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In pensione con 31 anni di contributi

In pensione con 31 anni di contributi: con quali misure? Ecco le possibilità di accesso, i requisiti e gli importi delle pensioni.

di Carmine Roca

Agosto 2023

Come si va in pensione con 31 anni di contributi? Ne parliamo in questo approfondimento (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook)..

In pensione con 31 anni di contributi: quali possibilità?

Il nostro sistema previdenziale consente di andare in pensione con 31 anni di contributi, sia con la formula classica (di vecchiaia) che con almeno 3 soluzioni anticipate:

Non c’è possibilità di uscita per le altre formule anticipate, a partire dalla pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini; un anno in meno per le donne), passando per Quota 103 e Quota 41 per lavoratori precoci (41 anni di contributi), fino a Opzione Donna e alla pensione per lavori usuranti (35 anni di contributi).

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In pensione con 31 anni di contributi: importi pensione di vecchiaia

Si può andare in pensione con 31 anni di contributi, con la pensione di vecchiaia. Gli attuali requisiti anagrafici e contributivi rimarranno in vigore almeno fino al 31 dicembre 2024: 67 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi versati.

Ma quanto si prende di pensione con 31 anni di contributi? Per calcolare l’importo dell’assegno è necessario utilizzare il sistema misto, che tiene conto dei contributi versati fino al 1995 (metodo retributivo) e di quelli maturati a partire dal 1° gennaio 1996 (metodo contributivo).

Prendiamo come esempio un lavoratore dipendente di 67 anni, che ha versato 31 anni di contributi, di cui 10 anni fino al 1995 e 21 anni dal 1996 ad oggi, con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro.

Individueremo due quote: per la prima (retributiva) moltiplicheremo l’aliquota del 2% per gli anni di contributi versati fino al 1995 (20%), applicandola all’importo delle ultime retribuzioni percepite. L’importo della prima quota si aggira sui 6.000 euro.

Per la seconda quota ci calcoleremo il montante contributivo accumulato dal 1996 ad oggi: ogni anno, un lavoratore dipendente, accantona il 33% della sua retribuzione lorda. Il 33% di 28.000 euro è 9.240 euro, moltiplicato per 21 anni di contributi ci dà come risultato 194.040 euro, l’importo del montante contributivo.

Su questo valore incide il coefficiente di trasformazione, che trasforma l’importo del montante in quota di pensione: a 67 anni, il coefficiente di riferimento è del 5,723%. Il 5,723% di 194.040 euro è 11.105 euro, l’importo della seconda quota.

Ora sommiamo le due quote (6.000 euro e 11.105 euro) per avere l’importo lordo di un anno di pensione: 17.105 euro, circa 1.315 euro lordi al mese, intorno ai 1.000 euro netti al mese.

Con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro spetta una pensione netta mensile di 860 euro circa; con una retribuzione lorda annua di 23.000 euro spetta una pensione netta mensile di 770-780 euro.

In pensione con 31 anni di contributi: l’Ape Sociale

In pensione con 31 anni di contributi è possibile andarci anche con l’Ape Sociale.

L’anticipo pensionistico può essere richiesto al compimento dei 63 anni di età da alcune categorie di lavoratori, quali i disoccupati, i caregiver che da almeno 6 mesi assistono il coniuge o un familiare con disabilità grave; gli invalidi civili con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%.

A tutti loro occorrono almeno 30 anni di contributi versati (28 o 29 anni per le donne che hanno avuto, rispettivamente, due o più figli o un solo figlio).

Ma con 31 anni di contributi possono andare in pensione anche le lavoratrici edili e le ceramiste che hanno avuto almeno un figlio (il minimo è fissato a 32 anni di contributi).

Niente da fare, invece, per i lavoratori e le lavoratrici gravose: occorre aver versato almeno 36 anni di contributi (34 o 35 anni per le donne che hanno avuto, rispettivamente, due o più figli o un solo figlio).

L’importo dell’Ape Sociale è uguale al valore della pensione maturata al momento della presentazione della domanda, ma non può superare i 1.500 euro lordi al mese.

In pensione con 31 anni di contributi
In pensione con 31 anni di contributi: in foto alcuni anziani in un parco.

Faq su come andare in pensione con 31 anni di contributi

Come andare in pensione con 31 anni di contributi?

Le opzioni sono la pensione di vecchiaia e alcune soluzioni anticipate come l’Ape Sociale, il contratto di espansione e l’Isopensione. Al contrario, non è possibile utilizzare le altre formule anticipate come la pensione anticipata ordinaria o Opzione Donna.

Quali sono i requisiti per andare in pensione con 31 anni di contributi?

Per la pensione di vecchiaia, i requisiti attuali (validi almeno fino al 31 dicembre 2024) sono 67 anni di età e un minimo di 20 anni di contributi versati. Per le soluzioni anticipate, l’Ape Sociale richiede 63 anni di età e si rivolge a categorie specifiche di lavoratori, il contratto di espansione è per dipendenti di aziende con almeno 50 occupati e l’Isopensione per dipendenti di grandi aziende.

Quanto si guadagna con la pensione di vecchiaia con 31 anni di contributi?

L’importo della pensione di vecchiaia con 31 anni di contributi si calcola col sistema misto. Ad esempio, per un lavoratore di 67 anni con 31 anni di contributi e una retribuzione lorda annua di 28.000 euro, l’importo lordo di un anno di pensione è di circa 17.105 euro, ovvero circa 1.000 euro netti al mese.

Cosa comprende l’Ape Sociale per andare in pensione con 31 anni di contributi?

L’Ape Sociale permette di andare in pensione con 31 anni di contributi a 63 anni di età per alcune categorie di lavoratori. Queste includono disoccupati, caregiver e invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%. Per alcune categorie di lavoratrici, il minimo di contributi è fissato a 32 anni.

Come funziona il contratto di espansione per andare in pensione con 31 anni di contributi?

Il contratto di espansione può essere utilizzato da dipendenti di aziende con almeno 50 occupati che sono a non più di 5 anni dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia e hanno maturato il requisito minimo contributivo.

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