Che succede al lavoratore non più idoneo alla mansione? Ne parliamo in questo articolo (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Indice
Che succede al lavoratore non più idoneo alla mansione?
Che succede al lavoratore non più idoneo alla mansione? Può capitare che il dipendente, a causa di un’infermità o se vittima di un infortunio, non sia più in grado di svolgere la mansione per la quale era stato assunto.
La legge ha indicato come gestire la situazione, a tutela del lavoratore, ma anche del datore di lavoro.
Le soluzioni sono due:
- ricollocare il lavoratore inidoneo alla mansione in un altro settore aziendale;
- procedere al licenziamento.
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Come si accerta l’inidoneità alla mansione?
Prima di arrivare alla soluzione, è necessario comprendere come si accerta l’inidoneità alla mansione di un lavoratore.
Il medico competente compie un servizio di sorveglianza sanitaria, ovvero è chiamato (anzi, è obbligato) a sottoporre il dipendente a visita medica, che può essere preventiva (per accertare l’assenza di controindicazioni al lavoro), periodica (per controllare lo stato di salute dei dipendenti) o richiesta dal lavoratore per cambio di mansione, cessazione o ripresa del rapporto lavorativo.
Le visite servono a verificare la presenza o l’insorgere di motivi di salute gravi che limitano o precludono lo svolgimento di una o più mansioni.
Ricordiamo che, il mancato assolvimento dell’obbligo dell’accertamento sanitario è sanzionato penalmente con l’ammenda o, nei casi più gravi, con l’arresto.
E’ altrettanto indispensabile che il datore di lavoro provveda a rispettare tutte le norme relative alla tutela della salute e della sicurezza dei suoi dipendenti, senza sottovalutare i casi di attività a rischio minimo.
Inidoneità alla mansione: cosa sapere?
Se l’esito della visita di controllo è positivo, il dipendente riceverà il certificato di idoneità alla mansione. In caso contrario si parla di inidoneità alla mansione, con tutte le conseguenze del caso.
L’inidoneità alla mansione specifica può essere parziale o totale, temporanea o permanente. Il lavoratore ha la possibilità di presentare ricorso, entro 30 giorni dalla data di comunicazione del giudizio, all’organo di vigilanza territorialmente competente, il quale disporrà, dopo eventuali ulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudizio redatto dal medico competente.
Quando c’è un’inidoneità totale (temporanea o permanente) alla mansione, il datore di lavoro dovrà provvedere all’allontanamento del lavoratore dall’esposizione a rischio (in modo temporaneo o permanente), affidandogli un eventuale successivo compito, confacente alle sue abilità e con il suo stato di salute.
Quando c’è un’ inidoneità parziale (temporanea o permanente) il datore di lavoro è chiamato a evitare, al dipendente, compiti o esposizioni espressamente indicati nel “giudizio di idoneità” specifica alla mansione.
Che succede al lavoratore non più idoneo alla mansione: il ricollocamento
Un lavoratore inidoneo alla mansione ha diritto a essere ricollocato all’interno dell’azienda per eseguire altre attività, purché compatibili con le sue condizioni di salute e/o la sua disabilità, con o senza una sospensione temporanea dal lavoro.
Il datore di lavoro, dunque, è obbligato a verificare se sussistono le condizioni per ricollocare il dipendente ad altre mansioni.
Che succede al lavoratore non più idoneo alla mansione: il licenziamento
Soltanto qualora non fosse possibile ricollocare il dipendente ad altra mansione, all’interno dell’azienda, si potrà procedere al recesso del contratto (licenziamento).
Il datore di lavoro dovrà fornire prove dell’impossibilità aziendale di collocare il lavoratore in attività confacente.

Faq su inidoneità alla mansione
Come può il dipendente impugnare un licenziamento per inidoneità alla mansione specifica?
Il dipendente potrebbe avere il diritto di contestare il licenziamento attraverso le procedure di reclamo interne dell’azienda o tramite vie legali come il ricorso ai tribunali del lavoro.
Quali misure possono essere adottate per prevenire situazioni di inidoneità alla mansione specifica?
Il datore di lavoro può adottare politiche e procedure di sicurezza sul lavoro, fornire formazione e supporto per la salute e il benessere dei dipendenti, e cercare di adattare il lavoro alle capacità dei dipendenti quando possibile.
Quali sono i requisiti per l’inabilità alla mansione?
Per avere diritto all’inabilità alla mansione è necessario:
- ottenere il riconoscimento medico-legale dal quale risulti l’inidoneità permanente allo svolgimento della propria mansione;
- avere almeno 15 anni servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti dello Stato (art. 42 DPR 1092/1973);
- avere almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico (art. 52 DPR 1092/1973);
- avere almeno 20 anni di servizio (19 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti di Enti locali o della Sanità occorrono, ai sensi dell’articolo 7, co. 1 lettera b) della legge 379/1955;
- aver risolto il rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità.
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