenerla durante la pensione entro l’ultimo giorno di lavoro.

Una recente sanatoria ha permesso l’iscrizione anche dopo la fine dell’impiego, ma la domanda doveva essere presentata all’Inps entro il 20 febbraio 2022.

Verifica l’iscrizione controllando il cedolino della pensione o la busta paga per la trattenuta di finanziamento alla “gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali“.

Il contributo è dello 0,35% della retribuzione contributiva e pensionabile per i lavoratori dipendenti e dello 0,15% per i pensionati.

Scopri come si effettua il calcolo del TFR di una badante, chi paga questo trattamento, in cosa consiste l’anticipo e di quali sono gli obblighi del datore di lavoro.

Importo erogabile per dipendenti statali e TFR/TFS

l’INPS permette di richiedere un anticipo sul TFR/TFS anche se ci sono già altre cessioni o vincoli su di esso, purché la quota disponibile sia ancora libera.

Questo anticipo può coprire l’importo residuo rispetto a un prestito bancario precedentemente ottenuto, superiore ai 45.000 euro previsti dalla legge.

È possibile utilizzare l’anticipo per estinguere finanziamenti ottenuti dal Fondo Credito.

L’anticipo può riguardare solo l’importo del TFR/TFS maturato, disponibile dopo almeno sei mesi dalla domanda.

Quindi, può essere richiesto sia da coloro che stanno aspettando il pagamento della prima rata che da chi ha già ricevuto una o più rate del TFR e attende ulteriori pagamenti, considerando i tempi di erogazione che superano i 12 mesi per importi superiori a 50.000 euro.

Il richiedente può chiedere l’intero importo maturato o solo una parte, e se la richiesta è accolta, l’INPS effettua il pagamento in un’unica soluzione, riscuotendo le somme dovute dall’ente erogatore del trattamento.

Sull’anticipazione TFR si applica un tasso di interesse fisso dell’1% per l’intera durata del finanziamento, e c’è una ritenuta dello 0,50% per spese di amministrazione.

Scopri se è meglio il Tfr in azienda o il fondo pensione.

Dipendenti statali e anticipo del TFR
Dipendenti statali e anticipo del TFR. Nella foto: un uomo conta delle banconote in euro.

Dipendenti statali e anticipo del TFR/TFS: procedura per la richiesta

Per richiedere l’anticipazione del TFR/TFS, devi accedere al sito dell’INPS e cercare la funzione “Anticipazione ordinaria TFR per gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito)“.

Puoi anche delegare qualcun altro o rivolgerti a un CAF o un patronato. Nella domanda, indica se chiedi l’intero importo o meno, e se parte della somma è già impegnata, specifica l’importo effettivamente disponibile.

Una volta presentata la domanda, se hai i requisiti, l’INPS certificherà il TFR/TFS cedibile e invierà una proposta di cessione.

Devi accettarla entro 30 giorni; in caso contrario, la domanda viene rifiutata. Il contratto diventa definitivo solo dopo l’accettazione formale dell’INPS, comunicata dopo la verifica del budget disponibile.

Una volta concluso, il contratto è irrevocabile, e le somme erogate non possono essere restituite in anticipo.

FAQ su dipendenti statali e anticipo del TFR/TFS

Come si determina l’ammontare del TFR per dipendenti?

L’ammontare del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i dipendenti viene calcolato sommando, per ogni anno di servizio, la retribuzione utile del lavoratore divisa per 13,5. Questo metodo è inderogabile e si applica sia in caso di miglioramento che di peggioramento per il lavoratore.

Quali elementi rientrano nella retribuzione annuale per il TFR?

Nella retribuzione annuale per il TFR si includono tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, esclusi i rimborsi spese. Ciò comprende l’equivalente delle prestazioni in natura, tutti i compensi non occasionali, e i compensi arretrati dovuti per vertenze o rinnovi contrattuali con decorrenza retroattiva.

In che modo influisce la retribuzione utile sul calcolo del TFR?

La retribuzione utile influisce significativamente sul calcolo del TFR. Questa viene determinata sulla base della normativa legale o contrattuale in vigore al momento degli accantonamenti e non della normativa in vigore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto, ogni variazione nel corso degli anni nella retribuzione del lavoratore incide direttamente sull’ammontare del TFR.

Quali sono gli obblighi del datore di lavoro riguardo il TFR?

Il datore di lavoro è obbligato ad accantonare la quota di TFR, registrarla nel bilancio aziendale e comunicarne annualmente l’ammontare al lavoratore. Questo assicura trasparenza e correttezza nella gestione del TFR.

Cosa succede al TFR se il lavoro si interrompe nell’anno?

Se il rapporto di lavoro termina durante l’anno, la quota di TFR accantonata fino al 31 dicembre dell’anno precedente viene rivalutata in base all’indice ISTAT del mese di cessazione. La parte fissa del TFR (1,5%) viene calcolata in dodicesimi, proporzionalmente al periodo lavorato nell’anno. Se il rapporto di lavoro inizia e termina nello stesso anno solare, la quota di TFR non subisce rivalutazioni.

Come si Calcola il TFR/TFS nella Scuola?

Per i lavoratori della scuola, il calcolo del TFR/TFS inizia identificando la retribuzione dell’ultimo anno di servizio. Questo importo viene diviso per 12 e moltiplicato per l’80%. La cifra risultante è poi moltiplicata per gli anni di servizio. Ad esempio, un docente con una retribuzione annua di 35.000 euro e 43 anni di servizio avrà un TFR di circa 100.333 euro. In caso di pensione anticipata, la prima tranche del TFR viene erogata dopo almeno 27 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Se l’importo supera i 50.000 euro, la prima tranche coprirà solo questa somma, e per il resto si attende ulteriori 12 mesi dalla liquidazione della prima rata.

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