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Lavoratore divenuto disabile: obblighi del datore di lavoro

Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: quali sono? Ecco cosa dice la legge, quando è previsto il licenziamento e cosa sapere sul collocamento mirato.

di Carmine Roca

Agosto 2024

Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: quali sono? (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: quali sono?

Quando il dipendente non è più in grado di svolgere le mansioni per le quali era stato assunto, poiché divenuto disabile, cosa deve fare il datore di lavoro, a norma di legge?

Le soluzioni a disposizione dell’azienda o del datore di lavoro sono due: licenziare il dipendente oppure ricollocarlo ad altre mansioni, compatibili con le sue condizioni fisiche.

Una sentenza della Corte di Appello di Trento, nel 2023, ha fatto chiarezza sugli obblighi del datore di lavoro, riconoscendo loro nuovi doveri quando sopravviene la disabilità del dipendente.

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Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: le soluzioni ragionevoli

In primo luogo i datori di lavoro sono chiamati ad adottare soluzioni ragionevoli per consentire al proprio dipendente, ora disabile, di conservare il posto di lavoro nelle disponibilità dell’azienda e patto che questo non comporti oneri sproporzionati, per il datore di lavoro.

Anche se, per motivi di privacy, il datore di lavoro può non essere a conoscenza delle effettive condizioni di salute del lavoratore, a patto che non sia disposta la sorveglianza sanitaria, questi non è sollevato dal dovere di adottare provvedimenti che tutelino il dipendente con disabilità.

In parole povere non può procedere al licenziamento come giustificazione della condizione di disabilità del suo dipendente e nemmeno sfruttare la mancata conoscenza della sopravvenuta disabilità, per rescindere il contratto col lavoratore.

La sentenza numero 8 del 2023, della Corte d’Appello di Trento, ha stabilito che il datore di lavoro, una volta informato della malattia del dipendente, è obbligato ad adottare iniziative di tutela appropriate, venendo incontro alle esigenze del lavoratore, a partire dalla possibilità di concedere un periodo di aspettativa, evitando che scada il periodo di comporto, evitando la risoluzione del contratto.

Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: quando licenziare?

Ma il datore di lavoro può licenziare il dipendente con disabilità? , può farlo, ma soltanto dopo aver verificato che non ci sia alcuna possibilità di ricollocare il lavoratore in altre attività, ovvero il cosiddetto repechage.

Una volta data prova che il ricollocamento del dipendente in altre mansioni sia impossibile, ad esempio a causa di gravi problematiche di natura organizzativa oppure perché provocherebbe oneri spropositati da fronteggiare, il datore di lavoro può procedere al licenziamento del dipendente.

In caso contrario, il licenziamento potrà essere dichiarato nullo, in quanto discriminatorio nei confronti del dipendente con disabilità.

Questi potrà richiedere il reintegro e il riconoscimento di un’indennità a titolo di risarcimento di importo pari alla retribuzione che avrebbe percepito dal giorno del licenziamento fino alla data di reintegro.

La sentenza in questione ha accolto il ricorso di un lavoratore affetto da diabete di tipo 2, che aveva subito, a causa della malattia, l’amputazione di un dito della mano.

Il datore di lavoro, secondo la Corte d’Appello, una volta informato della malattia del dipendente, avrebbe dovuto agire per tutelarlo. Ma così non è stato.

Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: il collocamento mirato

Ma come funziona il collocamento mirato per il lavoratore divenuto disabile dopo l’assunzione?

Le aziende con più di 14 dipendenti sotto contratto sono obbligate a riservare una quota di assunzioni per i lavoratori disabili. La quota si estende anche ai lavoratori che diventano disabili durante il rapporto di lavoro.

L’articolo 4 della legge 68/99 riporta quali sono i criteri specifici da soddisfare, affinché un lavoratore diventato disabile possa essere incluso nella quota di riserva.

Ciò avviene per:

Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro
Lavoratore divenuto disabile e obblighi del datore di lavoro: in foto il datore di lavoro e un dipendente.

Faq su lavoro e disabilità

Quando un lavoratore invalido può perdere il posto?

Un lavoratore invalido può perdere il lavoro solo in circostanze specifiche, come ad esempio nel caso di giusta causa o giustificato motivo soggettivo. In altre situazioni, la legge fornisce particolari tutele a questi lavoratori.

Cosa fare se si diventa invalidi durante l’occupazione lavorativa?

Se una persona diventa invalida mentre è occupata lavorativamente, è importante seguire alcuni passaggi. Prima di tutto, bisogna presentare domanda per invalidità civile all’INPS per ottenere il riconoscimento dell’invalidità. Inoltre, è consigliabile informare il datore di lavoro della nuova condizione.

Bisogna informare il datore di lavoro in caso di riconoscimento di invalidità civile?

Non è obbligatorio, ma è bene comunicare al datore di lavoro il riconoscimento dell’invalidità civile. Questo aiuta a garantire che si ricevano le tutele e i diritti che la legge prevede per i lavoratori invalidi.

È obbligatorio comunicare al datore di lavoro l’appartenenza alle categorie protette?

No, non è obbligatorio informare il datore di lavoro dell’appartenenza alle categorie protette. Tuttavia, nei casi in cui si risponde a un annuncio di lavoro per categorie è necessario farlo.

Cos’è l’inabilità alla mansione?

L’inabilità alla mansione è connessa al tipo di lavoro svolto dal dipendente pubblico (articoli 71 e 129 del DPR numero 3 del 1957). Nel momento in cui il dipendente perde uno dei requisiti fisici o psichici essenziali per l’esecuzione di un determinato incarico, scatta l’inabilità alla mansione.

Per ottenerla è necessario che ci sia il riconoscimento dell’inidoneità da parte della competente commissione dell’Asl.

Inoltre è obbligatorio che il dipendente abbia maturato:

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