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Lavoro da remoto: significato ed esempi pratici

Scopri qual è il reale significato del lavoro da remoto, cosa cambia dallo smart working e perché è una grande opportunità.

di Antonio Dello Iaco

Giugno 2024

Qual è il reale significato del lavoro da remoto? Scopriamo cosa vuol dire nel dettaglio questa espressione e facciamo qualche esempio pratico per comprenderla al meglio (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Il significato del lavoro da remoto

Il lavoro da remoto si può definire come l’evoluzione del telelavoro. Da non confondere con lo smart working che esamineremo nei prossimi paragrafi, il lavoro da remoto è la possibilità per il lavoratore di svolgere le proprie mansioni da un luogo diverso da quello della sede ordinaria dell’azienda.

È fondamentale aver definito con il datore sia il luogo dal quale il lavoratore si connetterà con il proprio dispositivo per svolgere le mansioni assegnate, sia gli orari nei quali dovrà prestare servizio.

Lavoro da remoto: la grande opportunità

Il lavoro da remoto rappresenta una grande opportunità sia per il lavoratore sia per il datore. Proviamo e esaminarne qualcuno:

Un lavoratore che svolge il proprio impiego da casa rappresenta una possibilità di risparmio importante per l’azienda. È necessario semplicemente immaginare quali sono tutte le spese connesse alla presenza di un dipendente in una sede di lavoro: dalla pulizia degli spazi, alle utenze varie.

Anche in termini di responsabilità c’è un enorme vantaggio. Non far venire una persona nella propria sede a svolgere l’attività da lavoro significa evitare una serie di obblighi, giuste accortezze e responsabilità che, in uno scenario ordinario, vanno a garantire e a tutelare la salute dell’impiegato.

Inoltre, lavorare da casa dà la possibilità al dipendente di potersi meglio organizzare la sua vita lavorativa, re immaginandosi anche come freelancer e riuscendo così a svolgere prestazioni lavorative per più datori di lavoro nella stessa giornata.

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Lavoro da remoto: cosa cambia dallo smart working?

Lo smart working non va confuso con il lavoro da remoto. Chiamato anche lavoro agile, si tratta di un tipo di lavoro subordinato che è del tutto privo di vincoli. Il dipendente infatti può svolgere le prestazioni lavorative in qualsiasi luogo e senza alcun vincolo di tempo.

A differenza del lavoro da remoto quindi, il lavoratore ha molta più indipendenza. Il rapporto tra le parti è organizzato per obiettivi concordati periodicamente tra dipendente e datore di lavoro.

All’azienda o al datore non interessa quando, dove e come arrivi agli obiettivi prefissati. A essere fondamentale è solo il raggiungimento degli scopi previsti.

Scegliere un posto di lavoro: quanto incide l’impego da remoto?

La prospettiva di un impiego da remoto all’interno di una proposta lavorativa fa aumentare sensibilmente il suo valore agli occhi dei potenziali futuri dipendenti.

La Randstad, multinazionale olandese che si occupa di ricerca, selezione e formazione di risorse umane, in uno studio ha fotografato l’attrattività delle aziende tra i giovani. Dalla ricerca è emerso che la possibilità di lavorare da remoto è una delle prime dieci caratteristiche a cui un nuovo dipendente dà più peso. La fascia di incidenza maggiore è:

Esempi di lavoro da remoto

Come potrai facilmente dedurre, non tutte le professioni sono fatte per essere svolte da remoto. Si pensi, per esempio, al lavoro di carpentiere o di cassiere. Le mansioni svolte da questi profili non possono in alcun modo essere svolte da casa.

La maggior parte dei lavori che è possibile eseguire da casa riguarda la nuova frontiera tecnologica e digitale. Ecco quindici esempi fatti da Randstad che ha evidenziato i profili più comuni per i quali è facile trovare un impiego da casa:

Lavoro da remoto: significato ed esempi pratici
L’immagine rappresenta il pratico significato del lavoro da remoto

FAQ sul lavoro da remoto

Come iniziare a lavorare da remoto

Per iniziare a lavorare da remoto, il primo passo è cercare le posizioni aperte su piattaforme online e aggiornare il tuo curriculum vitae (CV). Partecipa a corsi di formazione online per migliorare le tue competenze tecniche.

Durante i colloqui, è importante mostrare la tua capacità di lavorare indipendentemente e di gestire il tempo in modo efficace. Presentati in modo professionale e dimostra le tue capacità di comunicazione online. Creare un profilo su LinkedIn e partecipare a gruppi professionali può aiutarti a costruire una rete di contatti utili per trovare opportunità di lavoro.

Quali competenze servono per il lavoro da remoto

Le competenze principali per il lavoro da remoto includono una buona conoscenza dell’uso del computer, un’ottima gestione del tempo e la capacità di lavorare senza supervisione diretta. È importante saper usare software di videoconferenza come Zoom o Skype, strumenti di collaborazione come Google Workspace o Microsoft Teams, e applicazioni per la gestione dei progetti come Trello o Asana.

Competenze linguistiche come l’inglese possono aumentare le opportunità di trovare in modo veloce un lavoro.

Quanto si guadagna lavorando da remoto

Il guadagno per il lavoro da remoto varia notevolmente in base al tipo di lavoro, all’esperienza e alla localizzazione dell’azienda. Per esempio, un programmatore esperto può guadagnare tra i 40.000 e gli 80.000 euro all’anno, mentre un grafico si aggira tra i 25.000 e i 50.000 euro all’anno.

I lavori di supporto clienti possono offrire stipendi tra i 20.000 e i 40.000 euro all’anno. Inoltre, lavorare come freelance può permettere di guadagnare di più a seconda del numero di progetti gestiti e delle tariffe applicate. Molte aziende offrono anche benefici come assicurazione sanitaria e contributi per l’acquisto di attrezzature di lavoro.

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