privacy
Home / Lavoro / Lavoratore non idoneo alla mansione, che succede?
×
Lavoro e Pensioni
×
icona-ricerca

Lavoratore non idoneo alla mansione, che succede?

Lavoratore non idoneo alla mansione: vediamo in questo post cosa succede, quali sono le procedure, quando si rischia il licenziamento e quali sono gli obblighi del datore di lavoro.

di Redazione

Aprile 2024

Lavoratore non idoneo alla mansione, che succede? Vediamo come funziona la ricollocazione, quali sono le procedure che possono portare al licenziamento, cosa ha stabilito la Cassazione e quali sono gli obblighi del datore di lavoro. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Quando scatta l’obbligo di ricollocamento

L’obbligo di repêchage non è esplicitamente previsto dalla normativa ma è stato riconosciuto da una serie di interpretazioni della giurisprudenza. Impone al datore di lavoro di esaminare la possibilità di ricollocare il lavoratore in un’altra mansione compatibile con le sue condizioni di salute e le sue capacità lavorative rimanenti.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro è tenuto a:

Se il lavoratore accetta la nuova mansione, il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni. Invece, se il lavoratore rifiuta l’offerta, il datore di lavoro può procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo, sempre nel rispetto del periodo di preavviso previsto.

Diritti del dipendente

Il dipendente ha diritto alla Naspi (l’assegno di disoccupazione) anche se rifiuta la mansione equivalente. Se invece il rapporto di lavoro si conclude per volontà del lavoratore (ad esempio, per dimissioni volontarie), non avrà diritto a tale assegno.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Le mansioni disponibili

Quando un lavoratore rifiuta la mansione alternativa, il datore di lavoro può optare per il licenziamento. Ma deve essere precisato un aspetto: se il licenziamento viene contestato in sede giudiziaria, il datore deve dimostrare l’assenza di altre mansioni compatibili all’interno dell’azienda.

Procedura in caso di contestazione giudiziaria

  1. Dimostrazione della mancanza di mansioni compatibili: il datore di lavoro deve provare che non ci sono altre posizioni disponibili che il dipendente possa ricoprire adeguatamente.
  2. Riassunzione obbligatoria: se il giudice ritiene il licenziamento illegittimo, l’azienda sarà obbligata a reintegrare il lavoratore nella stessa mansione di partenza.

Lavoratore non idoneo alla mansione: la Cassazione

La Corte di Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro non può procedere al licenziamento di un dipendente per inidoneità fisica o psichica senza prima aver esaminato e tentato ogni possibile soluzione per il recupero del lavoratore. Tutto deve però avvenire nel rispetto delle capacità organizzative dell’azienda e delle posizioni disponibili.

Requisiti per la ricollocazione secondo la Cassazione

Il lavoratore deve essere sempre informato

La comunicazione tra datore di lavoro e dipendente è essenziale quando si tratta di ricollocazione per inidoneità lavorativa. La Cassazione ha sottolineato l’importanza di informare adeguatamente il lavoratore sulle conclusioni delle visite mediche e sulle opzioni di ricollocazione disponibili.

Importanza della trasparenza informativa

Obblighi documentabili del datore di lavoro

Il datore di lavoro deve non solo informare, ma anche dimostrare di aver compiuto tutti gli sforzi pratici per reinserire il dipendente in posizioni compatibili con il suo stato di salute e le sue qualifiche. È incluso l’obbligo di documentare ogni tentativo di trovare una soluzione che permetta al dipendente di continuare a contribuire all’organizzazione.

Conclusione

In conclusione, il trattamento dei lavoratori non idonei alla mansione richiede un approccio meticoloso e rispettoso da parte dei datori di lavoro. La chiave è nella ricerca attiva di soluzioni alternative prima di procedere con decisioni come il licenziamento, assicurandosi che ogni passaggio sia documentato e che il lavoratore sia tenuto informato in ogni fase del processo.

L’obiettivo finale è proteggere sia l’integrità professionale del lavoratore sia le esigenze operative dell’azienda. Le direttive della Cassazione, insieme alle procedure stabilite per la ricollocazione e i diritti di comunicazione, creano un quadro che supporta i lavoratori nel loro percorso professionale, anche in presenza di significativi problemi legati alla salute.

Lavoratore non idoneo alla mansione, che succede?
Nell’immagine un lavoratore riferisce al suo datore di lavoro le difficoltà a svolgere la mansione, sullo sfondo il medico aziendale.

FAQ (domande e risposte)

Cosa accade a un lavoratore non idoneo alla mansione?

Quando un lavoratore viene considerato non idoneo alla sua mansione attuale, si attiva un processo di ricollocazione guidato dalle necessità di adattare il ruolo lavorativo alle sue condizioni di salute e capacità residue. Il datore di lavoro deve valutare le opzioni disponibili all’interno dell’azienda per trovare una posizione che il dipendente possa svolgere senza rischi per la sua salute. Se non si trova una soluzione adeguata, e il lavoratore rifiuta le alternative proposte che non implicano una dequalifica, può seguire un licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Qual è l’obbligo di ricollocamento per il datore di lavoro?

L’obbligo di ricollocamento, detto anche repêchage, si basa su una interpretazione consolidata della giurisprudenza e richiede che il datore di lavoro esplori attivamente la possibilità di impiegare il lavoratore in un’altra mansione compatibile. Questo processo include la valutazione delle capacità lavorative residue del dipendente, la ricerca di ruoli disponibili all’interno dell’organizzazione e la proposta di una nuova posizione che rispetti il livello di competenze e salute del lavoratore.

Come si verifica la compatibilità delle mansioni alternative?

La compatibilità delle mansioni alternative viene determinata attraverso un’analisi delle capacità residue del lavoratore, confrontate con i requisiti delle posizioni disponibili nell’azienda. Questo processo è guidato da valutazioni mediche e, se necessario, da visite specialistiche che aiutano a definire in modo chiaro e oggettivo quali compiti il lavoratore è ancora in grado di svolgere. Successivamente, il datore di lavoro deve assicurarsi che la nuova mansione proposta non comporti una dequalifica e sia in linea con le qualificazioni e le attitudini del dipendente.

Che decisione ha preso la Cassazione su lavoratori non idonei?

La Corte di Cassazione ha chiarito che i datori di lavoro non possono procedere al licenziamento di un lavoratore per inidoneità fisica o psichica senza prima aver esaurito ogni possibile via di ricollocazione all’interno dell’azienda. Questo include il rispetto delle capacità organizzative dell’azienda e delle posizioni disponibili, assicurandosi che ogni alternativa sia stata considerata e che le soluzioni proposte siano compatibili con le qualificazioni personali del lavoratore.

Quali sono i diritti del lavoratore se rifiuta la ricollocazione?

Se un lavoratore rifiuta una ricollocazione che rispetta le sue capacità residue e non comporta dequalificazione, egli mantiene il diritto alla Naspi, l’assegno di disoccupazione, a meno che la risoluzione del rapporto di lavoro non avvenga su sua iniziativa, come nelle dimissioni volontarie. In tal caso, non avrebbe diritto a tale beneficio. È importante che il lavoratore comprenda completamente le implicazioni delle sue scelte, essendo pienamente informato sulle opzioni a sua disposizione.

Come deve informare il datore il lavoratore non idoneo?

La legge impone ai datori di lavoro l’obbligo di informare i lavoratori non idonei su tutte le questioni relative alla loro ricollocazione. Questo include fornire dettagli chiari e tempestivi sull’esito delle visite mediche e sulle opzioni di ricollocazione disponibili. Il datore di lavoro deve dimostrare di aver compiuto ogni sforzo pratico e documentabile per assistere il dipendente nel trovare una nuova posizione compatibile con il suo stato di salute e le sue competenze, garantendo così una gestione trasparente e inclusiva del processo di ricollocazione.

Ecco i 5 articoli sul lavoro preferiti dagli utenti: