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Docenti precari permessi retribuiti: regole

Scopri quali sono le novità in merito al tema docenti precari e permessi retribuiti emerse dal nuovo contratto collettivo.

di Antonio Dello Iaco

Gennaio 2024

Sono arrivate importanti novità per docenti precari e permessi retribuiti. È stato firmato il contratto collettivo nazionale del lavoro CCNL scuola 2019-21. Prossimamente arriverà la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Docenti precari e permessi retribuiti: ecco i tre giorni all’anno

La novità più attesa e importante della firma del nuovo contratto collettivo di settore riguarda i permessi retribuiti per i docenti precari. A breve anche gli insegnanti che a tempo determinato avranno diritto ai tre giorni retribuiti all’anno per motivi personali o familiari.

Il precedente contratto riconosceva questo diritto solo agli assunti a tempo indeterminato mentre tra pochi giorni non sarà più così.

Oltre al personale docente supplente con contratto al 30 giugno o al 31 agosto, possono beneficiarne anche coloro che rientrano nel personale ATA. Chi appartiene a questa categoria può anche beneficiare di questi permessi a ore.

Supplenti brevi e permessi

Non sono previste invece novità per i supplenti brevi. Che siano docenti o personale ATA, non potranno beneficiare dei permessi retribuiti.

Questi sono infatti riconosciuti solo a coloro che hanno un contratto di lavoro in scadenza al 30 giugno o al 31 agosto.

Permessi retribuiti per i docenti a tempo indeterminato

Per i docenti a tempo indeterminato nulla cambia. Loro potranno ancora beneficiare dei tre giorni all’anno di permesso retribuito per motivi familiari o personali previsti.

A questi, come previsto dall’articolo 13 comma 9 del CCNL di settore siglato il 29 novembre 2007, si aggiungono anche i sei giorni di ferie pagati durante i periodi di attività didattica.

FERIE E PERMESSI DEI SUPPLENTI E DEI DOCENTI DI RUOLO. COME FUNZIONA????!

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Quali sono le altre novità del contratto collettivo

L’accordo collettivo sarà ufficiale tra pochi giorni. È in quel momento che potremo leggerne davvero tutti i contenuti nel dettaglio e potremo analizzarlo punto per punto. Tuttavia le novità previste dal provvedimento sono varie: proviamo ad analizzarne alcune insieme.

Mobilità per genitori e caregiver

All’interno del contratto viene data la possibilità al personale con figli a carico fino ai 12 anni o caregiver, di partecipare alle procedure di mobilità al fine di ottenere il ricongiungimento con il proprio figlio o con la persona disabile di cui si prende cura.

Congedo di paternità e per le donne vittima di violenza

Viene adottato, come previsto dal recepimento della direttiva europea avvenuto nel 2022, il ,ongedo di paternità obbligatorio per un periodo pari a dieci giorni.

Questi giorni sono fruibili in un arco temporale che va dai due mesi precedenti alla data presunta del parto ai cinque successivi.  

Vengono invece aumentati da 90 a 120 giorni i giorni di congedo riconosciuti per le donne vittima di violenza.

Transizione di genere e carriere alias

Il nuovo CCNL tratta anche tematiche sensibili e di piena attualità come quella delle carriere alias. Viene riconosciuto il diritto, per i dipendenti delle amministrazioni che hanno intrapreso un percorso di transizione di genere (legge n. 164/1982), la possibilità di ottenere un’identità alias diversa da quella “ufficiale” da usare, per esempio, per:

Novità CCNL scuola 2019-21: straordinari pagati di più

Nel contratto appena siglato ci sono buone notizie anche per quanto riguarda la retribuzione degli straordinari.

Rispetto all’accordo precedente infatti, i compensi orari per il personale ATA e docente per le prestazioni aggiuntive all’orario d’obbligo, saranno pagati il 10 per cento in più. Queste somme saranno caricare sul fondo di scuola (FMOF)

Supplenze e docenti di ruolo

Cambiano anche le regole in materia di supplenze per i docenti di ruolo. Viene infatti prevista la possibilità di accettare una supplenza annuale anche per un’altra tipologia di posto rispetto a quello occupato.

Per esempio, un docente titolare su posto comune potrà accettare una supplenza su una cattedra di sostegno nello stesso ordine e grado di scuola nella quale presta servizio.

Prima questa possibilità era prevista solo per un’altra classe di concorso o per un altro grado. Viene invece eliminata la possibilità per i docenti di ruolo di accettare supplenze su cattedre non intere.

Contratto collettivo nazionale del lavoro CCNL scuola: attività a distanza

Il CCNL dà anche la possibilità ai singoli istituti, tramite la preparazione e la pubblicazione di un apposito regolamento, di prevedere lo svolgimento a distanza delle attività di insegnamento. L’importante è che queste non siano quelle con carattere deliberativo.

Chi ha siglato il nuovo CCNL?

In attesa della pubblicazione in Gazzetta del contratto, dalle ultime bozze si evincono le confederazioni sindacali che hanno sottoscritto il nuovo CCNL di settore. Si tratta di:

Docenti precari permessi retribuiti: regole
L’immagine rappresenta i destinatari delle novità del CCNL scuola sul tema docenti precari e permessi retribuiti

FAQ sul ruolo del docente in Italia

Quando entrerà in vigore il nuovo CCNL scuola?

Il contratto collettivo è stato approvato. Per essere valido, e quindi entrare in vigore, è necessario attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale. Tuttavia, la normativa prevede che dal giorno immediatamente successivo alla firma, il documento è valido.

Stando ai tempi burocratici degli enti pubblici, il nuovo CCNL scuola dovrebbe arrivare in Gazzetta non prima dei prossimi giorni. Solo da quel giorno potremo consultarlo in modo dettagliato.

Cosa significa lavorare nella scuola in Italia?

Lavorare nella scuola in Italia è una scelta professionale che offre l’opportunità di contribuire all’istruzione e allo sviluppo dei giovani. Ci sono diversi ruoli all’interno del settore scolastico italiano, tra cui insegnanti, dirigenti scolastici, personale non docente e educatori.

Questi professionisti svolgono un ruolo chiave nell’educazione e nella formazione dei futuri cittadini italiani. Lavorare nella scuola richiede dedizione, passione e una profonda comprensione del sistema educativo italiano.

Quali sfide può incontrare chi lavora nella scuola italiana?

Lavorare nella scuola in Italia può comportare alcune sfide. Ad esempio, gli insegnanti possono affrontare sfide legate alla gestione delle classi, all’inclusione di studenti con esigenze speciali o alle pressioni legate alle valutazioni.

Il personale amministrativo può dover affrontare complessi processi burocratici. Per superare queste sfide, è fondamentale avere un forte supporto dalla propria istituzione e cercare opportunità di formazione continua per migliorare le competenze professionali.

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