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Lavoro donne: i settori con gli sgravi

Lavoro donna, il governo ha individuato i nove settore dove sarà applicato lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni. Si tratta vdi settori dove più alta era la disparità di genere. Vediamo come funziona a quali sono.

di Redazione

Dicembre 2023

Lavoro donne: il governo ha individuato i settori e le professioni che beneficeranno nel 2024 dello sgravio contributivo a carico del datore di lavoro. Un’agevolazione che potrebbe facilitare le assunzioni. Si tratta di settori dove è più alta la disparità di genere. Vediamo nel dettaglio. (scopri le ultime notizie su lavoro, disoccupazione, offerte di lavoro e concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Lavoro donne, il decreto del ministero

Identificazione dei settori e professioni

Il decreto del Ministero del Lavoro ha come obiettivo la riduzione della disparità di genere nel mondo del lavoro. Questo provvedimento identifica i settori e le professioni in cui la disparità tra uomini e donne è più marcata. L’obiettivo è favorire l’ingresso e la permanenza delle donne in ambiti lavorativi dove per tradizione c’è una presenza maschile prevalente.

Caratteristiche dei settori e professioni coinvolti

I settori e le professioni individuati dal Ministero sono quelli in cui la differenza di genere supera almeno del 25% il valore medio annuo. Questa selezione punta a colmare il gap di genere in aree critiche, offrendo alle donne maggiori opportunità di accesso e crescita professionale.

Impatto dello sgravio contributivo

Questo sgravio contributivo si traduce in una riduzione dei costi per i datori di lavoro che assumono donne, rendendo più attraente l’idea di diversificare il genere all’interno del proprio ambiente lavorativo.

Effetti attesi dal decreto

Con l’introduzione di questi sgravi, il governo si aspetta un aumento significativo delle assunzioni femminili nei settori e professioni individuati. Questa misura ha anche un altro obiettivo: stimolare la crescita economica grazie a una maggiore partecipazione femminile nel mondo del lavoro. Riconoscendo e affrontando la disparità di genere in specifici settori, il governo pone quindi, almeno nelle intenzioni, le basi per un futuro in cui le donne avranno pari opportunità di successo professionale e lo stesso contributo economico.

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Lo sgravio contributivo

Lo sgravio contributivo, è stato introdotto dalla riforma Fornero (legge 92/2012). Questa misura offre un notevole vantaggio finanziario ai datori di lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato, a termine o per la trasformazione di rapporti lavorativi precari in rapporti stabili.

Gli sgravi contributivi si rivolgono a diverse tipologie di datori di lavoro, inclusi imprese, professionisti e cooperative di lavoro. L’obiettivo è di ridurre il carico finanziario legato all’assunzione di nuovi lavoratori, rendendo più semplice e conveniente per le aziende assumere e mantenere personale.

Vantaggi per diverse forme di impiego

L’incentivo è applicabile non solo per le assunzioni a tempo pieno, ma anche per rapporti di lavoro part-time e per l’assunzione a scopo di somministrazione di lavoro. Importante notare, però, che lo sgravio non si applica a determinate forme di lavoro come quello domestico (colf, badanti) e intermittente (a chiamata).

Per chi spetta lo sgravio contributivo

Lo sgravio contributivo è progettato dunque per supportare specifiche categorie di lavoratori, con un’attenzione particolare alle donne e agli over 50. Le categorie che possono beneficiare di questo sgravio sono:

  1. Uomini o donne con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre 12 mesi.
  2. Donne di ogni età, residenti in aree svantaggiate e senza lavoro retribuito da almeno sei mesi.
  3. Donne di ogni età, indipendentemente dalla residenza, prive di impiego retribuito da almeno 24 mesi.

Incentivi per le donne in settori con disparità di genere

In aggiunta, il regolamento della Commissione Europea 800/2008 amplia ulteriormente la portata di questi incentivi. Possono godere di questi incentivi donne di ogni età che lavorano in professioni o settori economici caratterizzati da una marcata disparità occupazionale e di genere, e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi,

I nove settori con lo sgravio contributivo per le donne

Il governo ha individuato i nove settori ATECO in cui la differenza di tasso occupazionale tra uomini e donne è particolarmente significativa.

Elenco dei settori ATECO con maggiore disparità di genere

  1. Agricoltura: tradizionalmente dominato da una forza lavoro maschile, ora aperto a maggiore inclusione femminile.
  2. Costruzioni: un settore in cui la presenza femminile è stata storicamente limitata.
  3. Acqua e gestione dei rifiuti: un ambito emergente per l’occupazione femminile.
  4. Industria estrattiva: fino a poco tempo fa, un dominio quasi esclusivo maschile.
  5. Manifatturiera ed energetica: settori in cui le donne stanno gradualmente facendo breccia.
  6. Servizi di trasporto e magazzinaggio: tradizionalmente dominati dagli uomini, ora aperti a una maggiore diversità.
  7. Informazione e comunicazione: un settore in rapida evoluzione con crescenti opportunità per le donne.
  8. Servizi generali delle pubbliche amministrazioni (PA): dove è presente una forte necessità di equilibrio di genere.
  9. Settore sanitario e assistenziale: anche qui, si cerca un maggiore equilibrio nella rappresentazione di genere.

Significato di questa misure per le donne

Questi settori sono stati identificati perché presentano una disparità uomo-donna superiore di almeno il 25% rispetto alla media annua del 2022. La specifica del decreto è di vitale importanza, poiché riconosce e affronta direttamente le barriere che le donne incontrano in questi campi lavorativi.

Il tasso di disparità medio per il 2022 è stato del 9,8%, leggermente superiore al 9,5% del 2021. Questo indica la necessità di interventi mirati per colmare il divario. Il decreto stabilisce una soglia minima del 12,2% (9,8% più 2,4%, cioè il 25% di 9,8%) come indicatore di disparità significativa in un settore o professione.

Nel video sotto gli sgravi che sono stati previsti per le assunzioni nel 2023

In cosa consiste lo sgravio

Questo sgravio si concentra sulla riduzione dei contributi previdenziali che i datori di lavoro devono pagare per nuove assunzioni. L’obiettivo è chiaro: rendere più vantaggioso per le aziende assumere donne, in particolare in quei settori dove la disparità di genere è più accentuata.

Dettagli dello sgravio contributivo

Lo sgravio contributivo consiste in una riduzione significativa – fino al 50% – dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per ogni nuova assunzione. Questa misura si applica in diverse situazioni:

  1. Assunzioni a tempo indeterminato: per queste assunzioni, lo sgravio dura 18 mesi.
  2. Assunzioni a termine: in questo caso, lo sgravio si applica per 12 mesi, incluse eventuali proroghe del contratto.
  3. Trasformazione di contratti: se un rapporto di lavoro a termine viene trasformato in un contratto a tempo indeterminato, lo sgravio si estende per un totale di 18 mesi, considerando sia il periodo del contratto a termine che quello successivo alla trasformazione.

Impatto previsto di queste misure

Queste misure sono progettate per stimolare l’occupazione femminile in settori tradizionalmente dominati da una forza lavoro maschile. Riducendo il costo delle assunzioni per i datori di lavoro, il governo spera di incentivare le aziende a diversificare i loro team e ad aprire più posizioni alle donne, contribuendo così a ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro.

Lavoro donne: i settori con gli sgravi
Nell’immagine una giovane donna che lavora come camionista.

FAQ (domande e risposte)

Quali settori beneficiano dello sgravio contributivo per le donne nel 2024?

Nel 2024, lo sgravio contributivo a favore delle donne sarà applicato in nove settori di attività economica ATECO, selezionati in base alla loro elevata disparità di genere. Questi settori includono: agricoltura, costruzioni, gestione dell’acqua e dei rifiuti, industria estrattiva, manifatturiera ed energetica, servizi di trasporto e magazzinaggio, informazione e comunicazione, e i servizi generali delle pubbliche amministrazioni. La scelta di questi settori si basa sul loro tasso di disparità di genere, superiore del 25% alla media annua del 2022.

Come definisce il decreto del Ministero del Lavoro le professioni con disparità di genere?

Il Decreto del Ministero del Lavoro definisce le professioni con disparità di genere come quelle in cui il tasso di disparità uomo-donna supera almeno del 25% il valore medio annuo. Questa definizione si basa su un’analisi approfondita dei dati occupazionali e mira a identificare quei settori dove l’intervento è più urgente per promuovere la parità di genere.

A quali categorie di lavoratori si rivolge lo sgravio contributivo secondo la legge 92/2012?

Secondo la legge 92/2012, lo sgravio contributivo si rivolge principalmente a tre categorie di lavoratori:

  1. Uomini o donne con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre 12 mesi.
  2. Donne di ogni età, residenti in aree svantaggiate e senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
  3. Donne di ogni età, indipendentemente dalla loro residenza, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi.

Qual è l’obiettivo dell’incentivo all’assunzione per le donne nel regolamento della Commissione Europea 800/2008?

L’obiettivo dell’incentivo all’assunzione per le donne, secondo il regolamento della Commissione Europea 800/2008, è di promuovere l’occupazione femminile in settori o professioni dove esiste una marcata disparità di genere. Questo regolamento mira a fornire opportunità di lavoro alle donne in ambiti dove tradizionalmente sono state sottorappresentate o escluse.

Quali sono i nove settori ATECO con maggior disparità di genere nel 2024?

I nove settori ATECO con la maggior disparità di genere nel 2024, identificati dal decreto, sono:

  1. Agricoltura
  2. Costruzioni
  3. Gestione dell’acqua e dei rifiuti
  4. Industria estrattiva
  5. Industria manifatturiera ed energetica
  6. Servizi di trasporto e magazzinaggio
  7. Informazione e comunicazione
  8. Servizi generali delle pubbliche amministrazioni
  9. Settore sanitario e assistenziale

Questi settori sono stati selezionati per il loro elevato tasso di disparità occupazionale tra uomini e donne.

In cosa consiste la riduzione dello sgravio contributivo per nuove assunzioni?

La riduzione dello sgravio contributivo per nuove assunzioni consiste in una diminuzione del 50% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Questa riduzione si applica per una durata prestabilita che varia a seconda della tipologia del contratto:

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