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La pensione di reversibilità fa reddito?

Scopri se la pensione di reversibilità fa reddito, come viene ridotta in base alla ricchezza del titolare e chi ne ha diritto.

di Antonio Dello Iaco

Maggio 2024

La pensione di reversibilità fa reddito? In tanti si chiedono se questa prestazione faccia o meno reddito e in quali casi viene decurtata. Facciamo chiarezza (scopri le ultime notizie sulle pensioni e su Invalidità e Legge 104. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

La pensione di reversibilità fa reddito

Partiamo da un concetto molto semplice e chiariamolo: la pensione di reversibilità fa reddito.

L’Agenzia delle Entrate infatti, riconosce questa misura come un reddito da lavoro dipendente. Questo vuol dire che le somme percepite ogni mese si vanno ad aggiungere all’eventuale reddito che già percepisci.

Se da un lato ricevere la pensione di reversibilità per molte famiglie è una salvezza dal punto di vista economico, per altre potrebbe causare delle problematiche dal punto di vista fiscale. Aumentando il reddito percepito, in questo caso, a carico di un singolo per la morte del coniuge, si potrebbe andare incontro a una tassazione più alta.

Come si riduce la pensione di reversibilità

Come dicevamo, la pensione di reversibilità fa reddito. Questo vuol dire che l’incentivo subisce delle riduzioni in percentuale alla ricchezza posseduta secondo questo schema:

REDDITOPERCENTUALE DI PENSIONE
inferiore a 20.429,37 euro100 %
da 20.429,38 a 27.239,16 euro75 %
da 27.239,17 a 34.084,95 euro60 %
superiore a 34.084,96 euro50 %
BONUS OVER 55, 60, 65 e 75 ANNI

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Cos’è la pensione di reversibilità?

La pensione di reversibilità è il termine più comune per indicare i trattamenti previdenziali ai superstiti. Gli accrediti pensionistici vengono riconosciuti in caso di decesso:

Chi ha diritto alla pensione ai superstiti?

I beneficiari della pensione di reversibilità o indiretta sono principalmente i coniugi dei defunti. In caso di loro mancanza il trattamento viene erogato ai parenti più vicini: dai figli, ai genitori o ai fratelli e sorelle.

Ne hanno diritto quindi:

Nel caso in cui il defunto abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con una apposita sentenza del Tribunale.

La pensione di reversibilità fa reddito?
L’immagine rappresenta delle banconote su un tavolo, sinonimo che la pensione di reversibilità fa reddito

FAQ sulla pensione di reversibilità

Come si richiede la pensione di reversibilità?

Per richiedere la pensione di reversibilità è necessario presentare una domanda all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). La richiesta va inoltrata entro un anno dalla data del decesso del pensionato.

Il richiedente deve compilare un modulo specifico, disponibile sul sito dell’INPS o presso gli uffici territoriali. Oltre al modulo, è necessario allegare una serie di documenti, tra cui il certificato di morte del pensionato, lo stato di famiglia, e i documenti di identità dei richiedenti.

È possibile presentare la domanda online, tramite il servizio dedicato sul sito dell’INPS, oppure di persona, recandosi presso un patronato o un ufficio INPS.

Quali documenti servono per la pensione di reversibilità?

Per ottenere la pensione di reversibilità, è necessario presentare una serie di documenti che attestano il diritto a questo beneficio. I documenti principali includono il certificato di morte del pensionato, che attesta ufficialmente il decesso.

Serve anche lo stato di famiglia, che documenta la composizione del nucleo familiare del defunto. Inoltre, è necessario fornire i documenti di identità dei richiedenti, come la carta d’identità o il passaporto. In alcuni casi, può essere richiesta anche la dichiarazione dei redditi, per verificare la situazione economica del beneficiario.

Altri documenti possono essere richiesti dall’INPS in base alla specifica situazione familiare e reddituale.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la pensione di reversibilità?

Il tempo necessario per ottenere la pensione di reversibilità può variare a seconda dei casi e della complessità della pratica. Generalmente, l’INPS impiega alcuni mesi per esaminare la domanda e verificare la documentazione presentata.

Una volta completata la verifica, l’INPS comunica l’esito della domanda e, se approvata, inizia a erogare la pensione di reversibilità. In alcuni casi, possono essere richiesti ulteriori documenti o informazioni, che potrebbero allungare i tempi di lavorazione. È importante presentare una domanda completa e corretta per evitare ritardi.

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