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Quando un figlio può essere assunto come badante

Scopri quando un figlio può essere assunto come badante secondo il nostro ordinamento e cosa cambia con i contributi.

di Antonio Dello Iaco

Giugno 2024

Quando un figlio può essere assunto come badante? Si tratta di una possibilità anche se richiede il rispetto di alcune condizioni specifiche. In questo articolo, vedremo quali sono le corrette procedure da seguire. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando un figlio può essere assunto come badante?

Le normative nazionali che regolano i rapporti di lavoro domestico sostengono che è possibile assumere un familiare come badante. Tuttavia, quando vi è una relazione di parentela inferiore al terzo grado, si presume che l’attività di assistenza venga svolta gratuitamente e non come prestazione lavorativa.

Per poter stipulare un contratto con un parente quindi, bisogna essere in grado anche di dimostrare che il rapporto sia effettivo e oneroso. Il familiare deve svolgere le prestazioni di assistenza in cambio di una retribuzione adeguata, e non per mero obbligo morale o affettivo nei confronti della persona assistita.

Come dichiarato dalla sentenza 4535 del 2018 della Corte di Cassazione è onere dell’INPS dimostrare che il rapporto di lavoro sia fasullo. Compito del familiare, è quello di chiarire l’effettività e l’onerosità dell’occupazione svolta attraverso la presentazione di atti e documenti che tutti i datori di lavoro devono inoltrare all’Istituto previdenziale.

Come si dimostra un reale rapporto di lavoro?

Per dimostrare la reale esistenza di una relazione lavorativa effettiva e onerosa tra le parti, è necessario rispettare tutti i criteri di base per l’apertura di un rapporto di impiego tra un datore e una badante. Questo quindi vuol dire che è necessario:

Chi sono i parenti entro il terzo grado?

Prima di procedere con l’articolo e affrontare un altro caso particolare che vede come protagonisti i coniugi, chiariamo chi sono i parenti entro il terzo grado con un semplice schema:

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Posso assumere come badante il coniuge?

È possibile assumere come collaboratore moglie o marito? No. L’INPS su questa casistica è stato molto chiaro. L’Istituto non accetta questa tipologia di rapporto lavorativo poiché ritiene che tra i coniugi vi sia una sorta di dovere reciproco di assistenza, sia morale e sia materiale.

Tuttavia, come sempre accade nell’ordinamento italiano e non solo, sono previste delle eccezioni a questa regola. È il caso de:

Ricordiamo però che resta fondamentale esplicare tutte le procedure obbligatorie generali, in modo da provare l’esistenza di un rapporto di lavoro effettivo e oneroso tra le due parti.

Perché l’INPS la pensa così?

È lecito chiedersi come mai per l’INPS l’assistenza tra coniugi è, di norma, un’attività non retribuita in quanto rientra tra i doveri civici delle parti.

La risposta è semplice. Secondo l’Istituto Previdenziale infatti, il rapporto di lavoro subordinato con un familiare così vicino all’assistito, nella maggior parte dei casi, è fittizio. Spesso, infatti, dietro a una falsa dichiarazione di pagamento, si nasconde la volontà di garantire a coniuge dipendente i contributi previdenziali necessari al raggiungimento dei requisiti pensionistici.

Assumere un parente come badante: meno contributi da versare

Assumere come collaboratore domestico un parente entro il terzo grado vuol dire poter beneficiare, in un solo caso specifico, di una riduzione di contributi obbligatori da versare.

La normativa in materia infatti afferma che, nel caso di convivenza nello stesso nucleo familiare tra il parente lavoratore e l’assistito, l’INPS non richieda di versare i CUAF. Si tratta dei contributi necessari a finanziare la Cassa Unica Assegni Familiari.

Dato che il datore di lavoro e il parente collaboratore domestico fanno parte dello stesso nucleo, il lavoratore non potrà richiedere gli assegni nucleo familiari e quindi non è tenuto al pagamento dei CUAF. In alternativa, sarebbe stato direttamente l’INPS a versare al dipendente gli importi previsti dagli ANF.

Quando un figlio può essere assunto come badante
L’immagine rappresenta un figlio che si prende cura della propria madre – quando un figlio può essere assunto come badante

FAQ sull’assunzione di una badante

Come verificare le competenze di una badante

Verificare le competenze di una collaboratrice è cruciale per assicurarsi che possa fornire un’assistenza adeguata. Puoi iniziare controllando le referenze fornite dai precedenti datori di lavoro. Inoltre, chiedi alla badante se ha completato corsi di formazione specifici nel settore dell’assistenza domiciliare e richiedi eventuali certificati.

Durante il colloquio, poni domande dettagliate sulle esperienze lavorative precedenti e valuta la sua capacità di gestire situazioni comuni nell’assistenza. Una prova pratica può anche aiutarti a valutare le sue competenze reali.

Come gestire il rapporto di lavoro con un badante

Gestire il rapporto di lavoro con un badante richiede chiarezza e comunicazione aperta. È importante stabilire fin dall’inizio regole chiare sulle mansioni, gli orari e le aspettative. Mantieni una comunicazione regolare per affrontare eventuali problemi o preoccupazioni.

Rispetta i diritti del badante, come ferie e riposi, e assicurati di pagare la retribuzione puntualmente. Creare un ambiente di lavoro rispettoso e collaborativo aiuta a mantenere un rapporto professionale positivo e duraturo.

Quali sono le responsabilità di una badante

Le responsabilità di una lavoratrice domestica variano in base alle esigenze della persona assistita. Generalmente, includono la cura personale, come l’igiene quotidiana, la somministrazione di farmaci, la preparazione dei pasti e l’assistenza nella mobilità.

In alcuni casi, la collaboratrice può essere responsabile anche della gestione della casa, come pulizie e spesa. È fondamentale definire chiaramente le mansioni nel contratto di lavoro per evitare fraintendimenti e assicurare che tutte le esigenze siano soddisfatte.

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