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Rinunciando all’eredità si perde la reversibilità?

Vediamo in questo post se rinunciano all’eredità si perde la reversibilità, ovvero la possibilità di ricevere una quota della pensione (diretta o indiretta) del coniuge o del genitore deceduto.

di Redazione

Maggio 2024

Rinunciando all’eredità si perde la reversibilità, vediamolo insieme e chiariamo un aspetto che preoccupa molte persone, indecise tra complesse questioni ereditarie e la necessità di non perdere l’importo della reversibilità. (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è stata introdotta in Italia con il R.D.L. n. 636/1939 e ha subito diverse modifiche legislative nel corso degli anni. Questo beneficio è un sostegno economico erogato dall’INPS, per assistere i familiari di un defunto. E diciamolo subito: è indipendente dalle questioni ereditarie.

Questa prestazione si applica ai familiari del deceduto che rispondono a specifici criteri stabiliti dalla legge vigente. È riconosciuta in caso di morte di una persona che era già pensionata o che aveva i requisiti per ricevere una pensione di invalidità o di vecchiaia.

Criteri per la reversibilità

I criteri che i familiari devono soddisfare per accedere alla pensione di reversibilità comprendono:

La risposta alla domanda iniziale è dunque no: rinunciando all’eredità non si perde il diritto alla pensione di reversibilità. La reversibilità è concepita per fornire un sostegno finanziario indipendentemente dalle decisioni ereditarie del beneficiario.

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A chi spetta la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità (qui trovi i limiti di reddito per il 2024) è destinata ad alcuni familiari del defunto, garantendo loro un supporto finanziario dopo la sua morte. Questi beneficiari includono:

Beneficiari principali

Beneficiari secondari

Come e perché si rinuncia all’eredità

La rinuncia all’eredità è un’opzione legale disponibile alle persone chiamate a succedere in base a legge o testamento. La decisione deve essere presa entro un termine massimo di dieci anni dall’apertura della successione, che avviene con la morte del deceduto.

Opzioni di rinuncia

  1. Accettazione pura e semplice: può accettare l’eredità esplicitamente tramite una dichiarazione formale scritta, oppure tacitamente, dedotta da comportamenti che presuppongono l’intenzione di accettare (come gestire o vendere beni ereditari).
  2. Accettazione con beneficio di inventario: permette di accettare l’eredità mantenendo separati i patrimoni personale e ereditario, proteggendosi da eventuali debiti del defunto.
  3. Rinuncia all’eredità: si effettua con una dichiarazione formale di fronte a un notaio o al cancelliere del tribunale competente. Con questa scelta, la persona rinuncia a tutti i diritti e doveri legati al defunto, come se non fosse mai stato nominato erede.

Motivazioni per la rinuncia

Le ragioni per rinunciare all’eredità possono includere il desiderio di evitare debiti ereditari o complicazioni legali, o semplicemente la non volontà di essere parte delle vicende ereditarie. E lo ribadiamo: la rinuncia all’eredità non influenza il diritto alla pensione di reversibilità.

Rinunciando all’eredità si perde la reversibilità?

Per concludere, la risposta alla domanda se rinunciando all’eredità si perde la reversibilità è ovviamente negativa. La pensione di reversibilità è progettata per supportare i familiari del defunto basandosi sulla loro necessità e dipendenza economica, non sulla loro decisione di accettare o rinunciare all’eredità.

Punti chiave da ricordare:

Rinunciando all’eredità si perde la reversibilità?
Nell’immagine una vedova si chiede se rinunciano all’eredità si perde la reversibilità.

FAQ (domande e risposte)

Rinunciando all’eredità si perde la reversibilità?

No, rinunciando all’eredità non si perde il diritto alla pensione di reversibilità. La pensione di reversibilità è una prestazione economica con finalità assistenziale erogata dall’INPS, completamente sganciata dalla successione ereditaria.

Chi può ricevere la pensione di reversibilità in Italia?

In Italia, i beneficiari della pensione di reversibilità includono:

Quali condizioni devono soddisfare i figli per la reversibilità?

I figli devono essere economicamente dipendenti dal genitore defunto al momento della sua morte. Inoltre, i figli minorenni hanno diritto fino ai 18 anni, gli studenti fino ai 21 anni se iscritti a istituti di istruzione secondaria superiore o professionale, e fino ai 26 anni se impegnati in studi universitari. I figli con disabilità hanno diritto alla pensione di reversibilità senza limitazioni di età.

Come si può rinunciare formalmente all’eredità?

La rinuncia formale all’eredità avviene tramite una dichiarazione scritta di fronte a un notaio o al cancelliere del tribunale competente. È un atto che esprime la volontà di non succedere nei diritti e nei doveri del defunto, equiparando l’interessato a chi non è mai stato designato come erede.

L’accettazione dell’eredità può essere tacita?

Sì, l’accettazione dell’eredità può essere tacita. Tale accettazione si deduce da azioni compiute dall’individuo che presuppongono un’intenzione di accettare l’eredità, come la gestione o la vendita di beni ereditari.

A quali beneficiari spetta la reversibilità senza figli?

Senza figli, la pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite. In assenza di un coniuge, possono accedere alla pensione i genitori del defunto, se erano economicamente dipendenti da lui e non ricevono altre pensioni. In assenza sia di coniuge sia di genitori idonei, possono beneficiarne fratelli e sorelle non sposati del defunto, sempre che siano incapaci di lavorare, non percepiscano altre pensioni e fossero economicamente dipendenti dal defunto.

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