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Insegnanti di sostegno, candidati solo al Sud

Insegnanti di sostegno, candidati solo al Sud, mentre al Nord restano vacanti migliaia di posti. Un paradosso che impedisce una adeguata gestione dell’inclusione scolastica e non consente di riempire i vuoti in organico. Il quadro completo.

di Redazione

Febbraio 2024

Insegnanti di sostegno, i candidati sono solo al Sud, ma i posti liberi sono soprattutto al Nord. Un paradosso che testimonia anche una completa assenza di programmazione: una situazione che impedisce una gestione adeguata dei programmi di inclusione scolastica. Vediamo i dati. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Insegnanti di sostegno: in Lombardia 171 candidati per 4mila posti

La Lombardia registra un numero di candidati al ruolo di insegnante di sostegno decisamente inferiore rispetto ai posti disponibili. Analizziamo il caso specifico di questa regione per comprendere meglio le dinamiche e le possibili soluzioni.

Lombardia: divario tra domanda e offerta

In Lombardia solo 171 candidati si sono presentati per concorrere a ben 4mila posti di insegnante di sostegno. Un divario notevole che solleva questioni sulla distribuzione delle risorse umane nel settore dell’educazione inclusiva.

Gli insegnanti di sostegno sono fondamentali per l’integrazione degli studenti con bisogni speciali, questa disparità regionale minaccia l’efficacia dei programmi educativi dedicati.

In questo post puoi verificare come si richiede un insegnante di sostegno.

Il concorso insegnanti di sostegno 2024

Anche per il concorso insegnanti di sostegno 2024, la situazione non sembra migliorare. Il numero di posti liberi resta elevato e il rischio è che molte di queste posizioni rimangano vacanti, a causa di un numero insufficiente di professionisti qualificati pronti a ricoprirle.

Serve un cambiamento

La programmazione e la gestione delle politiche educative devono essere riviste per assicurare una distribuzione più equilibrata degli insegnanti di sostegno. Occorre un intervento strategico che incentivi la copertura di questi ruoli così cruciali per l’educazione.

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Insegnanti di sostegno: i numeri, la tabella

La tabella che vedi qui sotto fotografa la situazione attuale in tutta Italia.

REGIONEINFANZIAPRIMARIA
CANDIDATIPOSTICANDIDATIPOSTI
ABRUZZO23369544161
BASILICATA691111716
CALABRIA1991076121
CAMPANIA1.664483.484261
EMILIA ROMAGNA521180761760
FRIULI VENEZIA GIULIA141482173
LAZIO6281311.320518
LIGURIA12036171413
LOMBARDIA8440440411
MARCHE1105170112
MOLISE3515912
PIEMONTE39232481.357
PUGLIA769151.25992
SARDEGNA851211470
SICILIA1.299153.357261
TOSCANA27921930503
UMBRIA7527463
VENETO7550641.403
5.4901.03711.3549.348

La situazione paradossale è stata evidenziata da un recente studio elaborato dalla Cisl. Il report ha messo in luce la la distribuzione diseguale degli insegnanti di sostegno tra le regioni italiane. Dai dati raccolti, emerge un netto contrasto tra il numero di candidati e di posti disponibili, in particolare quando si guardano le differenze tra il Nord e il Sud del paese.

Cosa deve fare il docente per la diagnosi di disabilità a scuola.

Il paradosso del Nord

In Piemonte, la situazione è emblematica: per la scuola dell’Infanzia, 232 posti sono pronti per essere occupati e solamente 39 candidati si sono presentati. Nella scuola primaria, sono 1357 i posti disponibili, ma solo 48 insegnanti hanno risposto alla chiamata. Questa discrepanza si estende anche alla secondaria di primo grado, con 733 posti e soltanto 148 candidati.

In Lombardia, la situazione è ancora più drammatica. La scuola dell’infanzia vede 84 candidati per 440 posti; la primaria ha 171 candidati per 4.111 posti. Nelle scuole medie, 530 insegnanti competono per 2.091 posti, e al livello superiore, 1.434 candidati si disputano solo 122 posti.

Ti ricordo che nelle scuole italiane è aumentato il numero degli alunni con disabilità, ma mancano docenti adeguatamente specializzati.

Il paradosso del Sud

Al contrario, regioni come la Campania e la Sicilia presentano il problema opposto. In Campania, 1.664 candidati si contendono 18 posti per l’infanzia, e 3.484 per 60 posti nella primaria. La situazione nelle medie e nelle superiori non è migliore, con oltre 2.000 candidati per 74 posti, e quasi 5.000 per 38 posti. In Sicilia, le cifre sono altrettanto sbalorditive: 1.299 candidati per 15 posti all’infanzia, 3.357 per 51 posti alle elementari, 3.337 per 50 posti alle medie, e 5.538 per 31 posti nelle scuole superiori.

Insegnanti di sostegno solo a Sud: le cause

Nel sud Italia dunque i candidati per il ruolo di insegnanti di sostegno abbondano, ma si rivelano carenti al nord. Esaminiamo le cause di questo fenomeno.

Il declino demografico e l’interesse per l’insegnamento

Una delle ragioni principali di questo squilibrio è il calo demografico nelle regioni meridionali, accoppiato a un maggiore interesse per la professione di insegnante. Questi fattori creano un afflusso di candidati al sud, mentre al nord si assiste a un fenomeno opposto.

Per gli insegnanti di sostegno e l’inclusione degli alunni disabili c’è questa proposta di legge.

La gestione della formazione degli insegnanti

Le Università hanno il compito di gestire i Tfa, ovvero i percorsi di formazione per gli insegnanti di sostegno. Ma questa gestione non sempre risulta efficace. Si propone quindi di superare l’affidamento esclusivo alle università, valorizzando il ruolo delle scuole nella formazione pratica.

La necessità di specializzazione sul campo

Per gli insegnanti già in servizio sui posti di sostegno, è fondamentale offrire opportunità di specializzazione. Questo non solo valorizza l’esperienza acquisita sul campo, ma contribuisce alla qualità dell’insegnamento e dell’inclusione scolastica.

Ridurre la precarietà: un obiettivo primario

Attualmente, il tasso di precarietà tra gli insegnanti di sostegno è superiore al 50%. Per affrontare questa sfida, è necessario aumentare significativamente il numero dei posti in organico di diritto. In seguito, bisognerà intervenire sui percorsi di acquisizione dei titoli di specializzazione e sulle modalità di reclutamento.

Insegnanti di sostegno, candidati solo al Sud
Nell’immagine un insegnante di sostegno insieme al suo insegnante di sostegno.

FAQ (domande e risposte)


Perché mancano insegnanti di sostegno al Nord Italia?

La mancanza di insegnanti di sostegno al Nord Italia può essere attribuita principalmente a una programmazione non adeguata e a una distribuzione disomogenea dei candidati, che si concentrano maggiormente al Sud. Questo è aggravato dalla mancanza di candidati qualificati o interessati a ricoprire questi ruoli nelle regioni settentrionali, nonostante vi sia una maggiore disponibilità di posti.

Qual è il disallineamento tra posti e candidati per regione?

Il disallineamento tra posti e candidati si manifesta con un eccesso di posti disponibili al Nord e un eccesso di candidati al Sud. Ad esempio, in Lombardia ci sono 4mila posti disponibili con solo 171 candidati, mentre in Sicilia ci sono 3mila candidati per soli 51 posti. Questo squilibrio evidenzia una distribuzione non equa delle risorse umane nell’insegnamento di sostegno tra le diverse regioni italiane.

Quanti candidati e posti ci sono in Lombardia per l’infanzia?

In Lombardia, per la scuola dell’infanzia, ci sono 84 candidati per 440 posti, mostrando un marcato contrasto tra la domanda e l’offerta di insegnanti di sostegno qualificati per i più piccoli.

Quali sono le statistiche per gli insegnanti di sostegno in Sicilia?

In Sicilia, la situazione è opposta rispetto al Nord: si contano 1.299 candidati per la scuola dell’infanzia con solo 15 posti disponibili, 3.357 candidati per 51 posti nelle scuole elementari, 3.337 per 50 posti nelle scuole medie e 5.538 candidati per 31 posti nelle scuole superiori.

Quali soluzioni propone la Cisl per gli insegnanti di sostegno?

La Cisl propone di superare la gestione esclusiva delle università nei percorsi di formazione, valorizzando il ruolo delle scuole stesse e offrendo opportunità di specializzazione ai docenti già in servizio. Sottolinea l’importanza di un approccio più pratico e integrato, che valorizzi l’esperienza sul campo.

Come si potrebbe ridurre la precarietà nell’insegnamento di sostegno?

Per ridurre la precarietà, si dovrebbe aumentare il numero dei posti in organico di diritto e migliorare le modalità di reclutamento e formazione. Ciò includerebbe percorsi di specializzazione più accessibili e mirati, che permetterebbero di stabilizzare la forza lavoro e garantire una migliore qualità nell’educazione inclusiva.

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