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Isopensione, come funziona: la guida

Isopensione, come funziona: la guida agile e completa dello scivolo pensionistico che può anticipare l’uscita fino a 7 anni. Chi può accedere, con quali requisiti e qual è l’importo. Come funziona la contribuzione correlata e per quali aziende è possibile applicare questa misura.

di Redazione

Giugno 2024

L’Isopensione è uno scivolo pensionistico che consente di uscire dal lavoro con 7 anni di anticipo. La misura è stata prorogata fino al 2026 (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Sette anni di anticipo

L’Isopensione è stata introdotta nel 2013 e consente alle aziende con un organico mediamente superiore ai 15 dipendenti e ai lavoratori a fine carriera di chiudere in anticipo il rapporto di lavoro.

Questa misura fa parte del “pacchetto Fornero” e  in pratica consente l’esodo dei lavoratori anziani per favorire il ricambio generazionale. Lo scivolo può essere accessibile solo se c’è un preventivo accordo tra azienda, INPS e le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori.

L’Isopensione consente, dunque, un anticipo sull’età pensionabile fino a sette anni (articolo 1, comma 160 della Legge numero 205 del 2017). Il trattamento originario prevedeva al massimo quattro anni di anticipo.

Sarà l’azienda a versare l’assegno al lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni). Ma non solo. A carico dell’azienda “esodante” pesa anche la copertura contributiva, che sarà utile al dipendente per maturare il diritto e la misura dell’assegno pensionistico definitivo.

In pratica il lavoratore non dovrà subire nessuna penalità sulla pensione.

Abbiamo già accennato alle condizioni che devono essere rispettate per accedere all’Isopensione, vediamole nel dettaglio.

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Isopensione, accordo di esodo

Non ci può essere Isopensione se non c’è un preliminare accordo stipulato tra le organizzazioni sindacali e l’azienda. Un accordo che preveda la gestione dei cosiddetti esuberi.

Una volta sottoscritto l’accordo saranno poi i lavoratori a decidere se aderire o meno allo scivolo pensionistico. C’è da ricordare comunque che le aziende possono dare ulteriori incentivi al dipendente per spingerlo ad accettare lo scivolo.

L’accordo può rientrare tra quelli che riguardano le composizioni di una procedura di licenziamento collettivo.

Dall’accordo deve comunque risultare:

È ovvio che possono rientrare nell’Isopensione i lavoratori ai quali mancano mancano al massimo 7 anni per la pensione di vecchiaia (67 anni) o alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). 

Isopensione, cosa deve fare l’INPS

L’accordo raggiunto tra i sindacati e l’azienda deve essere sottoposto all’INPS per la validazione definitiva. L’istituto verificherà se tutti i lavoratori che hanno aderito abbiano i requisiti necessari per avere diritto allo scivolo pensionistico.

L’INPS accerta anche che siano rispettati i requisiti dell’impresa e in particolare che ci sia in media un organico superiore a 15 dipendenti.

Una volta terminati gli accertamenti, l’ente previdenziale rilascia un documento dove è contenuto l’onere complessivo del programma di esodo annuale (serve per la fideiussione bancaria): sarà inviato al datore di lavoro tramite Pec. Solo dopo l’accordo diventa efficace.

L’assegno di esodo, l’Isopensione, sarà pagato dal primo giorno successivo alla conclusione del rapporto di lavoro.

Isopensione, cosa deve fare l’azienda

Come detto il costo dell’Isopensione grava per intero sull’azienda. Sia dell’assegno pensionistico, sia dei relativi contributi.

Proprio per questo il datore di lavoro deve presentare una fideiussione all’INPS. Serve per coprire i costi in caso di insolvenza dell’impresa ed evitare quindi conseguenze negative per il dipendente in pensione. Infatti se l’azienda interrompe i pagamenti mensili, l’istituto potrà chiedere il versamento delle restanti rate al garante.

Se l’insolvenza si protrae per 180 giorni, l’INPS potrà incamerare l’intera fideiussione e proseguire il trattamento previsto.

C’è però sempre un rischio residuo per il lavoratore: se infatti anche il garante non paga la fideiussione, l’INPS non erogherà la prestazione e neppure i contributi.

Isopensione, gli importi

Al lavoratore spetta un assegno pensionistico che è pari al trattamento economico che riceverebbe andando in pensione in quel momento. Viene quindi esclusa la contribuzione figurativa che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo dell’esodo.

L’importo sarà quindi sempre leggermente inferiore a quello che il lavoratore percepirà alla cessazione dell’assegno (perché manca una contribuzione correlata).

Se ci sono eventuali maggiorazioni (come quelle riconosciute a chi ha una invalidità superiore al 74 per cento) saranno valutate a parte per determinare il diritto e l’importo pensionistico.

Ci sono dei limiti, vediamo quali:

Isopensione, contribuzione figurativa

La contribuzione che continua a versare il datore di lavoro anche mentre il dipendente riceve l’assegno dell’Isopensione è valida sia per il diritto sia per la misura della pensione.

Significa che il lavoratore avrà un importo della pensione di vecchiaia uguale a quello che avrebbe ricevuto se avesse lavorato per tutta la durata dell’Isopensione.

La contribuzione da versare si calcola sulla base degli ultimi due o quattro anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33.

Isopensione, come funziona: la guida
Nell’immagina una coppia di anziani che sorridono

Isopensione, scadenza anticipata

Il lavoratore che ha usufruito dello scivolo può anticipare la scadenza della misura (se ha i requisiti), presentando domanda per qualsiasi altro trattamento pensionistico alternativo (tipo Quota 103 o Opzione Donna).

Faq sull’Isopensione

Cos’è l’Isopensione e fino a quando è confermata?

L’Isopensione è uno strumento di prepensionamento per i lavoratori dipendenti di grandi aziende (con più di 15 impiegati). Il decreto Milleproroghe ha confermato l’accesso all’Isopensione fino al 31 dicembre 2026, con una proroga di ulteriori tre anni.

Come funzionava l’Isopensione prima della legge di bilancio del 2018?

Inizialmente, quando l’Isopensione fu introdotta con la legge numero 92 del 28 giugno 2012 (la legge Fornero), era possibile accedervi 4 anni prima di raggiungere l’età per la pensione di vecchiaia, ovvero a 63 anni. Ma con la legge di bilancio del 2018, questo scivolo pensionistico fu esteso fino a 7 anni, permettendo l’accesso all’Isopensione già a 60 anni di età.

Che cos’è l’assegno di esodo nell’Isopensione?

L’assegno di esodo è un assegno che viene pagato al lavoratore anziché licenziarlo. Questo assegno ha un importo pari alla pensione che il lavoratore avrebbe maturato fino a quel momento. L’obiettivo è accompagnare il lavoratore al prepensionamento, fornendogli un sostegno economico.

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